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	<title>allFinWeb.com News &#038; Events</title>
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	<description>News &#038; Events allFinWeb.com</description>
	<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:46:03 +0000</pubDate>
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		<title>Nel 2007 crescoro prestiti in sofferenza per famiglie</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 15:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
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		<description><![CDATA[Sofferenze in netto aumento per le famiglie consumatrici nel 2007.
L&#8217;incremento che emerge dal Quadro di sintesi del Bollettino Statistico della Banca d&#8217;Italia è del 5,1%, confrontando il dato di dicembre 2007 con quello dell&#8217;analogo mese del 2006.
L&#8217;anno prima i prestiti in sofferenza alle famiglie, soprattutto mutui e credito al consumo, erano cresciuti ad un tasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sofferenze in netto aumento per le famiglie consumatrici nel 2007.</p>
<p>L&#8217;incremento che emerge dal Quadro di sintesi del Bollettino Statistico della Banca d&#8217;Italia è del 5,1%, confrontando il dato di dicembre 2007 con quello dell&#8217;analogo mese del 2006.</p>
<p>L&#8217;anno prima i prestiti in sofferenza alle famiglie, soprattutto mutui e credito al consumo, erano cresciuti ad un tasso annuo del 2,5 per cento. Alla fine del 2007, segnala la Banca d&#8217;Italia, gli impieghi concessi alle famiglie consumatrici considerati a rischio erano pari a 10.814 milioni (10.283 milioni a fine 2006 e 10.027 milioni a fine 2005).
</p>
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		<title>Più prestiti con erogazioni «pesanti»</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Apr 2008 08:47:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
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		<description><![CDATA[Al 30 giugno 2007, secondo la 23ª edizione dell’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia, la dinamica dei finanziamenti alle famiglie, pur mantenendosi su livelli ancora elevati, ha evidenziato la prosecuzione di un trend di rallentamento della crescita. Tale tendenza è ascrivibile alla fisiologica decelerazione dopo l’intensa crescita del 2006, al graduale indebolimento del mercato immobiliare e all’aumento dei tassi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al 30 giugno 2007, secondo la 23ª edizione dell’Osservatorio Assofin-Crif-Prometeia, la dinamica dei finanziamenti alle famiglie, pur mantenendosi su livelli ancora elevati, ha evidenziato la prosecuzione di un trend di rallentamento della crescita. Tale tendenza è ascrivibile alla fisiologica decelerazione dopo l’intensa crescita del 2006, al graduale indebolimento del mercato immobiliare e all’aumento dei tassi di interesse.<br />
A livello prospettico, almeno in questa fase, la dinamica del mercato italiano dei finanziamenti alle famiglie non pare influenzata direttamente dalle turbolenze generate sui mercati monetari dalla crisi dei mutui subprime negli Usa. Il graduale rallentamento della crescita, fenomeno peraltro comune nell’area Euro, è sembrato piuttosto essere il riflesso di tendenze già in atto prima della crisi. <a id="more-196"></a>Gli effetti più immediati della crisi subprime sono invece evidenti nell’aumento del costo del funding, che si sta trasferendo in parte sul tasso dei prestiti, e per questa via potrebbe rafforzare il rallentamento dei finanziamenti alle famiglie. Il mercato dei mutui ha comunque potuto beneficiare di un ampliamento dell’offerta sia in termini di caratteristiche finanziarie dei prodotti - in primis l’ampliamento del «Loan to value ratio» e allungamento delle scadenze contrattuali - sia in termini di target di clientela. Relativamente alla ripartizione dei flussi erogati per fasce di importo, nel primo semestre 2007 è sembrato consolidarsi il trend rilevato negli ultimi anni verso erogazioni di importo più elevato, con concentrazione dei flussi finanziati (52%) nella fascia tra 100 e 200mila euro. È inoltre da rilevare che sono drasticamente mutate le preferenze degli italiani rispetto al tipo di tasso di interesse applicato nei contratti di mutuo. Si è registrata una decisa inversione di tendenza rispetto alla tradizionale prevalenza del tasso variabile, con una quota superiore alla metà delle nuove erogazioni di mutui stipulati a tasso fisso, contro il 18% dello stesso periodo dell’anno precedente. Parallelamente si è assistito, spiega l’indagine, a un ridimensionamento della quota dei mutui a tasso variabile, passati a rappresentare il 42% dei flussi erogati contro il 66% di giugno 2006, e a una riduzione della percentuale dei mutui a tasso misto (possibilità di passare da un tasso fisso a uno variabile o viceversa, a determinate scadenze), che si attesta al 7% del totale flussi erogati, più che dimezzata rispetto allo stesso periodo del 2006.
</p>
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		<title>Credito al consumo: per Centrosim segnali non positivi, broker rivedrà al ribasso stime</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 15:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
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		<description><![CDATA[MILANO (Finanza.com) - Prosegue il rallentamento del credito al consumo in Italia. Secondo dati Assofin, l&#8217;associazione che riunisce le società specializzate del settore, nei primi 2 mesi del 2008 la nuova produzione è salita del 3,4% in termini di
valore. Soffre in particolare il comparto della cessione del quinto dello stipendio (-5,7%) e dei prestiti finalizzati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO (Finanza.com) - Prosegue il rallentamento del credito al consumo in Italia. Secondo dati Assofin, l&#8217;associazione che riunisce le società specializzate del settore, nei primi 2 mesi del 2008 la nuova produzione è salita del 3,4% in termini di<br />
valore. Soffre in particolare il comparto della cessione del quinto dello stipendio (-5,7%) e dei prestiti finalizzati all&#8217;acquisto di veicoli (-4,7%) che scontano anche il calo delle immatricolazioni auto (-5,7% nel bimestre). &#8220;Il rallentamento sembra proseguire a un ritmo maggiore del previsto&#8221;, commentano gli esperti di Centrosim. &#8220;Nel 2007 - prosegue il broker - il credito al consumo era cresciuto del 9,5%, rispetto al 12% dell&#8217;anno precedente. Per il 2008 le nostre previsioni – a questo punto da rivedere al ribasso - si collocavano nell&#8217;ordine del +7/7,5%. Confermiamo la nostra cautela sui titoli del settore&#8221;.
</p>
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		<title>Record di debiti per gli italiani, anno nero per l&#8217;economia ma non per i top manager</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Mar 2008 13:46:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
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	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Euro uguale debito. Dall’entrata in vigore della moneta unica a oggi, l’indebitamento medio delle famiglie italiane è aumentato del 91%, fino ad arrivare all’impressionante cifra di 15.578 euro per nucleo familiare. Solo nell’ultimo anno, poi, le «sofferenze» sono cresciute del 9,2 per cento.
Buona parte dipende certamente dai mutui per la casa, «gonfiati» dal costante aumento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Euro uguale debito. Dall’entrata in vigore della moneta unica a oggi, l’indebitamento medio delle famiglie italiane è aumentato del 91%, fino ad arrivare all’impressionante cifra di 15.578 euro per nucleo familiare. Solo nell’ultimo anno, poi, le «sofferenze» sono cresciute del 9,2 per cento.</p>
<p>Buona parte dipende certamente dai mutui per la casa, «gonfiati» dal costante aumento dei tassi, e dai finanziamenti per le ristrutturazioni: ma a spingere gli italiani a ricorrere sempre più ai prestiti ci sono anche i cosiddetti «crediti al consumo», gli acquisti a rate praticamente di ogni cosa, dall’auto al divano di casa. O più drammaticamente le conseguenze della crisi economica e degli aumenti generalizzati, dalla benzina agli alimentari, dalla luce al gas, a fronte di retribuzioni rimaste praticamente invariate nel corso dell’ultimo anno: lo stipendio non basta più a far fronte alle spese quotidiane e si è costretti a indebitarsi. È la fotografia scattata dall’ufficio studi della Cgia - l’associazione artigiani - di Mestre in un’indagine sulle difficoltà economiche delle famiglie italiane.<a id="more-185"></a></p>
<p>Una geografia, quella dell’indebitamento, abbastanza variegata. Nel 2007, in testa alla graduatoria troviamo Roma, con 22.305 euro per famiglia, seguita da Milano (21.115), Reggio Emilia (20.367), Prato (20.007), Lodi (19.871) e Rimini (19.812). Fanalino di coda la provincia di Vibo Valentia (6.861 euro), al 103˚ posto, preceduta da Benevento (6.917), Reggio Calabria (7.072), Avellino (7.078), Isernia (7.182), Enna (7.185) e Agrigento, al 97˚ posto, con 7.631 euro di indebitamento per famiglia. Come si vede, è il Nord ad essere più indebitato: per trovare una città del Sud in questa classifica, dobbiamo arrivare fino alla 53˚ posizione, dove c’è Bari con un indebitamento medio di 13.044 euro. Paradossalmente, però, il minore ricorso ai prestiti non è un indice di maggiore ricchezza per il Meridione, ma il contrario, legato com’è alla capacità di spesa inferiore del Sud rispetto al Nord, anche a causa del gap retributivo tra i due «poli» del Paese.</p>
<p>Lo sottolinea Giuseppe Bortoluzzi, segretario della Cgia di Mestre: «Le città che si sono più indebitate nell’ultimo anno sono quelle che registrano anche i livelli di reddito più elevati. Non è da escludere che tra questi vi siano anche delle famiglie appartenenti alle fasce sociali più deboli. Tuttavia, appare evidente che la forte esposizione in queste realtà, soprattutto a fronte di significativi investimenti nel settore immobiliare, ci deve preoccupare relativamente. Altra cosa è quando analizziamo la variazione di crescita dell’indebitamento registrato negli ultimi cinque anni. Nei primi posti abbiamo molte città del Sud. Ciò sta a significare che questo aumento è probabilmente legato al perdurare della crisi economica che ha indotto molte famiglie a ricorrere a prestiti bancari».</p>
<p>In effetti, a guidare la classifica del maggiore indebitamento dal primo gennaio 2002 - quando è entrato in vigore l’euro - al 30 settembre 2007, c’è Napoli, con un aumento del 118,7 per cento.Mal’impoverimento dovuto alla moneta unica non risparmia neppure i ricchi capoluoghi dell’Emilia-Romagna, con Reggio Emilia (118,6%) e Piacenza (114,2%), rispettivamente al secondo e terzo posto. La classifica prosegue con le province del Centro- Sud: al quarto posto infatti troviamo Caserta (113,7%), seguita da Chieti (112,9%). E la situazione non cambia se consideriamo la graduatoria degli incrementi rilevati tra il 2006 e il 2007: la famigerata «sindrome della quarta settimana » non conosce confini geografici. Il primato negativo spetta a Prato, con un aumento dell’indebitamento per famiglia del 15% (contro la media del 9,2%), seguita da Genova (14,3%), Crotone (14,2%), Napoli (14,1%) e Brindisi(13,7%).</p>
<p><em>(fonte: ilGiornale.it)</em>
</p>
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		<item>
		<title>«Migliora la qualità del credito ma Basilicata e Puglia sono ultime»</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 15:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
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		<description><![CDATA[Secondo una ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia si è assistito ad una diminuzione dei crediti inesigibili, ad una minore densità dei protesti, ad un aumento della moneta elettronica e ad una maggiore capillarità nell’offerta bancaria. Nel 2007, però, le peggiori performance bancarie si registrano nel Mezzogiorno. E ultime in qualità (ovvero per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo una ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia si è assistito ad una diminuzione dei crediti inesigibili, ad una minore densità dei protesti, ad un aumento della moneta elettronica e ad una maggiore capillarità nell’offerta bancaria. Nel 2007, però, le peggiori performance bancarie si registrano nel Mezzogiorno. E ultime in qualità (ovvero per la bassa presenza di sportelli bancari, alti tassi di sofferenza dei prestiti elargiti, un risparmio medio per famiglia ridotto e per la quantità di protesti) sono Basilicata, Puglia e Calabria <a id="more-176"></a><br />
 <br />
VENEZIA – Negli ultimi cinque anni la qualità del credito in Italia ha evidenziato segni di miglioramento. Lo afferma una ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia che ha costruito una mappatura del fenomeno a livello provinciale.<br />
Il 2007 indica una netta distinzione tra le aree del Nord e del Centro da una parte e del Sud dall’altra. Ai primi posti si posizionano Trentino Alto Adige, Lombardia, Toscana, Lazio e tutte le aree del NordEst. Al di sotto della media nazionale i territori del Meridione e alcune aree del Centro. Ultime sono Basilicata, Puglia e Calabria. A livello provinciale la situazione premia Sondrio, Bolzano, Trento, Milano, Roma, Siena che mostrano le migliori performance bancarie mentre Crotone, Catanzaro, Benevento e Matera forniscono indicazioni poco soddisfacenti. Queste città peccano per la bassa presenza di sportelli bancari, alti tassi di sofferenza dei prestiti elargiti, un risparmio medio per famiglia ridotto e per la quantità di protesti.<br />
Dal 2002 ad oggi alcune aree hanno tuttavia registrato miglioramenti. Sono state alcune province del Sud e del Centro, a scapito a volte dei territori settentrionali.</p>
<p>Ecco le principali tabelle curate da Sintesi:<br />
SITUAZIONE 2007 PER REGIONE<br />
Rank Regione Voto<br />
1. Trentino A.A. 95,0<br />
2. Lombardia 79,5<br />
3. Lazio 78,4<br />
4. Toscana 74,9<br />
5. EmiliaRomagna 71,0<br />
6. Veneto 68,5<br />
7. Valle D’Aosta 66,4<br />
8. Friuli V.G. 64,7<br />
9. Marche 64,6</p>
<p>Italia 63,3</p>
<p>10. Piemonte 61,6<br />
11. Umbria 61,4<br />
12. Liguria 60,0<br />
13. Sardegna 53,7<br />
14. Abruzzi 47,1<br />
15. Campania 35,2<br />
16. Sicilia 33,9<br />
17. Molise 32,4<br />
18. Basilicata 32,2<br />
19. Puglia 31,7<br />
20. Calabria 20,7</p>
<p>DINAMICA 2002-2007 PER REGIONE<br />
Rank Regione Dinamica<br />
1. Molise 11,4<br />
2. Campania 9,2<br />
3. Lazio 8,4<br />
4. Umbria 7,8<br />
5. Sardegna 7,1<br />
6. Puglia 6,4<br />
7. Calabria 3,5<br />
8. Liguria 0,9</p>
<p>Italia 0,7</p>
<p>9. Lombardia 0,7<br />
10. Sicilia 0,2<br />
11. Toscana -0,7<br />
12. Trentino A.A. -2,2<br />
13. Basilicata -2,6<br />
14. Marche -2,8<br />
15. Abruzzi -3,8<br />
16. Veneto -4,4<br />
17. Piemonte -6,2<br />
18. Friuli-V.G. -6,9<br />
19. EmiliaRomagna -9,8<br />
20. Valle D’Aosta -11,5
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Famiglie italiane sempre più a credito</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2008/famiglie-italiane-sempre-piu-a-credito/</link>
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		<pubDate>Wed, 20 Feb 2008 18:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Tra mutui per la casa, credito al consumo per acquistare auto, mobili, elettrodomestici o viaggi, e altri prestiti, i debiti delle famiglie italiane nel 2006 hanno superato i 455 miliardi di euro
Italiani sempre più indebitati: tra mutui per la casa, credito al consumo per acquistare auto, mobili, elettrodomestici o viaggi, e altri prestiti, i debiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tra mutui per la casa, credito al consumo per acquistare auto, mobili, elettrodomestici o viaggi, e altri prestiti, i debiti delle famiglie italiane nel 2006 hanno superato i 455 miliardi di euro</em></p>
<p>Italiani sempre più indebitati: tra mutui per la casa, credito al consumo per acquistare auto, mobili, elettrodomestici o viaggi, e altri prestiti, i debiti delle famiglie italiane nel 2006 hanno superato i 455 miliardi di euro, per oltre 19mila euro di debiti a famiglia, cifre che crescono a ritmi considerevoli di anno in anno: tra il 2005 e il 2006 i prestiti per il credito al consumo sono aumentati del 18%, passando da 68,5 miliardi di euro a oltre 81, quelli per i mutui per la casa del 12%, da quasi 229 miliardi a oltre 256.<a id="more-172"></a></p>
<p>Rispetto al 2000, poi, i tassi di crescita sono addirittura più che doppi: rispettivamente +147% per il credito al consumo e +120% per i mutui. Se tra le voci che influiscono sull’indebitamento delle famiglie italiane i mutui incidono per oltre la metà, in dieci anni è quadruplicato il peso del credito al consumo: pesava il 5,4% nel 1996, è diventato il 18% nel 2006. Emerge da un’elaborazione Camera di commercio di Milano su dati Banca d’Italia e Istat 2006.</p>
<p>Delle problematiche relative all’indebitamento delle famiglie italiane e degli sviluppi normativi a livello europeo in tema di credito al consumo, si è parlato oggi in Camera di commercio di Milano nel corso del convegno «Indebitamento delle famiglie. Mutui e credito al consumo: regole e tutele», organizzato dalle principali associazioni dei consumatori della Lombardia in collaborazione con la Camera di commercio di Milano.</p>
<p>La Camera di commercio ha reso ben due Pareri nel settore del credito: il primo, a fine 2006, in materia di credito al consumo per l’acquisto di beni e servizi ed il secondo, reso a fine 2007, in materia di credito al consumo tramite carte revolving, nei quali sono stati evidenziati quelle che sono le clausole potenzialmente vessatorie. Così le condizioni di contratto troppo generiche non vanno bene. Non bisogna addossare sempre al consumatore la posizione giuridica di colui che propone il contratto lasciando al finanziatore sempre quella dell’offerente. Il diritto di revoca del contratto esiste anche per il consumatore. Quello di modifica lo ha solo il finanziatore però, se i cambiamenti riguardano le condizioni economiche e si rivelano a svantaggio del consumatore, quest’ultimo ha tempo 15 giorni per recedere. I prestatori del servizio si dovranno adeguare. Se non lo faranno? I pareri sono stati comunicati ai fornitori, che potranno adeguare i contratti e modificare le clausole ritenute vessatorie. Il mancato adeguamento ai nuovi parametri previsti, potrebbe tradursi in azioni inibitorie da parte della Camera di Commercio. E’ quanto emerge dai pareri sulla conformità delle clausole dei contratti di credito al consumo (ex artt. 37 del Codice del Consumo) resi dalla Camera di commercio di Milano – Commissione Clausole Vessatorie, nel 2006 e 2007, che da tempo ha il compito di valutare l’eventuale presenza di clausole inique nei contratti fra professionisti e consumatori.<br />
Inoltre, da parte degli uffici camerali competenti continuano, anche nel 2008 i controlli dei soggetti autorizzati alla vendita di beni o di servizi nel territorio della Repubblica nella sola forma della dilazione del pagamento del prezzo. I controlli consistono nel verificare che al consumatore venga data la corretta informazione in merito al TAEG (costo totale del credito) con particolare riguardo alla corrispondenza del tasso pubblicizzato alle condizioni realmente praticate.</p>
<p>«La Camera di commercio è impegnata a promuovere un mercato trasparente per consumatori e imprese - ha dichiarato Dario Migliavacca Bossi, consigliere della Camera di commercio di Milano – Siamo attivi con strumenti di regolazione come i contratti tipo, pareri sulle clausole vessatorie, codici di autodisciplina, usi, la conciliazione, controlli metrici e sulla sicurezza dei prodotti. Con attenzione costante, anche nel settore del credito, verso gli sviluppi legislativi che incidono sulla regolazione del mercato ed in collaborazione con le associazioni dei consumatori».
</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Prestiti, tassi in altalena</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2008/prestiti-tassi-in-altalena/</link>
		<comments>http://www.allfinweb.com/ne/2008/prestiti-tassi-in-altalena/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 08:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
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		<description><![CDATA[Cresce il numero di italiani che si indebita per compiere acquisti. Nel 2007 i prestiti non garantiti da ipoteca hanno registrato una crescita del 9,1% (dati Assofin). Allo stesso tempo, però, sono aumentate anche le sofferenze, passate dal 2,2% di gennaio al 7,6% di novembre dopo aver toccato un picco del 10% un mese prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce il numero di italiani che si indebita per compiere acquisti. Nel 2007 i prestiti non garantiti da ipoteca hanno registrato una crescita del 9,1% (dati Assofin). Allo stesso tempo, però, sono aumentate anche le sofferenze, passate dal 2,2% di gennaio al 7,6% di novembre dopo aver toccato un picco del 10% un mese prima (dai ufficio studi Confindustria). Entrambi questi indicatori, nel bene e nel male, evidenziano che quello del credito al consumo è un mercato dinamico. Tra i vari finanziamenti, nell’ultimo anno il tasso più alto di espansione è stato registrato dai prestiti personali (+23%) mentre i prestiti finalizzati all’acquisto di beni, seppure più alti in termini di consistenze (27 contro 19 miliardi di euro) sono cresciuti del 3,6 per cento. <a id="more-170"></a></p>
<p>È bene sapere, però, che vi possono essere sensibili differenze tra i tassi applicati su questi prodotti.</p>
<p>Il confronto. Analizzando le migliori offerte elaborate da PrestitiOnline.it emerge, infatti, che i prestiti diretti possono costare, a parità di importo e durata, anche più del doppio rispetto a quelli finalizzati (acquisto auto, moto, ristrutturazione casa, etc.). Nell’ipotesi di un finanziamento di 20mila euro per l’acquisto di un’auto nuova, da rimborsare in 48 rate, si riesce a spuntare con Santander un tasso globale (comprensivo degli interessi e degli altri oneri) del 6,54 per cento. L’istituto spagnolo è secondo nella classifica dei prestiti per l’acquisto di una moto (7,23%) - preceduto non di molto da Fiditalia (7,18%) - e torna al primo posto quando la finalità è la ristrutturazione della casa (6,54%), seguito da Findomestic (6,63%) e Agos (6,63%). Si tratta di lievi differenze che rimarcano che in questi casi i tassi conteggiati viaggiano nettamente al di sotto del corrispettivo tasso d’usura fissato dalla Banca d’Italia (fino al 31 marzo) al 15,99 per cento. Gli interessi da pagare, invece, spiccano se si chiede un credito diretto di liquidità dove il tasso d’usura è fissato attualmente al 18,99 percento. La migliore proposta, di Neos banca (gruppo Intesa Sanpaolo), si attesta su un tasso nominale dell’11,75% che sale al 12,40% se si considerano anche le spese accessorie. Seguono Santander (13,06%), Fiditalia (13,24%) ed Elastys (16,65%).
</p>
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		<item>
		<title>Insolvenze, gli italiani pagano. Prima il Friuli Venezia Giulia</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 08:31:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
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		<description><![CDATA[Le famiglie italiane continuano ad avere in Europa il più basso rapporto fra debiti e patrimonio. In tutta Italia, infatti, i tassi di insolvenza sono pari al 3,6 % dei casi per il credito al consumo, per acquisti specifici come computer o vacanze, al 3% dei finanziamenti all&#8217;acquisto di auto e al 7,5% dei finanziamenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le famiglie italiane continuano ad avere in Europa il più basso rapporto fra debiti e patrimonio. In tutta Italia, infatti, i tassi di insolvenza sono pari al 3,6 % dei casi per il credito al consumo, per acquisti specifici come computer o vacanze, al 3% dei finanziamenti all&#8217;acquisto di auto e al 7,5% dei finanziamenti personali. È quanto stima Experian, società attiva nei servizi per la prevenzione dei rischi di credito, nell&#8217;informazione commerciale, e nella protezione dei dati di aziende e consumatori.<a id="more-169"></a></p>
<p>La rilevazione è stata effettuata su oltre 40 milioni di contratti di questo tipo censiti dalla banca dati di Experian e in essere a fine 2007. I risultati non comprendono i mutui immobiliari e si riferiscono a contratti con ritardi di pagamento di una o più rate da 90 giorni in su. Rispetto alle singole regioni italiane, &#8220;al vertice dell&#8217;affidabilità finanziaria - rileva Experian - risultano i residenti in Friuli Venezia Giulia, che presentano i valori percentuali di criticità più bassi per tutte e tre le forme di finanziamento osservato (2,5% per il credito al consumo, 1,9% per i finanziamenti auto e 5,5% per i prestiti personali)&#8221;, seguiti dai residenti nel Veneto (2,7% per il credito al consumo, 2,1% per i finanziamenti auto e 6,1% per i prestiti personali). &#8220;In coda alla classifica - continua la rilevazione - risultano i residenti in Campania, che presentano i valori percentuali di criticità più alti per tute e tre le classi di finanziamento (6,4% per il credito al consumo, 4,9% per i finanziamenti auto e 10,7% per i prestiti personali)&#8221;. In buona posizione rispetto ai pagamenti sono Trentino-Alto Adige, Sardegna, Emilia Romagna Liguria, Piemonte, Valle d&#8217;Aosta, Toscana, Umbria, con percentuali di insolvenza al di sotto della media nazionale per tutte e tre le forme di finanziamento, seguite dalla Lombardia che nel caso dei prestiti personali non si discosta dalla media nazionale (7,5%) mentre in posizione media si piazzano Puglia, Abruzzo, Molise, Lazio, Basilicata e Marche. &#8220;Poco soddisfacente la situazione in Calabria e Sicilia, con valori di criticità superiori di 2-3 punti percentuali alla media nazionale per tutte e tre le forme di finanziamento&#8221;.</p>
<p>&#8220;I risultati di cui diamo conto non mostrano peggioramenti apprezzabili rispetto ai sei mesi precedenti, ed è un fatto che le famiglie italiane, sono ancora fra quelle che in Europa hanno il più basso rapporto tra debiti e patrimonio. &#8220;- ha detto Marco Benvenuto, Direttore Generale di Experian Italia - Tuttavia, la crescita del ricorso al debito del 15% rilevata ancora lo scorso anno da parte delle famiglie italiane è un fenomeno da non sottovalutare e che dovrebbe indurre chiunque, operatori e famiglie, ad adottare nuovi strumenti di valutazione dei rischi&#8221;.
</p>
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		<title>Chiede prestiti chi guadagna bene</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2008/chiede-prestiti-chi-guadagna-bene/</link>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 13:48:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
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		<description><![CDATA[Studio Unicredit, non emergono grossi problemi restituzione
(ANSA) - MILANO, 29 GEN - In Italia chi chiede un prestito ha un reddito mensile superiore ai duemila euro ed e&#8217; relativamente giovane, tra i 35 e i 44 anni. E&#8217; quanto emerge da una ricerca sul credito al consumo realizzata da Unicredit Consumer Financing. &#8216;I segnali di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Studio Unicredit, non emergono grossi problemi restituzione</p>
<p>(ANSA) - MILANO, 29 GEN - In Italia chi chiede un prestito ha un reddito mensile superiore ai duemila euro ed e&#8217; relativamente giovane, tra i 35 e i 44 anni. E&#8217; quanto emerge da una ricerca sul credito al consumo realizzata da Unicredit Consumer Financing. &#8216;I segnali di rallentamento dell&#8217;economia ci sono - si spiega - ma problemi nella restituzione dei prestiti non ne vediamo in modo particolare&#8217;. Nel 2006 sono stati stipulati oltre 7 milioni di contratti per un controvalore di oltre 53 miliardi.
</p>
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		<item>
		<title>Un credito al consumo più europeo e trasparente</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2008/un-credito-al-consumo-piu-europeo-e-trasparente-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 17:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
	<category>Leggi Norme Circolari</category>
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		<description><![CDATA[Il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva volta a promuovere il mercato unico del credito al consumo. E&#8217; così sancita una serie di obblighi per gli istituti di credito sull&#8217;informazione ai consumatori, nella pubblicità e nella fase precontrattuale, per agevolare la ricerca dell&#8217;offerta più conveniente. Chi ricorre al credito avrà il diritto di recedere dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva volta a promuovere il mercato unico del credito al consumo. E&#8217; così sancita una serie di obblighi per gli istituti di credito sull&#8217;informazione ai consumatori, nella pubblicità e nella fase precontrattuale, per agevolare la ricerca dell&#8217;offerta più conveniente. Chi ricorre al credito avrà il diritto di recedere dal contratto entro due settimane senza giustificazioni, e di rimborsare in anticipo gli importi dovuti versando un indennizzo.</p>
<p>Dopo i negoziati condotti dal relatore Kurt LECHNER (PPE/DE, DE), il Parlamento ha confermato il compromesso raggiunto tra i gruppi politici, e tra questi e i rappresentanti del Consiglio, sul testo della direttiva relativa ai contratti di credito ai consumatori. La direttiva sarà quindi pubblicata presto sulla Gazzetta Ufficiale e, a partire da allora, gli Stati membri avranno due anni per recepire e applicare le sue disposizioni.<a id="more-156"></a><br />
 <br />
L&#8217;obiettivo del testo legislativo è di istituire un vero mercato unico del credito ai consumatori. Ad oggi infatti tale mercato è frammentato nei 27 mercati nazionali degli Stati membri, impedendo ai consumatori e ai creditori europei di effettuare offerte e contratti transfrontalieri e quindi di beneficiare dei vantaggi di un mercato unico. I crediti al consumo transfrontalieri, inoltre, rappresentano solo l&#8217;1% del volume totale. La direttiva assicura un alto livello di protezione e una corretta informazione dei consumatori, e migliora la chiarezza della legislazione comunitaria fondendo insieme le tre direttive esistenti in materia di credito ai consumatori<br />
 <br />
Il mercato del credito al consumo riveste un ruolo importante nell&#8217;economia dell&#8217;UE, e il suo volume è particolarmente importante nel Regno Unito, in Irlanda, in Germania e in Austria. Mediamente, il credito al consumo rappresenta il 18% dei ricavi lordi delle banche (al dettaglio) e il mercato ammonta a più di 800 miliardi di euro, con una crescita annua media dell&#8217;8%. Secondo dati della BCE citati dalla Commissione il tasso medio dei tassi di interessi della zona euro varia da un minimo del 6% in Finlandia al 12% del Portogallo. In Italia è stato del 9,4%.<br />
 <br />
<strong>Campo d&#8217;applicazione: crediti da 200 a 75.000 euro</strong><br />
 <br />
La direttiva dovrà applicarsi ai contratti di credito che contemplano generalmente il pagamento di interessi, ma non a quelli garantiti da un&#8217;ipoteca sui beni immobili e terreni. Il compromesso ha stabilito inoltre che sono esclusi i crediti per un importo totale inferiore a 200 euro o superiore a 75.000 euro (contro la soglia di 100.000 euro proposta inizialmente dal Consiglio e i 50.000 della controproposta dei deputati)..<br />
 <br />
Non è stato necessario negoziare, invece, sull&#8217;esclusione di altri contratti di credito, fra i quali figurano quelli di locazione o di leasing che non prevedono obbligo di acquisto, la concessione di scoperto da rimborsarsi entro un mese e i crediti che non prevedono il pagamento di interessi o altre spese. Sono anche esclusi i crediti concessi dal datore di lavoro ai dipendenti senza interessi o a tassi preferenziali, quelli relativi alla dilazione, senza spese, del pagamento di un debito esistente e quelli concessi, senza interessi o a tassi di favore, a un pubblico ristretto con finalità di interesse generale.<br />
 <br />
Se le classiche carte di credito rientrano nel campo d&#8217;applicazione della direttiva, ne sono invece escluse le carte di debito differito, che prevedono il rimborso del credito entro tre mesi e le cui spese sono irrilevanti (carte ricaricabili).<br />
 <br />
<strong>Consumatori sempre bene informati</strong><br />
 <br />
La direttiva prevede disposizioni dettagliate riguardo all&#8217;informazione di base che deve essere fornita ai consumatori prima della conclusione di un contratto di credito. Nel caso della pubblicità, tra le informazioni che devono essere presentate «in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l&#8217;impiego di un esempio», figura il tasso debitore (fisso o variabile, corredato delle spese addebitate), l&#8217;importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata del contratto e, se del caso, l&#8217;importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l&#8217;importo delle rate.<br />
 <br />
Per quanto riguarda la fase precontrattuale, invece, il creditore deve fornire al consumatore, prima che questo sia vincolato dal contratto o da un&#8217;offerta, le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, così da permettergli di prendere una decisione con cognizione di causa. Tali informazioni, devono essere fornite mediante un modulo standard uguale per tutta l&#8217;UE (modulo relativo alle &#8220;Informazioni europee di base relative al credito ai consumatori&#8221;), il cui contenuto è definito dalla direttiva stessa. Le informazioni riguardano il tipo di credito, l&#8217;identità e l&#8217;indirizzo del creditore, l&#8217;importo totale del credito e le condizioni di prelievo e la durata del contratto di credito.<br />
 <br />
Devono comprendere, inoltre, il tasso debitore, le condizioni che ne disciplinano l&#8217;applicazione nonché i periodi, le condizioni e la procedura per la sua modifica, il tasso annuo effettivo globale e l&#8217;importo totale che il consumatore è tenuto a pagare, (illustrati mediante un esempio rappresentativo che deve riportare tutte le ipotesi utilizzate per il calcolo di tale tasso) e, infine, l&#8217;importo, il numero e la periodicità dei pagamenti che il consumatore deve effettuare. Ma anche, se del caso, l&#8217;esistenza di spese che il consumatore è tenuto a pagare al notaio all&#8217;atto della conclusione del contratto, l&#8217;eventuale obbligo di ricorrere a una polizza assicurativa, il tasso degli interessi in caso di ritardi di pagamento e le modalità di modifica dello stesso.<br />
 <br />
Le informazioni devono inoltre contemplare un avvertimento circa le conseguenze dei mancati pagamenti, le informazioni sulle garanzie richieste, sull&#8217;esistenza o l&#8217;assenza del diritto di recesso e del diritto al rimborso anticipato. I consumatori hanno anche il diritto di ricevere gratuitamente, su richiesta, copia della bozza del contratto di credito, nonché del diritto del creditore a ottenere un indennizzo e le relative modalità di calcolo.<br />
 <br />
Delle disposizioni specifiche riguardano gli obblighi di informazione precontrattuale relativi ad alcuni contratti di credito sotto forma di concessione di scoperto e ad alcuni contratti di credito specifici.<br />
 <br />
Sul creditore, d&#8217;altra parte, incombe l&#8217;obbligo di verifica del merito creditizio del consumatore. Prima della conclusione del contratto di credito, il creditore dovrà valutare il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e ove necessario, ottenute consultando la banca dati pertinente. Gli Stati membri la cui normativa prevede già una tale valutazione tramite la consultazione di una banca dati possono mantenere tale obbligo.<br />
 <br />
<strong>Diritti di recesso e di rimborso anticipato</strong><br />
 <br />
La direttiva prevede che una serie di informazioni analoghe a quelle succitate debbano figurare sul contratto. Inoltre, stabilisce che Il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto di credito «senza dare alcuna motivazione». Per avvalersi di tale diritto, il consumatore deve informare il creditore e pagare il capitale e gli interessi dovuti su tale capitale dalla data di prelievo del credito fino alla data di rimborso del capitale, non oltre 30 giorni dall&#8217;invio della notifica del recesso. Il creditore non ha diritto a nessun altro indennizzo.<br />
 <br />
Uno dei punti più controversi della direttiva riguardava il diritto di rimborso anticipato, in base al quale il consumatore ha il diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto.<br />
 <br />
Tra Parlamento e Consiglio è stato infine trovato un compromesso che, in caso di rimborso anticipato, attribuisce al creditore il diritto a un indennizzo. Tale indennizzo, dovrà essere «equo e oggettivamente giustificato» per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato, «sempre che il rimborso anticipato abbia luogo in un periodo per il quale il tasso debitore è fisso». L&#8217;indennizzo, inoltre, non potrà superare l&#8217;1% dell&#8217;importo del credito rimborsato in anticipo, se il periodo che intercorre tra il rimborso anticipato e lo scioglimento previsto dal contratto di credito è superiore a un anno. Se il periodo non è superiore a un anno, l&#8217;indennizzo non può superare lo 0,5% dell&#8217;importo del credito rimborsato in anticipo.</p>
<p><em>14/01/2008</em></p>
<p><em>Kurt LECHNER (PPE/DE, DE)<br />
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell&#8217;adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE<br />
Procedura: Codecisione, seconda lettura<br />
Dibattito: 15.1.2008<br />
Votazione: 16.1.2008</em>
</p>
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