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	<title>allFinWeb.com News &#038; Events</title>
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	<description>News &#038; Events allFinWeb.com</description>
	<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:46:03 +0000</pubDate>
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		<title>Nel 2007 crescoro prestiti in sofferenza per famiglie</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Apr 2008 15:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Sofferenze in netto aumento per le famiglie consumatrici nel 2007.
L&#8217;incremento che emerge dal Quadro di sintesi del Bollettino Statistico della Banca d&#8217;Italia è del 5,1%, confrontando il dato di dicembre 2007 con quello dell&#8217;analogo mese del 2006.
L&#8217;anno prima i prestiti in sofferenza alle famiglie, soprattutto mutui e credito al consumo, erano cresciuti ad un tasso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sofferenze in netto aumento per le famiglie consumatrici nel 2007.</p>
<p>L&#8217;incremento che emerge dal Quadro di sintesi del Bollettino Statistico della Banca d&#8217;Italia è del 5,1%, confrontando il dato di dicembre 2007 con quello dell&#8217;analogo mese del 2006.</p>
<p>L&#8217;anno prima i prestiti in sofferenza alle famiglie, soprattutto mutui e credito al consumo, erano cresciuti ad un tasso annuo del 2,5 per cento. Alla fine del 2007, segnala la Banca d&#8217;Italia, gli impieghi concessi alle famiglie consumatrici considerati a rischio erano pari a 10.814 milioni (10.283 milioni a fine 2006 e 10.027 milioni a fine 2005).
</p>
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		<item>
		<title>Credito al consumo, a Trieste cresce del 15%</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2008/credito-al-consumo-a-trieste-cresce-del-15/</link>
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		<pubDate>Mon, 07 Apr 2008 08:52:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Credito al Consumo</category>
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		<description><![CDATA[Secondo Bankitalia e i maggiori istituti di credito della regione (da Unicredit a CassaFvg) è sempre più massiccio l’utilizzo del pagamento a rate. Le famiglie si indebitano sempre di più per far quadrare i bilanci.
In regione boom dei prestiti (+16%) TRIESTE Quasi tutte le automobili, mobili, elettrodomestici. Ma ora anche viaggi e addirittura, la denuncia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Secondo Bankitalia e i maggiori istituti di credito della regione (da Unicredit a CassaFvg) è sempre più massiccio l’utilizzo del pagamento a rate. </em><em>Le famiglie si indebitano sempre di più per far quadrare i bilanci.</em></p>
<p>In regione boom dei prestiti (+16%) TRIESTE Quasi tutte le automobili, mobili, elettrodomestici. Ma ora anche viaggi e addirittura, la denuncia viene dall’Organizzazione tutela dei consumatori, la spesa al supermercato. Tutto a rate. Con la busta paga ormai non si arriva a fine mese, si contano le settimane, e sia in Friuli Venezia Giulia che a Trieste è esploso l’uso del credito al consumo (+15%): finanziarie, banche e carte di credito revolving che si rimborsano ogni mese. Un indebitamento che sta crescendo. È la conferma dell’aggressione dell’inflazione che sta facendo decollare i prezzi con percentuali ben al di sopra delle cifre Istat, ma è anche la riconferma che la politica del contenimento salariale sta mietendo le sue vittime tra le famiglie. La situazione regionale è ben delineata dalla Banca d’Italia e poi da alcuni istituti bancari che hanno il polso dei clienti.<a id="more-191"></a><br />
Fino a giugno 2007, spiega Bankitalia, i prestiti ai residenti in Friuli Venezia Giulia «sono aumentati del 10,8%». Più in dettaglio i finanziamenti alle «famiglie consumatrici sono aumentati dell’8% e i prestiti oltre il breve termine hanno proseguito a crescere in maniera sostenuta attorno al 9%».<br />
Ecco l’analisi complessiva di Bankitalia: «la dinamica del credito al consumo, considerando congiuntamente banche e società finanziarie, si è mantenuta sul 16%». Molto difficile raccogliere dati, anche da parte delle associazioni di tutela dei consumatori. Cifre sul credito al consumo sono giunte per ora solo da alcuni istituti bancari. Nulle le informazioni da parte delle società finanziarie. E proprio a queste si rivolgono molti consumatori e famiglie, in particolare le persone che non riescono ad avere l’accesso al credito da parte delle banche o vogliono avere un finanziamento immediato. Ma quando poi i debiti per gli acquisti lievitano molti chiedono l’aiuto delle banche per uscirne.<br />
«Ci sono clienti che hanno aperto crediti al consumo con 6-7 finanziarie per acquistare beni come tv, elettrodomestici o altro, ma poi cercano di razionalizzare – spiega Franco Filipaz, capo area del Credito al consumo per Unicredit (l’istituto ha in mano il 30% del mercato locale) – e poi ricorrono a noi per avere una sola posizione. Nel 2007 c’è stata una crescita notevole di prestiti personali e di credito al consumo, attorno al 13%. In questi primi mesi del 2008 l’aumento è tra il 10 e il 15%».<br />
E da Unicredit arriva la conferma dell’esplosione delle cosiddette carte revolving, le carte di credito con cui si paga e poi si rimborsa il debito a rate. «Nel 2007 l’aumento registrato è stato tra il 20 e il 25%, per ora in questa fase del 2008 siamo vicini a crescite del 12-15%».<br />
Un settore in grande espansione. «Il mercato dei prestiti personali ha spazi di crescita – aggiunge Filipaz – soprattutto lo dimostrano i numeri di Trieste. La tipologia riflette la situazione socio-economica. Le persone che si rivolgono a noi sono in gran parte lavoratori dipendenti». È per concedere crediti le banche usano criteri molto stretti: «Abbiamo politiche di credito molto peculiari – conclude Filipaz – diamo finanziamenti con finalità precise per tutelare la clientela. In molti casi si tratta di rinegoziazioni di clienti che hanno aperto più accessi al credito e ne vogliono uno solo».<br />
Nemmeno i negozianti, comprese le grandi catene che vendono elettrodomestici, si accorgono più del sistema di pagamento a rate. «Arrivano, pagano con carte di credito e noi non sappiamo se poi sono carte revolving o meno e poi rimborsano a rate – spiega Franco Rigutti, presidente Confcommercio di Trieste – certo che è un fenomeno diffuso. Molta gente usa acquistare a rate pure i viaggi».<br />
E come a Trieste la crescita del credito al consumo registra aumenti anche in regione. «Nel 2007 la Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia (Gruppo Intesa San Paolo) ha erogato circa 5.500 prestiti personali per un importo di 51,5 milioni di euro con un importo medio che supera i 9 mila euro – spiega il direttore generale, Roberto Dal Mas – Questi prestiti sono aumentati del 10% rispetto al 2006 mentre nel primo trimestre 2008 abbiamo registrato un leggero ulteriore incremento che, proiettato su base annua, si aggira intorno al 12,5% sul 2007».<br />
La CassaFvg mette in rilievo che in regione «le famiglie sono molto attente e prudenti nell’indebitamento» sui beni di consumo e la stessa banca valuta bene l’entità delle rate per tutelare «l’equilibrio finanziario». E per agevolare l’accesso al credito di categorie a rischio, giovani, precari e immigrati, l’istituto ha anche ideato proposte ad hoc: «Grazie a questi strumenti abbiamo concesso oltre 700 finanziamenti per quasi 19 milioni di euro» annuncia Dal Mas.</p>
<p><em>(fonte: L&#8217;Espresso)</em>
</p>
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		<title>Credito al consumo: per Centrosim segnali non positivi, broker rivedrà al ribasso stime</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Apr 2008 15:26:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
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		<description><![CDATA[MILANO (Finanza.com) - Prosegue il rallentamento del credito al consumo in Italia. Secondo dati Assofin, l&#8217;associazione che riunisce le società specializzate del settore, nei primi 2 mesi del 2008 la nuova produzione è salita del 3,4% in termini di
valore. Soffre in particolare il comparto della cessione del quinto dello stipendio (-5,7%) e dei prestiti finalizzati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>MILANO (Finanza.com) - Prosegue il rallentamento del credito al consumo in Italia. Secondo dati Assofin, l&#8217;associazione che riunisce le società specializzate del settore, nei primi 2 mesi del 2008 la nuova produzione è salita del 3,4% in termini di<br />
valore. Soffre in particolare il comparto della cessione del quinto dello stipendio (-5,7%) e dei prestiti finalizzati all&#8217;acquisto di veicoli (-4,7%) che scontano anche il calo delle immatricolazioni auto (-5,7% nel bimestre). &#8220;Il rallentamento sembra proseguire a un ritmo maggiore del previsto&#8221;, commentano gli esperti di Centrosim. &#8220;Nel 2007 - prosegue il broker - il credito al consumo era cresciuto del 9,5%, rispetto al 12% dell&#8217;anno precedente. Per il 2008 le nostre previsioni – a questo punto da rivedere al ribasso - si collocavano nell&#8217;ordine del +7/7,5%. Confermiamo la nostra cautela sui titoli del settore&#8221;.
</p>
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		<title>«Migliora la qualità del credito ma Basilicata e Puglia sono ultime»</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Mar 2008 15:38:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
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		<description><![CDATA[Secondo una ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia si è assistito ad una diminuzione dei crediti inesigibili, ad una minore densità dei protesti, ad un aumento della moneta elettronica e ad una maggiore capillarità nell’offerta bancaria. Nel 2007, però, le peggiori performance bancarie si registrano nel Mezzogiorno. E ultime in qualità (ovvero per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo una ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia si è assistito ad una diminuzione dei crediti inesigibili, ad una minore densità dei protesti, ad un aumento della moneta elettronica e ad una maggiore capillarità nell’offerta bancaria. Nel 2007, però, le peggiori performance bancarie si registrano nel Mezzogiorno. E ultime in qualità (ovvero per la bassa presenza di sportelli bancari, alti tassi di sofferenza dei prestiti elargiti, un risparmio medio per famiglia ridotto e per la quantità di protesti) sono Basilicata, Puglia e Calabria <a id="more-176"></a><br />
 <br />
VENEZIA – Negli ultimi cinque anni la qualità del credito in Italia ha evidenziato segni di miglioramento. Lo afferma una ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia che ha costruito una mappatura del fenomeno a livello provinciale.<br />
Il 2007 indica una netta distinzione tra le aree del Nord e del Centro da una parte e del Sud dall’altra. Ai primi posti si posizionano Trentino Alto Adige, Lombardia, Toscana, Lazio e tutte le aree del NordEst. Al di sotto della media nazionale i territori del Meridione e alcune aree del Centro. Ultime sono Basilicata, Puglia e Calabria. A livello provinciale la situazione premia Sondrio, Bolzano, Trento, Milano, Roma, Siena che mostrano le migliori performance bancarie mentre Crotone, Catanzaro, Benevento e Matera forniscono indicazioni poco soddisfacenti. Queste città peccano per la bassa presenza di sportelli bancari, alti tassi di sofferenza dei prestiti elargiti, un risparmio medio per famiglia ridotto e per la quantità di protesti.<br />
Dal 2002 ad oggi alcune aree hanno tuttavia registrato miglioramenti. Sono state alcune province del Sud e del Centro, a scapito a volte dei territori settentrionali.</p>
<p>Ecco le principali tabelle curate da Sintesi:<br />
SITUAZIONE 2007 PER REGIONE<br />
Rank Regione Voto<br />
1. Trentino A.A. 95,0<br />
2. Lombardia 79,5<br />
3. Lazio 78,4<br />
4. Toscana 74,9<br />
5. EmiliaRomagna 71,0<br />
6. Veneto 68,5<br />
7. Valle D’Aosta 66,4<br />
8. Friuli V.G. 64,7<br />
9. Marche 64,6</p>
<p>Italia 63,3</p>
<p>10. Piemonte 61,6<br />
11. Umbria 61,4<br />
12. Liguria 60,0<br />
13. Sardegna 53,7<br />
14. Abruzzi 47,1<br />
15. Campania 35,2<br />
16. Sicilia 33,9<br />
17. Molise 32,4<br />
18. Basilicata 32,2<br />
19. Puglia 31,7<br />
20. Calabria 20,7</p>
<p>DINAMICA 2002-2007 PER REGIONE<br />
Rank Regione Dinamica<br />
1. Molise 11,4<br />
2. Campania 9,2<br />
3. Lazio 8,4<br />
4. Umbria 7,8<br />
5. Sardegna 7,1<br />
6. Puglia 6,4<br />
7. Calabria 3,5<br />
8. Liguria 0,9</p>
<p>Italia 0,7</p>
<p>9. Lombardia 0,7<br />
10. Sicilia 0,2<br />
11. Toscana -0,7<br />
12. Trentino A.A. -2,2<br />
13. Basilicata -2,6<br />
14. Marche -2,8<br />
15. Abruzzi -3,8<br />
16. Veneto -4,4<br />
17. Piemonte -6,2<br />
18. Friuli-V.G. -6,9<br />
19. EmiliaRomagna -9,8<br />
20. Valle D’Aosta -11,5
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Prestiti, tassi in altalena</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2008/prestiti-tassi-in-altalena/</link>
		<comments>http://www.allfinweb.com/ne/2008/prestiti-tassi-in-altalena/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 13 Feb 2008 08:36:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
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		<description><![CDATA[Cresce il numero di italiani che si indebita per compiere acquisti. Nel 2007 i prestiti non garantiti da ipoteca hanno registrato una crescita del 9,1% (dati Assofin). Allo stesso tempo, però, sono aumentate anche le sofferenze, passate dal 2,2% di gennaio al 7,6% di novembre dopo aver toccato un picco del 10% un mese prima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cresce il numero di italiani che si indebita per compiere acquisti. Nel 2007 i prestiti non garantiti da ipoteca hanno registrato una crescita del 9,1% (dati Assofin). Allo stesso tempo, però, sono aumentate anche le sofferenze, passate dal 2,2% di gennaio al 7,6% di novembre dopo aver toccato un picco del 10% un mese prima (dai ufficio studi Confindustria). Entrambi questi indicatori, nel bene e nel male, evidenziano che quello del credito al consumo è un mercato dinamico. Tra i vari finanziamenti, nell’ultimo anno il tasso più alto di espansione è stato registrato dai prestiti personali (+23%) mentre i prestiti finalizzati all’acquisto di beni, seppure più alti in termini di consistenze (27 contro 19 miliardi di euro) sono cresciuti del 3,6 per cento. <a id="more-170"></a></p>
<p>È bene sapere, però, che vi possono essere sensibili differenze tra i tassi applicati su questi prodotti.</p>
<p>Il confronto. Analizzando le migliori offerte elaborate da PrestitiOnline.it emerge, infatti, che i prestiti diretti possono costare, a parità di importo e durata, anche più del doppio rispetto a quelli finalizzati (acquisto auto, moto, ristrutturazione casa, etc.). Nell’ipotesi di un finanziamento di 20mila euro per l’acquisto di un’auto nuova, da rimborsare in 48 rate, si riesce a spuntare con Santander un tasso globale (comprensivo degli interessi e degli altri oneri) del 6,54 per cento. L’istituto spagnolo è secondo nella classifica dei prestiti per l’acquisto di una moto (7,23%) - preceduto non di molto da Fiditalia (7,18%) - e torna al primo posto quando la finalità è la ristrutturazione della casa (6,54%), seguito da Findomestic (6,63%) e Agos (6,63%). Si tratta di lievi differenze che rimarcano che in questi casi i tassi conteggiati viaggiano nettamente al di sotto del corrispettivo tasso d’usura fissato dalla Banca d’Italia (fino al 31 marzo) al 15,99 per cento. Gli interessi da pagare, invece, spiccano se si chiede un credito diretto di liquidità dove il tasso d’usura è fissato attualmente al 18,99 percento. La migliore proposta, di Neos banca (gruppo Intesa Sanpaolo), si attesta su un tasso nominale dell’11,75% che sale al 12,40% se si considerano anche le spese accessorie. Seguono Santander (13,06%), Fiditalia (13,24%) ed Elastys (16,65%).
</p>
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		<item>
		<title>Un credito al consumo più europeo e trasparente</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2008/un-credito-al-consumo-piu-europeo-e-trasparente-2/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 17:48:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
	<category>Leggi Norme Circolari</category>
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		<description><![CDATA[Il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva volta a promuovere il mercato unico del credito al consumo. E&#8217; così sancita una serie di obblighi per gli istituti di credito sull&#8217;informazione ai consumatori, nella pubblicità e nella fase precontrattuale, per agevolare la ricerca dell&#8217;offerta più conveniente. Chi ricorre al credito avrà il diritto di recedere dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva volta a promuovere il mercato unico del credito al consumo. E&#8217; così sancita una serie di obblighi per gli istituti di credito sull&#8217;informazione ai consumatori, nella pubblicità e nella fase precontrattuale, per agevolare la ricerca dell&#8217;offerta più conveniente. Chi ricorre al credito avrà il diritto di recedere dal contratto entro due settimane senza giustificazioni, e di rimborsare in anticipo gli importi dovuti versando un indennizzo.</p>
<p>Dopo i negoziati condotti dal relatore Kurt LECHNER (PPE/DE, DE), il Parlamento ha confermato il compromesso raggiunto tra i gruppi politici, e tra questi e i rappresentanti del Consiglio, sul testo della direttiva relativa ai contratti di credito ai consumatori. La direttiva sarà quindi pubblicata presto sulla Gazzetta Ufficiale e, a partire da allora, gli Stati membri avranno due anni per recepire e applicare le sue disposizioni.<a id="more-156"></a><br />
 <br />
L&#8217;obiettivo del testo legislativo è di istituire un vero mercato unico del credito ai consumatori. Ad oggi infatti tale mercato è frammentato nei 27 mercati nazionali degli Stati membri, impedendo ai consumatori e ai creditori europei di effettuare offerte e contratti transfrontalieri e quindi di beneficiare dei vantaggi di un mercato unico. I crediti al consumo transfrontalieri, inoltre, rappresentano solo l&#8217;1% del volume totale. La direttiva assicura un alto livello di protezione e una corretta informazione dei consumatori, e migliora la chiarezza della legislazione comunitaria fondendo insieme le tre direttive esistenti in materia di credito ai consumatori<br />
 <br />
Il mercato del credito al consumo riveste un ruolo importante nell&#8217;economia dell&#8217;UE, e il suo volume è particolarmente importante nel Regno Unito, in Irlanda, in Germania e in Austria. Mediamente, il credito al consumo rappresenta il 18% dei ricavi lordi delle banche (al dettaglio) e il mercato ammonta a più di 800 miliardi di euro, con una crescita annua media dell&#8217;8%. Secondo dati della BCE citati dalla Commissione il tasso medio dei tassi di interessi della zona euro varia da un minimo del 6% in Finlandia al 12% del Portogallo. In Italia è stato del 9,4%.<br />
 <br />
<strong>Campo d&#8217;applicazione: crediti da 200 a 75.000 euro</strong><br />
 <br />
La direttiva dovrà applicarsi ai contratti di credito che contemplano generalmente il pagamento di interessi, ma non a quelli garantiti da un&#8217;ipoteca sui beni immobili e terreni. Il compromesso ha stabilito inoltre che sono esclusi i crediti per un importo totale inferiore a 200 euro o superiore a 75.000 euro (contro la soglia di 100.000 euro proposta inizialmente dal Consiglio e i 50.000 della controproposta dei deputati)..<br />
 <br />
Non è stato necessario negoziare, invece, sull&#8217;esclusione di altri contratti di credito, fra i quali figurano quelli di locazione o di leasing che non prevedono obbligo di acquisto, la concessione di scoperto da rimborsarsi entro un mese e i crediti che non prevedono il pagamento di interessi o altre spese. Sono anche esclusi i crediti concessi dal datore di lavoro ai dipendenti senza interessi o a tassi preferenziali, quelli relativi alla dilazione, senza spese, del pagamento di un debito esistente e quelli concessi, senza interessi o a tassi di favore, a un pubblico ristretto con finalità di interesse generale.<br />
 <br />
Se le classiche carte di credito rientrano nel campo d&#8217;applicazione della direttiva, ne sono invece escluse le carte di debito differito, che prevedono il rimborso del credito entro tre mesi e le cui spese sono irrilevanti (carte ricaricabili).<br />
 <br />
<strong>Consumatori sempre bene informati</strong><br />
 <br />
La direttiva prevede disposizioni dettagliate riguardo all&#8217;informazione di base che deve essere fornita ai consumatori prima della conclusione di un contratto di credito. Nel caso della pubblicità, tra le informazioni che devono essere presentate «in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l&#8217;impiego di un esempio», figura il tasso debitore (fisso o variabile, corredato delle spese addebitate), l&#8217;importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata del contratto e, se del caso, l&#8217;importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l&#8217;importo delle rate.<br />
 <br />
Per quanto riguarda la fase precontrattuale, invece, il creditore deve fornire al consumatore, prima che questo sia vincolato dal contratto o da un&#8217;offerta, le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, così da permettergli di prendere una decisione con cognizione di causa. Tali informazioni, devono essere fornite mediante un modulo standard uguale per tutta l&#8217;UE (modulo relativo alle &#8220;Informazioni europee di base relative al credito ai consumatori&#8221;), il cui contenuto è definito dalla direttiva stessa. Le informazioni riguardano il tipo di credito, l&#8217;identità e l&#8217;indirizzo del creditore, l&#8217;importo totale del credito e le condizioni di prelievo e la durata del contratto di credito.<br />
 <br />
Devono comprendere, inoltre, il tasso debitore, le condizioni che ne disciplinano l&#8217;applicazione nonché i periodi, le condizioni e la procedura per la sua modifica, il tasso annuo effettivo globale e l&#8217;importo totale che il consumatore è tenuto a pagare, (illustrati mediante un esempio rappresentativo che deve riportare tutte le ipotesi utilizzate per il calcolo di tale tasso) e, infine, l&#8217;importo, il numero e la periodicità dei pagamenti che il consumatore deve effettuare. Ma anche, se del caso, l&#8217;esistenza di spese che il consumatore è tenuto a pagare al notaio all&#8217;atto della conclusione del contratto, l&#8217;eventuale obbligo di ricorrere a una polizza assicurativa, il tasso degli interessi in caso di ritardi di pagamento e le modalità di modifica dello stesso.<br />
 <br />
Le informazioni devono inoltre contemplare un avvertimento circa le conseguenze dei mancati pagamenti, le informazioni sulle garanzie richieste, sull&#8217;esistenza o l&#8217;assenza del diritto di recesso e del diritto al rimborso anticipato. I consumatori hanno anche il diritto di ricevere gratuitamente, su richiesta, copia della bozza del contratto di credito, nonché del diritto del creditore a ottenere un indennizzo e le relative modalità di calcolo.<br />
 <br />
Delle disposizioni specifiche riguardano gli obblighi di informazione precontrattuale relativi ad alcuni contratti di credito sotto forma di concessione di scoperto e ad alcuni contratti di credito specifici.<br />
 <br />
Sul creditore, d&#8217;altra parte, incombe l&#8217;obbligo di verifica del merito creditizio del consumatore. Prima della conclusione del contratto di credito, il creditore dovrà valutare il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e ove necessario, ottenute consultando la banca dati pertinente. Gli Stati membri la cui normativa prevede già una tale valutazione tramite la consultazione di una banca dati possono mantenere tale obbligo.<br />
 <br />
<strong>Diritti di recesso e di rimborso anticipato</strong><br />
 <br />
La direttiva prevede che una serie di informazioni analoghe a quelle succitate debbano figurare sul contratto. Inoltre, stabilisce che Il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto di credito «senza dare alcuna motivazione». Per avvalersi di tale diritto, il consumatore deve informare il creditore e pagare il capitale e gli interessi dovuti su tale capitale dalla data di prelievo del credito fino alla data di rimborso del capitale, non oltre 30 giorni dall&#8217;invio della notifica del recesso. Il creditore non ha diritto a nessun altro indennizzo.<br />
 <br />
Uno dei punti più controversi della direttiva riguardava il diritto di rimborso anticipato, in base al quale il consumatore ha il diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto.<br />
 <br />
Tra Parlamento e Consiglio è stato infine trovato un compromesso che, in caso di rimborso anticipato, attribuisce al creditore il diritto a un indennizzo. Tale indennizzo, dovrà essere «equo e oggettivamente giustificato» per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato, «sempre che il rimborso anticipato abbia luogo in un periodo per il quale il tasso debitore è fisso». L&#8217;indennizzo, inoltre, non potrà superare l&#8217;1% dell&#8217;importo del credito rimborsato in anticipo, se il periodo che intercorre tra il rimborso anticipato e lo scioglimento previsto dal contratto di credito è superiore a un anno. Se il periodo non è superiore a un anno, l&#8217;indennizzo non può superare lo 0,5% dell&#8217;importo del credito rimborsato in anticipo.</p>
<p><em>14/01/2008</em></p>
<p><em>Kurt LECHNER (PPE/DE, DE)<br />
Raccomandazione per la seconda lettura relativa alla posizione comune del Consiglio in vista dell&#8217;adozione della direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa ai contratti di credito ai consumatori e che abroga la direttiva 87/102/CEE<br />
Procedura: Codecisione, seconda lettura<br />
Dibattito: 15.1.2008<br />
Votazione: 16.1.2008</em>
</p>
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		<title>Credito al consumo: nuova normativa Unione Europea per la concorrenza</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 17:40:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Unione Europea adotta una nuova normativa per la concorrenza nel mercato del credito che impone di fornire al consumatore informazioni sulle condizioni del prestito e introduce un diritto di recesso di 14 giorni
Attualmente il costo di un prestito può variare notevolmente da un paese europeo all&#8217;altro: ad esempio in Finlandia i consumatori pagano il 6,3%, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Unione Europea adotta una nuova normativa per la concorrenza nel mercato del credito che impone di fornire al consumatore informazioni sulle condizioni del prestito e introduce un diritto di recesso di 14 giorni</p>
<p>Attualmente il costo di un prestito può variare notevolmente da un paese europeo all&#8217;altro: ad esempio in Finlandia i consumatori pagano il 6,3%, mentre in Portogallo il tasso d&#8217;interesse sale al 12,2%.<br />
Il quadro è destinato a cambiare con l&#8217;adozione, da parte dell&#8217;Unione Europea, di misure per l&#8217;armonizzazione di tale settore dell&#8217;economia.<a id="more-155"></a></p>
<p>La normativa sul credito al consumo approvata il 16 gennaio dal Parlamento europeo estende i vantaggi del mercato unico europeo ai servizi finanziari al dettaglio, consentendo ai consumatori di confrontare le offerte praticate dalle banche e dagli intermediari finanziari di tutti i paesi europei, per scegliere le più vantaggiose.</p>
<p>La nuova legislazione interessa i crediti di ammontare compreso fra 200 e 75 000 euro.<br />
Ne sono esclusi i prestiti ipotecari e le carte di addebito.</p>
<p>Vengono individuate le informazioni essenziali da fornire nella pubblicità sul credito in tutta Europa, per facilitare il confronto di aspetti specifici quali i tassi d&#8217;interesse e gli interessi di mora.<br />
A tal fine a livello europeo è prevista l&#8217;adozione di un unico modulo standard che metta chiaramente in evidenza il costo del prestito.</p>
<p>E&#8217; poi previsto un diritto di recesso da esercitare entro 14 giorni dalla stipula del contratto di prestito.</p>
<p>Viene infine fissata una soglia minima per coprire i prestiti rapidi fatti mediante SMS, una pratica che consente di trasferire denaro al beneficiario entro 15 minuti.
</p>
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		<title>Italia, domanda prestiti famiglie vista in lieve contrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 11:08:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
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	<category>Credito al Consumo</category>
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		<description><![CDATA[ROMA (Reuters) - La domanda di prestiti da parte delle famiglie è vista per la prima volta in almeno gli ultimi 5 anni in lieve contrazione nel primo trimestre del 2008 rispetto al trimestre precedente, sia per quanto riguarda l&#8217;acquisto di abitazioni, sia per quanto riguarda il credito al consumo.
E&#8217; quanto emerge dalle tabelle dell&#8217;indagine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA (Reuters) - La domanda di prestiti da parte delle famiglie è vista per la prima volta in almeno gli ultimi 5 anni in lieve contrazione nel primo trimestre del 2008 rispetto al trimestre precedente, sia per quanto riguarda l&#8217;acquisto di abitazioni, sia per quanto riguarda il credito al consumo.</p>
<p>E&#8217; quanto emerge dalle tabelle dell&#8217;indagine della Banca d&#8217;Italia sul credito bancario nel nostro paese aggiornata al gennaio 2008.</p>
<p>L&#8217;indagine rileva un lieve rallentamento nei prestiti per le abitazioni anche nell&#8217;ultimo trimestre del 2007, ma in questo caso negli ultimi tre anni un rallentamento si era registrato anche nell&#8217;ultimo trimestre del 2006.<a id="more-150"></a></p>
<p>Nel periodo ottobre-dicembre del 2007, il credito al consumo risulta stabile sul trimestre precedente.</p>
<p>Le banche interpellate dall&#8217;indagine hanno risposto sia per il settore mutui immobiliari, sia per quello del credito al consumo alla domanda su com&#8217;è mutata la domanda di prestiti da parte delle famiglie negli ultimi tre mesi escludendo le normali oscillazioni stagionali.</p>
<p>La rilevazione è stata anticipata al fine di raccogliere informazioni addizionali riguardo le possibili ripercussioni delle tensioni nei mercati finanziari sulle condizioni del credito a famiglie e imprese.</p>
<p>La data di scadenza per la ricezione dei questionari delle banche era il 3 gennaio.</p>
<p>Le informazioni relative al questionario sono state pubblicate sul sito della Banca d&#8217;Italia.</p>
<p><em>(fonte: Reuters)</em>
</p>
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		<title>Rate senza trappole, nuove regole europee</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 10:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
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		<description><![CDATA[Più concorrenza e più trasparenza mercato unico nel credito al consumo
Comprare un&#8217;auto a Berlino o un cellulare a Oslo, piuttosto che un computer a Madrid o un frigorifero nuovo a Varsavia, e pagarli a rate, con regole uguali per tutti, tassi di interesse trasparenti e comprensibili e diritto di recesso entro 14 giorni dall&#8217;acquisto. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Più concorrenza e più trasparenza mercato unico nel credito al consumo</em></p>
<p>Comprare un&#8217;auto a Berlino o un cellulare a Oslo, piuttosto che un computer a Madrid o un frigorifero nuovo a Varsavia, e pagarli a rate, con regole uguali per tutti, tassi di interesse trasparenti e comprensibili e diritto di recesso entro 14 giorni dall&#8217;acquisto. Se poi si decide di estinguere il debito senza aspettare la rata mensile, nessun divieto, solo il pagamento di un indennizzo fissato in partenza. I cittadini europei potranno scegliere se e da chi farsi prestare i soldi per i loro acquisti senza paura di rimanere fregati, o almeno avendo a disposizione tutte le informazioni per una decisione consapevole, e sfruttare così i vantaggi del mercato unico europeo. Questo il senso della nuova direttiva sull&#8217;uniformazione del credito al consumo che dopo una gestazione durata qualche anno - la prima proposta di regolamentazione uniforme era stata presentata nel 2004 - ha visto la luce a Strasburgo pochi giorni fa.<a id="more-148"></a></p>
<p>Dopo i negoziati portati avanti dal relatore Kurt Lechner, l&#8217;Europarlamento ha adottato un testo frutto di numerosi compromessi raggiunti tra i gruppi politici e i rappresentanti del Consiglio. La direttiva sarà pubblicata i prossimi giorni nella Gazzetta ufficiale europea e scatterà il termine di due anni entro il quale gli Stati membri dovranno recepire e applicare le sue disposizioni.</p>
<p>Obiettivi del testo normativo sono quelli di stimolare il mercato europeo del credito al consumo, rafforzare i diritti dei consumatori e favorire un vero mercato unico del credito. Oggi ci sono 27 mercati nazionali che di fatto impediscono ai consumatori e ai creditori europei di usufruire o di effettuare offerte sui contratti transfrontalieri e quindi di beneficiare dei vantaggi del mercato unico. I crediti al consumo transfrontalieri costituiscono solo l&#8217;1% del volume totale.</p>
<p>La direttiva dovrebbe assicurare un alto livello di protezione e una corretta informazione dei consumatori, oltre che migliorare la chiarezza della legislazione comunitaria (uniformando le tre direttive precedenti) in materia. Alla luce dei dati nazionali Istat pubblicati in questi giorni - secondo i quali la metà delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese - si capisce l&#8217;importanza che riveste il credito al consumo. Più della metà degli italiani ha conti in sospeso con banche e finanziarie, rileva Altroconsumo, mentre Assofin fa sapere che le formule preferite dagli italiani sono i prestiti personali e la cessione del quinto dello stipendio.</p>
<p>Il volume d&#8217;affari di questo mercato - che in Europa ammonta a più di 800 miliardi di euro - è particolarmente consistente nel Regno Unito, in Irlanda, in Germania e in Austria. Mediamente rappresenta il 18% dei ricavi lordi delle banche (al dettaglio), con una crescita annua media dell&#8217;8%. Secondo dati della BCE citati dalla Commissione, i tassi di interesse della zona euro variano da un minimo del 6% in Finlandia un massimo del 12% in Portogallo. In Italia siamo al 9,4%.</p>
<p>La direttiva appena approvata dovrà essere applicata a tutti i contratti di credito compresi tra i 200 e i 75.000 euro, che prevedano il pagamento di interessi (esclusi quelli garantiti da un&#8217;ipoteca sui beni immobili e terreni). Sono contemplate nella direttiva anche le classiche carte di credito, mentre sono escluse le carte di debito differito, che prevedono il rimborso del credito entro tre mesi e le cui spese sono irrilevanti, cioè le cosiddette carte revolving.</p>
<p>Passo fondamentale del testo è rappresentato dalle disposizioni dettagliate riguardo all&#8217;informazione di base che deve essere fornita ai consumatori prima della conclusione di un contratto di credito: devono essere presentate «in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l&#8217;impiego di un esempio». Devono essere messi in evidenza: il tasso debitore (fisso o variabile, corredato delle spese addebitate), l&#8217;importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata del contratto e - se del caso - l&#8217;importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l&#8217;importo delle rate. Il tutto prima che il contratto venga stipulato, così da fornire al consumatore tutte le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, e prendere poi una decisione con cognizione di causa. I dati devono essere forniti mediante un modulo standard uguale per tutta l&#8217;UE.</p>
<p>Ma non è tutto: le informazioni devono comprendere anche le eventuali conseguenze in caso di mancati pagamenti, le garanzie richieste, il diritto di recesso - che può avvenire anche senza un giustificato motivo - e il diritto al rimborso anticipato. Quest&#8217;ultimo rappresenta uno dei punti più controversi della direttiva. In caso di rimborso anticipato, si attribuisce al creditore il diritto a un indennizzo che dovrà essere «equo e oggettivamente giustificato» per eventuali maggiori costi sostenuti. La cifra non potrà comunque superare l&#8217;1% dell&#8217;importo del credito rimborsato in anticipo.</p>
<p>Secondo Monique Goyens, dell&#8217;Ufficio europeo delle Unioni dei consumatori, «oggi in alcuni Stati c&#8217;è il rischio che al momento del rimborso anticipato l&#8217;organismo finanziario vi faccia pagare la totalità degli interessi. E questo è assolutamente inaccettabile. Nella versione attuale la proposta presentata al Parlamento europeo vuole armonizzare al massimo le legislazioni. Anche in negativo. Per esempio in Francia c&#8217;è il divieto di imporre una penale per il rimborso anticipato. Con la direttiva questo divieto verrebbe a cadere, sfavorendo i consumatori».</p>
<p>In generale comunque c&#8217;è soddisfazione per la novità che arriva da Strasburgo. Helen Kearns portavoce della commissaria europea alla protezione dei consumatori, afferma che «la nuova direttiva mette in piedi 5 o 6 elementi chiave che renderanno più facile per i cittadini europei comparare le offerte di credito, in maniera trasparente e competitiva. In particolare per quanto riguarda la pubblicità che dovrà riportare dati standard e confrontabili». Il relatore tedesco Kurt Lechner rassicura poi quelli che si sono mostrati preoccupati per le eventuali spinte consumistiche che potrebbero essere favorite dal provvedimento: «Non si può prevenire per legge che la gente si indebiti». Lechner si dichiara soddisfatto anche perché fino ad ora la mole di informazioni sull&#8217;argomento ha generato paradossalmente disinformazione fra i consumatori.</p>
<p>Soddisfazione anche dalle associazioni di tutela dei consumatori italiane: secondo l&#8217;Adiconsum, «i tempi sono maturi perché anche il nostro Parlamento approvi al più presto il disegno di legge sul credito al consumo. La sua approvazione è importante per portare più trasparenza e più concorrenza anche in questo settore del sistema bancario».
</p>
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		<title>Un credito al consumo più europeo e trasparente</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2008/un-credito-al-consumo-piu-europeo-e-trasparente/</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Jan 2008 15:41:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva volta a promuovere il mercato unico del credito al consumo. E&#8217; così sancita una serie di obblighi per gli istituti di credito sull&#8217;informazione ai consumatori, nella pubblicità e nella fase precontrattuale, per agevolare la ricerca dell&#8217;offerta più conveniente. Chi ricorre al credito avrà il diritto di recedere dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Parlamento ha approvato definitivamente la direttiva volta a promuovere il mercato unico del credito al consumo. E&#8217; così sancita una serie di obblighi per gli istituti di credito sull&#8217;informazione ai consumatori, nella pubblicità e nella fase precontrattuale, per agevolare la ricerca dell&#8217;offerta più conveniente. Chi ricorre al credito avrà il diritto di recedere dal contratto entro due settimane senza giustificazioni, e di rimborsare gli importi dovuti in anticipo versando un indennizzo.</p>
<p>Dopo i negoziati condotti dal relatore Kurt LECHNER (PPE/DE, DE), il Parlamento ha confermato il compromesso raggiunto tra i gruppi politici, e tra questi e i rappresentanti del Consiglio, sul testo della direttiva relativa ai contratti di credito ai consumatori. La direttiva sarà quindi pubblicata presto sulla Gazzetta Ufficiale e, a partire da allora, gli Stati membri avranno due anni per recepire e applicare le sue disposizioni.<a id="more-146"></a></p>
<p>L&#8217;obiettivo del testo legislativo è di istituire un vero mercato unico del credito ai consumatori. Ad oggi infatti tale mercato è frammentato nei 27 mercati nazionali degli Stati membri, impedendo ai consumatori e ai creditori europei di effettuare offerte e contratti transfrontalieri e quindi di beneficiare dei vantaggi di un mercato unico. I crediti al consumo transfrontalieri, inoltre, rappresentano solo l&#8217;1% del volume totale. La direttiva assicura un alto livello di protezione e una corretta informazione dei consumatori, e migliora la chiarezza della legislazione comunitaria fondendo insieme le tre direttive esistenti in materia di credito ai consumatori</p>
<p>Il mercato del credito al consumo riveste un ruolo importante nell&#8217;economia dell&#8217;UE, e il suo volume è particolarmente importante nel Regno Unito, in Irlanda, in Germania e in Austria. Mediamente, il credito al consumo rappresenta il 18% dei ricavi lordi delle banche (al dettaglio) e il mercato ammonta a più di 800 milioni di euro, con una crescita annua media dell&#8217;8%. Secondo dati della BCE citati dalla Commissione il tasso medio dei tassi di interessi della zona euro varia da un minimo del 6% in Finlandia al 12% del Portogallo. In Italia è stato del 9,4%.</p>
<p>Campo d&#8217;applicazione: crediti da 200 a 75.000 euro</p>
<p>La direttiva dovrà applicarsi ai contratti di credito che contemplano generalmente il pagamento di interessi, ma non a quelli garantiti da un&#8217;ipoteca sui beni immobili e terreni. Il compromesso ha stabilito inoltre che sono esclusi i crediti per un importo totale inferiore a 200 euro o superiore a 75.000 euro (contro la soglia di 100.000 euro proposta inizialmente dal Consiglio e i 50.000 della controproposta dei deputati)..</p>
<p>Non è stato necessario negoziare, invece, sull&#8217;esclusione di altri contratti di credito, fra i quali figurano quelli di locazione o di leasing che non prevedono obbligo di acquisto, la concessione di scoperto da rimborsarsi entro un mese e i crediti che non prevedono il pagamento di interessi o altre spese. Sono anche esclusi i crediti concessi dal datore di lavoro ai dipendenti senza interessi o a tassi preferenziali, quelli relativi alla dilazione, senza spese, del pagamento di un debito esistente e quelli concessi, senza interessi o a tassi di favore, a un pubblico ristretto con finalità di interesse generale.</p>
<p>Se le classiche carte di credito rientrano nel campo d&#8217;applicazione della direttiva, ne sono invece escluse le carte di debito differito, che prevedono il rimborso del credito entro tre mesi e le cui spese sono irrilevanti (carte ricaricabili).</p>
<p>Consumatori sempre bene informati</p>
<p>La direttiva prevede disposizioni dettagliate riguardo all&#8217;informazione di base che deve essere fornita ai consumatori prima della conclusione di un contratto di credito. Nel caso della pubblicità, tra le informazioni che devono essere presentate «in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l&#8217;impiego di un esempio», figura il tasso debitore (fisso o variabile, corredato delle spese addebitate), l&#8217;importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata del contratto e, se del caso, l&#8217;importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l&#8217;importo delle rate.</p>
<p>Per quanto riguarda la fase precontrattuale, invece, il creditore deve fornire al consumatore, prima che questo sia vincolato dal contratto o da un&#8217;offerta, le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, così da permettergli di prendere una decisione con cognizione di causa. Tali informazioni, devono essere fornite mediante un modulo standard uguale per tutta l&#8217;UE (modulo relativo alle &#8220;Informazioni europee di base relative al credito ai consumatori&#8221;), il cui contenuto è definito dalla direttiva stessa. Le informazioni riguardano il tipo di credito, l&#8217;identità e l&#8217;indirizzo del creditore, l&#8217;importo totale del credito e le condizioni di prelievo e la durata del contratto di credito.</p>
<p>Devono comprendere, inoltre, il tasso debitore, le condizioni che ne disciplinano l&#8217;applicazione nonché i periodi, le condizioni e la procedura per la sua modifica, il tasso annuo effettivo globale e l&#8217;importo totale che il consumatore è tenuto a pagare, (illustrati mediante un esempio rappresentativo che deve riportare tutte le ipotesi utilizzate per il calcolo di tale tasso) e, infine, l&#8217;importo, il numero e la periodicità dei pagamenti che il consumatore deve effettuare. Ma anche, se del caso, l&#8217;esistenza di spese che il consumatore è tenuto a pagare al notaio all&#8217;atto della conclusione del contratto, l&#8217;eventuale obbligo di ricorrere a una polizza assicurativa, il tasso degli interessi in caso di ritardi di pagamento e le modalità di modifica dello stesso.</p>
<p>Le informazioni devono inoltre contemplare un avvertimento circa le conseguenze dei mancati pagamenti, le informazioni sulle garanzie richieste, sull&#8217;esistenza o l&#8217;assenza del diritto di recesso e del diritto al rimborso anticipato. I consumatori hanno anche il diritto di ricevere gratuitamente, su richiesta, copia della bozza del contratto di credito, nonché del diritto del creditore a ottenere un indennizzo e le relative modalità di calcolo.</p>
<p>Delle disposizioni specifiche riguardano gli obblighi di informazione precontrattuale relativi ad alcuni contratti di credito sotto forma di concessione di scoperto e ad alcuni contratti di credito specifici.<br />
Sul creditore, d&#8217;altra parte, incombe l&#8217;obbligo di verifica del merito creditizio del consumatore. Prima della conclusione del contratto di credito, il creditore dovrà valutare il merito creditizio del consumatore sulla base di informazioni adeguate, se del caso fornite dal consumatore stesso e ove necessario, ottenute consultando la banca dati pertinente. Gli Stati membri la cui normativa prevede già una tale valutazione tramite la consultazione di una banca dati possono mantenere tale obbligo.</p>
<p>Diritti di recesso e di rimborso anticipato</p>
<p>La direttiva prevede che una serie di informazioni analoghe a quelle succitate debbano figurare sul contratto. Inoltre, stabilisce che Il consumatore dispone di un periodo di quattordici giorni di calendario per recedere dal contratto di credito «senza dare alcuna motivazione». Per avvalersi di tale diritto, il consumatore deve informare il creditore e pagare il capitale e gli interessi dovuti su tale capitale dalla data di prelievo del credito fino alla data di rimborso del capitale, non oltre 30 giorni dall&#8217;invio della notifica del recesso. Il creditore non ha diritto a nessun altro indennizzo.</p>
<p>Uno dei punti più controversi della direttiva riguardava il diritto di rimborso anticipato, in base al quale il consumatore ha il diritto di adempiere in qualsiasi momento, in tutto o in parte, agli obblighi che gli derivano dal contratto di credito. In tal caso, egli ha diritto ad una riduzione del costo totale del credito, che comprende gli interessi e i costi dovuti per la restante durata del contratto.</p>
<p>Tra Parlamento e Consiglio è stato infine trovato un compromesso che, in caso di rimborso anticipato, attribuisce al creditore il diritto a un indennizzo. Tale indennizzo, dovrà essere «equo e oggettivamente giustificato» per eventuali costi direttamente collegati al rimborso anticipato, «sempre che il rimborso anticipato abbia luogo in un periodo per il quale il tasso debitore è fisso». L&#8217;indennizzo, inoltre, non potrà superare l&#8217;1% dell&#8217;importo del credito rimborsato in anticipo, se il periodo che intercorre tra il rimborso anticipato e lo scioglimento previsto dal contratto di credito è superiore a un anno. Se il periodo non è superiore a un anno, l&#8217;indennizzo non può superare lo 0,5% dell&#8217;importo del credito rimborsato in anticipo.
</p>
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