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	<title>allFinWeb.com News &#038; Events</title>
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	<description>News &#038; Events allFinWeb.com</description>
	<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:46:03 +0000</pubDate>
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		<title>Zero spese e alta remunerazione. E&#8217; nata la concorrenza tra banche</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 09:13:57 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
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		<description><![CDATA[ROMA - Il 2008 sarà l&#8217;anno del boom dei conti correnti on line. A lanciare la scommessa è Osservatorio Finanziario, l&#8217;istituto che dal 2002 monitora l&#8217;e-banking. &#8220;I conti on line adesso sono un milione e mezzo, ma raddoppieranno in breve tempo&#8221; assicura Francesca Tedeschi, responsabile di OF. Per due ragioni: la prima è costituita dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA - Il 2008 sarà l&#8217;anno del boom dei conti correnti on line. A lanciare la scommessa è Osservatorio Finanziario, l&#8217;istituto che dal 2002 monitora l&#8217;e-banking. &#8220;I conti on line adesso sono un milione e mezzo, ma raddoppieranno in breve tempo&#8221; assicura Francesca Tedeschi, responsabile di OF. Per due ragioni: la prima è costituita dal pacchetto liberalizzazioni firmato dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, grazie al quale sono state abrogate le spese di chiusura conto, e si è dato il via alla mobilità dei correntisti. La seconda è &#8220;l&#8217;ingresso nell&#8217;attività lavorativa della cosiddetta generazione Internet, che chiede condizioni trasparenti e costo zero&#8221;. In definitiva chi è abituato a operare in Rete non intende pagare costi come quelli ai quali le altre generazioni erano ormai abituate, come i 3-4 euro chiesti ancora oggi allo sportello per un bonifico. E infatti il numero dei conti on line a costo zero, secondo le rilevazioni di OF, è cresciuto nell&#8217;ultimo anno del 150 per cento. <a id="more-171"></a></p>
<p>Costo zero e remunerazione. In definitiva, rilevano gli analisti di Osservatorio Finanziario, tra il 2007 e il 2008 è nata la concorrenza bancaria, quella vera. Allettati da una clientela potenziale sempre più ampia, le banche si sfidano finalmente sulle condizioni di conto, offrendo in modo ormai praticamente generalizzato il &#8216;costo zero&#8217; (non male dopo che persino il governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi aveva puntato più volte il dito contro i costi eccessivi dei conti italiani, decisamente esorbitanti se confrontati con quelli degli altri Paesi europei). E poi sulla remunerazione, tanto che quello che per decenni è stato un (costoso) servizio adesso è diventato un piccolo investimento. I tassi d&#8217;interesse attivi sono arrivati fino al 6 per cento lordo, anche se solo in promozione.</p>
<p>La rivoluzione è solo su Internet. Tuttavia la rivoluzione non riguarda, naturalmente, l&#8217;intero mondo bancario. Ad essere competitivi, a sfidarsi a colpi di offerte sempre più vantaggiose sono solo i conti corrente on line, non quelli tradizionali, che sono rimasti nel tempo piuttosto simili a se stessi. Non solo: appena dal conto on line si chiede una qualunque operazione allo sportello, i vantaggi si trasformano in svantaggi. Un&#8217;operazione allo sportello per il titolare di un conto Internet può costare anche cinque euro, anche se si tratta di un semplice prelievo di contante. E ci sono conti, come il BNL Revolution, che oltre al costo dell&#8217;operazione addebitano sul conto del cliente nei mesi in cui si eseguono operazioni allo sportello anche una sorta di &#8216;tassa&#8217; (per questo prodotto il costo è di 6,90 euro al mese).</p>
<p>Il 2008 &#8216;anno della buona banca&#8217;. Ma, in fondo, siamo solo all&#8217;inizio. E&#8217; solo in questi mesi, spiegano gli analisti di Osservatorio Finanziario, che si sta veramente passando da un prodotto di nicchia a un prodotto per la generalità del mercato: &#8220;Sta cambiando la mentalità - osserva Francesca Tedeschi - Le persone vogliono vederci chiaro, pretendono i fogli informativi, utilizzano i call center. La concorrenza è fatta anche di trasparenza, e di rapidità. Finalmente ci sono le banche che adeguano anche il tasso attivo agli aumenti dell&#8217;Euribor, non solo quello passivo&#8221;. E infatti Osservatorio Finanziario ha proclamato il 2008 &#8220;l&#8217;anno della buona banca&#8221;.</p>
<p>Le novità principali. Secondo il Rapporto 2008 di Osservatorio Finanziario (che considera solo i conti correnti on line, stilandone anche una classifica), le spese per tenuta conto nel 2007 sono scese del 68 per cento rispetto al 2005 e del 25 per cento rispetto all&#8217;anno scorso. I tassi creditori sono all&#8217;1,08 per cento mentre il tasso debitore sfiora quota 12,13 per cento. Le spese di chiusura conto sono azzerate, ma in diversi casi ci sono vari costi occulti.</p>
<p>Aumentano i prodotti. Ormai quasi tutti i gruppi bancari, e anche le Poste, si sono lanciate nel business dell&#8217;on line. Nel 2007 sono stati lanciati otto nuovi prodotti, circostanza che ha contribuito a portare le spese di tenuta conto dai 38 euro del novembre 2006 ai 28,5 del gennaio 2008 (nel giugno del 2005 erano 98,5 euro). E i prodotti a canone zero sono aumentati del 150 per cento in un anno.</p>
<p>E i rendimenti. Ai primi posti nella classifica di Osservatorio Finanziario ci sono i conti che offrono i rendimenti migliori: Conto IW (4 per cento) di IW Bank, Conto me di BPM (3,9), Websella.it di Banca Sella (3,75), Conto Fineco (3,75), Conto Santander (3,75), che però, come Conto Arancio di Ing Direct, non è un conto corrente, ma un conto di deposito. Tuttavia osservando la classifica di OF ci si rende conto che la remunerazione è offerta ancora solo da una minoranza dei conti correnti on line. Alcuni conti ne offrono una minima, che si avvicina più a quella dei conti correnti tradizionali: per il Conto BancoPosta è 0,50, per il Conto Ulisse di Mps è 0,2 per cento. E altri ancora, come ZeroTondo di Intesa SanPaolo, non ne offrono alcuna. Ma la tendenza a offrire una remunerazione alta diventa sempre più netta: in questi giorni Barclays e Cariparma hanno lanciato due nuovi prodotti ad alto rendimento, con tasso creditore d&#8217;ingresso rispettivamente al 5 e 4 per cento lordo.</p>
<p>Banche buone e cattive. L&#8217;analisi di Osservatorio Finanziario sui comportamenti delle banche, che vengono divise in &#8216;buone&#8217; e &#8216;cattive&#8217;, è molto accurata. Viene apprezzata per esempio la prontezza di alcune banche, tra le quali la BPM, Fineco, Sella e Santander ad adeguare rapidamente il tasso d&#8217;interesse attivo all&#8217;Euribor. Ma vengono bacchettate quelle che non solo non azzerano i costi, ma li aumentano, come il Conto Stile Concreto di Carige. E che mantengono &#8217;spese occulte&#8217;, come la Banca Popolare di Bari che tra le voci di costo include &#8220;spese annuali di tenuta conto in aggiunta a ogni altra tipologia di spesa: 45 euro&#8221;. Ma ci sono molti altri esempi di questo tipo. Il cliente, insomma, deve ancora stare in guardia, e leggere tutto, fino all&#8217;ultima riga.</p>
<p><em>(fonte: Repubblica.it)</em>
</p>
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		<title>Frodi online e phishing: ecco come difendersi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 15:26:08 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[I pirati informatici non vanno mai in vacanza. Anzi, nell&#8217;era del web 2.0, in cui il numero dei servizi che vengono gestiti online cresce sempre di più, i periodi festivi sono particolarmente amati dagli hacker. E&#8217; qui, infatti, che vengono effettuati un gran numero di bonifici, vaglia, e incassi. Il pericolo numero uno per i cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pirati informatici non vanno mai in vacanza. Anzi, nell&#8217;era del web 2.0, in cui il numero dei servizi che vengono gestiti online cresce sempre di più, i periodi festivi sono particolarmente amati dagli hacker. E&#8217; qui, infatti, che vengono effettuati un gran numero di bonifici, vaglia, e incassi. Il pericolo numero uno per i cittadini si chiama phishing, ovvero le migliaia di mail fasulle che girano tra le caselle di posta elettronica con l&#8217;obiettivo di catturare password e codici di bancomat e carte di credito. Le mail sfruttano nomi autorevoli per ingannare meglio il navigatore.<a id="more-138"></a></p>
<p>In questi giorni è toccato alla Polizia postale, che ha subito avvertito i cittadini: «attenzione, è un nuovo tentativo di phishing». La truffa, che sfrutta l&#8217;indirizzo di posta <a href="mailto:polizia@postale.it">polizia@postale.it</a>, mira a prosciugare il conto corrente di chi risponde alla mail inserendo i propri dati o cliccando su un link che indirizza ad un sito web fraudolento. Prima della Polizia postale è stata la volta delle Poste italiane e di alcuni istituti di credito. Il 90% degli italiani ha paura di truffe e frodi dei propri dati personali, mentre per il 74% il loro numero crescerà nel prossimo futuro, rivela una ricerca condotta da Rissc (Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità) e commissionata da Cpp Italia (protezione delle carte di pagamento) e Crif (protezione dati personali). Eppure, nonostante gli intervistati additino Internet come luogo privilegiato per questo genere di truffe, nella maggioranza dei casi -secondo la ricerca- i furti di identità avvengono in operazioni quotidiane nella vita &#8220;reale&#8221;. E&#8217; il caso, per esempio, del furto, smarrimento o clonazione della carta di credito.</p>
<p>Emerge quindi uno scetticismo nei confronti di Internet legato probabilmente ad una sua scarsa conoscenza. In un periodo in cui le transazioni online sono in crescita, infatti, una serie di accortezze possono permettere una navigazione più serena. La prima soluzione è utilizzare browser che siano in grado di difenderci dai rischi principali, come Explorer 7 e Firefox 2. Le falle possono però sempre esserci: un blogger, Raff Aviv, ha recentemente illustrato con un video su Internet come l&#8217;ultima versione di Firefox sia scoperta di fronte ad alcune possibilità di phishing. Anti-phishing Italia consiglia di non navigare mai su Internet in modalità &#8220;amministratore di sistema&#8221;, scegliendo account che abbiano funzionalità limitate per la navigazione online, in modo da evitare l&#8217;installazione di programmi maligni sul pc, o che malintenzionati ne assumano il controllo. E&#8217; inoltre preferibile utilizzare il computer con una password d&#8217;accesso, per ridurne l&#8217;utilizzo da parte di terzi, e aggiornare l&#8217;antivirus ogni volta che viene richiesto.</p>
<p>Non solo. L&#8217;installazione di un firewall, ovvero una barriera di protezione tra il computer e Internet, e il suo continuo aggiornamento, è un&#8217;altra avvertenza da non dimenticare mai. Poi ci sono le precauzioni che dipendono dall&#8217;attenzione dell&#8217;utente. La prima è quella di non aprire tutte le mail e gli allegati, ma di verificarle con l&#8217;antivirus e prestare attenzione alla loro origine. Importante anche evitare di fornire i propri dati personali via e-mail, in particolare se si tratta di informazioni bancarie. Per quanto riguarda le transazioni online, infine, è preferibile non utilizzare carte di credito o bancomat, ma le carte prepagate, senza però caricare cifre superiori a poche centinaia di euro.</p>
<p><em>(fonte: ilSole24Ore.com)</em>
</p>
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		<title>Antitrust contro le banche: costi troppo alti, poca trasparenza</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2007/antitrust-contro-le-banche-costi-troppo-alti-poca-trasparenza/</link>
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		<pubDate>Tue, 06 Feb 2007 13:40:04 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Antitrust torna a fare arrabbiare le banche. Soltanto la settimana scorsa era stata l&#8217;Unione europea a prendersela con i costi dei conti correnti e le commissioni delle carte di credito. Adesso tocca anche all&#8217;autorità italiana, guidata da Antonio Catricalà, che ha concluso l&#8217;indagine conoscitiva avviata il 1 febbraio 2006, subito dopo l&#8217;entrata in vigore della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Antitrust torna a fare arrabbiare le banche. Soltanto la settimana scorsa era stata l&#8217;Unione europea a prendersela con i costi dei conti correnti e le commissioni delle carte di credito. Adesso tocca anche all&#8217;autorità italiana, guidata da Antonio Catricalà, che ha concluso l&#8217;indagine conoscitiva avviata il 1 febbraio 2006, subito dopo l&#8217;entrata in vigore della Legge sul Risparmio.</p>
<p><strong>Famiglie monoreddito più penalizzate, online forti risparmi.</strong> Risultato choc: dai dati raccolti su un campione di 72 banche (68% degli sportelli in Italia) emerge una «enorme variabilità» dei prezzi dei conti correnti, fino a dieci volte per lo stesso tipo di conto: a seconda del profilo dei correntisti (si veda tabella 1) si va da 76,30 euro a 208,80 euro, con un valore medio di 182 euro.<a id="more-56"></a> A rimetterci, ironia della sorte, sono soprattutto le famiglie monoreddito, penalizzate più dei tentenni single e senza figli. Va meglio per giovani a caccia di primo impiego e pensionati. L&#8217;indagine evidenzia inoltre l’esistenza di politiche commerciali da parte delle banche che «aggiungono elementi di ulteriore fidelizzazione “forzosa” del correntista». Non manca l&#8217;accusa di scarsa trasparenza, che ostacola le scelte dei consumatori. In compenso i conti online possono dare grandi soddisfazioni: attraverso il canale internet si può ridurre mediamente di circa il 60% la spesa anche se non si tratta di prodotti perfettamente sostituibili per tutti i correntisti (si veda tabella a pagina 59 del testo dell&#8217;indagine completa).</p>
<p><strong>Conti più cari che in Europa.</strong> Altra conferma attesa: in Italia il costo medio di tenuta e movimentazione del conto corrente è molto alto rispetto agli altri principali paesi dell&#8217;Unione (si veda la tabella 3.7 a pagina 61 del testo completo dell&#8217;indagine). «La spesa totale annua media (ponderata) di sistema rilevata in Italia - fa sapere l&#8217;Autorità - è pari a circa 182 euro all’anno; contro un dato europeo molto inferiore (in Olanda è meno di 35 euro, in Belgio e Uk meno di 65, in Francia meno di 99, in Spagna circa 108)». Cifre che «confermano la maggiore debolezza del processo competitivo nel nostro settore bancario rispetto agli altri Paesi e l’assenza di incentivi allo sviluppo di un reale gioco concorrenziale».</p>
<p><strong>Popolari e Bcc in cima alla lista nera.</strong> Sono le Popolari a guidare la non invidiabile classifica della spesa annua più alta, con costi più alti rispetto alle Spa e alle Banche di Credito Cooperativo (Bcc) per quattro tipologie di clientela su dieci (si veda la tabella 3.13 a pagina 56 nel testo completo dell&#8217;indagine). Le altre due categorie di banche, invece, hanno la leadership in tre casi su dieci. Le Bcc risultano le più care sia per la famiglia monoreddito artigiana (322,9 euro l&#8217;anno) che per quella che può contare su una libera professione. Il conto corrente presso le Bcc è più caro rispetto a quello ottimale offerto da Popolari e banche Spa anche per il trentenne single. La spesa annua calcolata dall&#8217;Antitrust non tiene conto dell&#8217;effetto dei tassi d&#8217;interesse attivi e passivi.</p>
<p><strong>Le otto regole d&#8217;oro.</strong> Otto i suggerimenti di Piazza Verdi per introdurre una maggiore trasparenza e una riduzione degli ostacoli alla mobilità dei consumatori sui conti correnti. Tra le misure proposte, fogli informativi sintetici, lo sviluppo di fonti informative indipendenti e di meccanismi che consentano la portabilità del conto. Ecco la lista delle novità da introdurre, secondo l&#8217;Antitrust:<br />
1) Redazione di fogli informativi sintetici con una chiara indicazione delle spese anche in una sola voce di costo.<br />
2) Garanzia di stabilità, almeno per un arco temporale minimo, delle voci di costo di tenuta e movimentazione del conto corrente.<br />
3) Piena comparabilità dei costi secondo le esigenze del singolo consumatore attraverso lo sviluppo di fonti informative, indipendenti dal sistema bancario, con la costruzione di motori di ricerca.<br />
4) Informazione annuale sintetica al correntista della spesa effettivamente sostenuta per la tenuta del conto.<br />
5) Indicazione della sua variazione rispetto all&#8217;anno precedente.<br />
6) Individuazione di modalità in grado di mantenere in vita i servizi connessi al c/c per il tempo necessario a completare il trasferimento, per evitare duplicazioni di costo per il correntista.<br />
7) Definizione di una durata temporale massima per l&#8217;esecuzione delle operazioni di trasferimento del c/c.<br />
8) Eliminazione di tutti i vincoli, contrattuali o di fatto, non necessari tra c/c e altri servizi e lo sviluppo di meccanismi che consentano la portabilità del conto corrente.</p>
<p><strong>L&#8217;Abi: «Pronti a collaborare».</strong> I consumatori: «Servono sanzioni». In serata l&#8217;Abi, l&#8217;associazione delle banche, ha preso posizione offrendo disponibilità al dialogo. «Siamo pronti a un confronto con Governo e Autorità di Controllo per fare chiarezza sui temi della concorrenza bancaria, sugli effettivi livelli dei prezzi, sulle strategie da perseguire per definire esattamente i fenomeni finanziari che hanno un impatto diretto sui risparmiatori. Il tutto, nell&#8217;interesse della competizione tra operatori, del rispetto dei ruoli delle autorità, dell&#8217;interesse finale dei consumatori che hanno diritto ad un mercato efficiente, trasparente e competitivo».<br />
Per il presidente del Codacons Carlo Rienzi «occorre ora accertare se vi sia o meno un cartello tra istituti di credito per mantenere elevate le tariffe e, nel caso, irrogare pesanti sanzioni verso i responsabili. In attesa di ciò chiediamo all&#8217;Antitrust di pubblicare i nomi delle banche che praticano le tariffe più convenienti, in modo tale da consentire ai correntisti risparmi seppur minimi». Anche per l&#8217;Adusbef è tempo di sanzioni. Secondo l&#8217;associazione è arrivato il momento di «punire usi ed abusi perpetrati dalle banche per oltre mezzo secolo, dall&#8217;anatocismo illegale, alla commissione di massimo scoperto, al mancato adeguamento dei tassi sui depositi,a condizioni capestro nella gestione del risparmio che hanno permesso agli istituti di credito di taglieggiare i cittadini con il diretto concorso e la collusione dell&#8217;Autorità di vigilanza». E se, invece, non succedesse nulla? «Per i clienti oltre al danno ci sarebbe la beffa».</p>
<p><em>(fonte: ilSole24Ore.com Finanza&#038;Mercati)</em>
</p>
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		<title>Ue: troppo alti i costi dei cc e poca concorrenza nel mercato delle carte di pagamento</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 16:10:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[«La Commissione europea farà pieno uso dei propri poteri per contrastare le barriere alla concorrenza nel mercato delle carte di pagamento e là dove sono dovute a comportamenti anticoncorrenziali». Presentando il rapporto finale sul settore retail bancario, la commissaria all&#8217;Antitrust europeo Neelie Kroes ha confermato di non avere alcuna intenzione di procedere con il guanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«La Commissione europea farà pieno uso dei propri poteri per contrastare le barriere alla concorrenza nel mercato delle carte di pagamento e là dove sono dovute a comportamenti anticoncorrenziali». Presentando il rapporto finale sul settore retail bancario, la commissaria all&#8217;Antitrust europeo Neelie Kroes ha confermato di non avere alcuna intenzione di procedere con il guanto di velluto nel comparto. L&#8217;inchiesta ha confermato che «esistono barriere alla concorrenza diffuse con un aumento non necessario dei costi dei servizi al dettaglio per le imprese europee e i consumatori», ha aggiunto Kroes.<a id="more-52"></a></p>
<p>Diversi i rilievi dell&#8217;Antitrust contenuti nel rapporto: l&#8217;alta concentrazione dei mercati in molti stati particolarmente per le carte di pagamento può permettere alle banche &#8220;incumbent&#8221;(che detengono posizioni forti nel mercato) di ostacolare i nuovi entranti e caricare alte tariffe; preoccupano l&#8217;ampia variazione delle tariffe nella Ue, le ampie variazioni nelle tariffe di interscambio tra banche cross-border che non si traducono pienamente i tariffe più basse per chi possiede le carte. Bruxelles, in ogni caso, «non chiede tariffe zero» di interscambio. Inoltre nel mirino sono l&#8217;elevata e sostenuta profittabilità particolarmente nell&#8217;emissione di carte: «Ciò indica che le banche in alcuni stati godono in misura significativa di un potere di mercato e possono imporre alte tariffe alle imprese e ai consumatori»; le regole e le pratiche che indeboliscono la concorrenza a livello del dettaglio e la divergenza degli standard tecnici che impedisce a molti fornitori di servizi di agire con efficacia su scala paneuropea.</p>
<p>Bruxelles rileva che in Austria, Finlandia e Portogallo le imprese hanno cominciato ad affrontare tali temi sulla base delle preoccupazioni della Commissione europea. «Diverse barriere esistono anche nel settore dei pagamenti»: Bruxelles ritiene che l&#8217;efficienza debba essere migliorata e deve ridursi il costo dei pagamenti al dettaglio per i servizi resi al consumatore. Il mercato retail è frammentato in spazi nazionali, diviso da diversi fattori: barriere alla concorrenza, diversità nella regolazione, nella tradizione legale e culturale. Cinque i motivi di preoccupazione: in alcuni stati la congiunzione di alta profittabilità, alta concentrazione del mercato ed evidenza di barriere alla concorrenza rendono possibile alle banche di influenzare il livello dei prezzi; alcuni registri dei crediti, conservando dati confidenziali, possono essere utilizzati per escludere nuovi entranti; alcuni aspetti della cooperazione tra banche, incluse le casse di risparmio e le banche cooperative, possono ridurre la concorrenza e impedire l&#8217;ingresso di concorrenti; il legame tra prodotti, per esempio forzare un cliente ad acquistare una assicurazione extra o aprire un conto corrente, è largamente diffuso. «Ciò riduce la scelta dei consumatori e aumenta il potere della banca di influenzare i prezzi e ostacola la mobilità del cliente. Tali rischi sono «alti». L&#8217;inchiesta indica chiaramente «che i margini di profitto delle banche sono più bassi se il cliente è più mobile».</p>
<p>La Commissione ritiene che «l&#8217;applicazione della legge di concorrenza può migliorare l&#8217;operatività dei mercati: in alcuni casi raccomanda che sia l&#8217;industria a prendere misure per risolvere i problemi individuati dall&#8217;inchiesta». In ogni caso al momento non ha considerato «se sia necessaria una regolazione ulteriore nel settore retail». Quanto ai livelli di redditività, Bruxelles tiene a precisare che «l&#8217;inchiesta non affronta il problema se nelle banche europee è troppo alta o bassa» limitandosi a rilevare l&#8217;esistenza di una correlazione tra elevata concentrazione dei mercati, alta profittabilità ed evidenza di barriere all&#8217;entrata erette dalle banche &#8220;incumbent&#8221;. Così come Bruxelles conferma la propria «neutralità» rispetto ai modelli di business, alla struttura delle banche e alla proprietà. Né viene proposta l&#8217;abolizione della tariffa di interscambio (la tariffa pagata all&#8217;emittente di carta di pagamento per ogni transazione al punto di vendita): Bruxelles si limita «ad assicurare che sia a un livello equo come risultato di una transazione che avviene in un contesto concorrenziale e sia sufficientemente trasparente per i partecipanti al mercato».</p>
<p><strong>I costi dei conti correnti</strong><br />
Sono in Italia e Lussemburgo i costi più elevati per la clientela rispettivamente per mantenere e chiudere un conto corrente. È una delle indicazioni contenute nel rapporto tecnico finale della Commissione europea sulla concorrenza nel settore bancario retail in Europa. Il costo di gestione del conto in Italia è di 90 euro all&#8217;anno (40 euro in Germania); per chiuderlo 100 euro in Lussemburgo (in Italia 60 euro). In Italia e Germania nota però Bruxelles «la tariffa annuale per la gestione include un pacchetto di servizi gratuiti».<br />
Nel rapporto si segnala che «in conseguenza di una decisione dell&#8217;Autorità nazionale del settembre 2006, i membri dell&#8217;Associazione Bancaria Italiana devono eliminare le<br />
tariffe di chiusura» dei conti correnti. Nel corso di un briefing tecnico sul rapporto presentato oggi, la responsabile dell&#8217;unità servizi finanziari Irmfried Schwimann ha dichiarato che l&#8217;argomento dell&#8217;Abi secondo cui l&#8217;alto costo di mantenimento dei conti correnti in Italia dipende dalla quantità elevata di cointestazioni «va preso con molta prudenza, è ridicolo, perchè si può sostenere che ci sono molte cointestazioni proprio in quanto i costi sono elevati». Nello stesso rapporto tecnico della Commissione europea si afferma che «le caratteristiche dell&#8217;industria bancaria retail rendono difficile comparare prodotti simili e definire indicatori affidabili che permettano una valutazione della struttura competitiva». «Cionostante -prosegue il rapporto - il comportamento di prezzo delle banche fornisce alcune indicazioni iniziali del grado di concorrenza nel mercato».</p>
<p><strong>La reazione delle banche<br />
</strong>La Commissione europea sbaglia analisi, conclusioni e tempi. Pur dichiarandosi disponibile a «un dialogo costruttivo», la Federazione bancaria europea giudica sbagliato nelle conclusioni e nei tempi il rapporto finale sulle barriere alla concorrenza nel settore bancario retail. In un comunicato, la Fbe esprime «molte riserve su molti aspetti del rapporto, sulla metodologia seguita e si alcune delle conclusioni sui conti correnti e sui pagamenti in particolare sulle carte».</p>
<p>(<em>fonte: ilSole24Ore.com</em>)
</p>
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		<item>
		<title>Mutui immobiliari: nessuna penale in caso di estinzione anticipata</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 16:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Mutui</category>
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Mercato Immobiliare</category>
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		<description><![CDATA[Con il decreto di legge: >,il &#8216;&#8217;pacchetto Bersani bis sulle liberalizzazioni'&#8217; del gennaio 2007 prevede tra le altre misure,una più rapida cancellazione dell&#8217;ipoteca sulla casa - Sarà infatti più rapido cancellare l&#8217;ipoteca su un mutuo immobiliare attraverso una procedura semplificata rispetto a quella in vigore prima di gennaio 2007.
Di fatto viene abolito l&#8217;obbligo di autentica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con il decreto di legge: << <em>Misure urgenti per la tutela dei consumatori, promozione della concorrenza, lo sviluppo di attività economiche e la nascita di nuove imprese</em> >>,il &#8216;&#8217;pacchetto Bersani bis sulle liberalizzazioni'&#8217; del gennaio 2007 prevede tra le altre misure,una più <strong>rapida cancellazione dell&#8217;ipoteca sulla casa</strong> - Sarà infatti più rapido cancellare l&#8217;ipoteca su un <a class="lkcorpo2" title="Mutui Online" href="http://www.directafin.it/spol/red.php?frm=aFWnetx&#038;pg=mol" target="_blank">mutuo</a> immobiliare attraverso una procedura semplificata rispetto a quella in vigore prima di gennaio 2007.<br />
Di fatto viene <strong>abolito l&#8217;obbligo di autentica notarile per la cancellazione dell&#8217;ipoteca</strong>. <a id="more-51"></a>L&#8217;istituto creditore (la banca che ha concesso il mutuo) è tenuto a comunicare entro 30 giorni, anche direttamente, l&#8217;avvenuta estinzione del <a class="lkcorpo2" title="Mutui Online" href="http://www.directafin.it/spol/red.php?frm=aFWnetx&#038;pg=mol" target="_blank">mutuo</a> alla conservatoria che provvede d&#8217;ufficio alla immediata cancellazione dell&#8217;ipoteca senza autentica notarile.</p>
<p><strong>Portabilità del mutuo</strong><br />
Chi ha un mutuo potrà trasferirlo a una nuova banca senza perdere i benefici fiscali per la prima casa.<br />
La norma recita infatti che &#8220;Chi ha contratto un mutuo potrà trasferirlo alla banca con cui stipula un nuovo contratto di finanziamento, anche mediante scrittura privata, senza perdere i benefici fiscali previsti per la prima casa&#8221;. La portabilità prevede inoltre la possibilità di trasferire il <a class="lkcorpo2" title="Mutui Online" href="http://www.directafin.it/spol/red.php?frm=aFWnetx&#038;pg=mol" target="_blank">mutuo</a> da una banca all&#8217;altra senza costi aggiuntivi se non quelli puramente tecnici.</p>
<p><strong>Estinzione anticipata dei mutui immobiliari senza penale.</strong><br />
Norma a favore degli acquirenti della prima casa, che prevede che possano richiedere l&#8217;estinzione anticipata o parziale del <a class="lkcorpo2" title="Mutui Online" href="http://www.directafin.it/spol/red.php?frm=aFWnetx&#038;pg=mol" target="_blank">mutuo</a> contratto con la banca senza pagare alcuna penale.</p>
<p><strong>Commissione massimo scoperto.</strong><br />
Ossia il compenso che deve essere corrisposto alla banca qualora il cliente ecceda il credito a lui accordato: è un rimborso del costo della liquidità che essa sopporta per il sostenuto rischio del totale utilizzo del credito. Il disegno di legge Bersani prevede l’abolizione della commissione di massimo scoperto.</p>
<p>Gli operatori avranno 60 giorni per adeguarsi alle nuove norme.
</p>
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		<title>Diritti e doveri nella vendita a distanza di servizi e prodotti finanziari</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 11:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
	<category>Assicurazioni</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Una normazione su misura che tiene conto della complessa natura degli strumenti finanziari e vuole così tutelare i consumatori. Dopo essersi occupata in generale delle vendite a distanza, l’Unione europea ha voluto dedicare a questo tema un’apposita direttiva, la 2002/65/CE. A partire dalla definizione stessa di servizio finanziario con il quale, in base all’articolo 2, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una normazione su misura che tiene conto della complessa natura degli strumenti finanziari e vuole così tutelare i consumatori. Dopo essersi occupata in generale delle vendite a distanza, l’Unione europea ha voluto dedicare a questo tema un’apposita direttiva, la 2002/65/CE. A partire dalla definizione stessa di <a class="lkcorpo2" title="Prodotti e Servizi Finanziari" href="http://www.directafin.it/spol/red.php?frm=aFWnetx&#038;pg=hp" target="_blank">servizio finanziario</a> con il quale, in base all’articolo 2, si intende &#8220;qualsiasi servizio di natura bancaria, creditizia, assicurativa, servizi pensionistici individuali, di investimento e di pagamento&#8221;.<a id="more-48"></a></p>
<p>Il parlamento europeo elenca nel dettaglio le informazioni che il fornitore è tenuto a comunicare. Prima di tutto, deve informare il cliente sulla propria identità e attività principale, fornendo tutti gli indirizzi rilevanti nel suo rapporto con il consumatore. In caso di comunicazione telefonica, inoltre, l’identità e il fine commerciale della chiamata devono essere dichiarati in maniera chiara e inequivocabile sin dall’inizio della conversazione.</p>
<p>Quanto al servizio finanziario, deve essere descritto in tutte le sue caratteristiche e una particolare attenzione è riservata al prezzo, inteso come costo totale a carico del cliente, comprensivo di tutti gli oneri, le spese e le commissioni. Qualora tutti questi aspetti non siano definibili con esattezza, dovrà essere indicata la base di calcolo che permetta al consumatore di risalire al prezzo complessivo. A differenza da quanto previsto per le altre vendite a distanza, inoltre, tali informazioni devono essere fornite prima che l’acquirente sia vincolato da un contratto o da un’offerta.</p>
<p>Una maggiore tutela è prevista anche per il diritto di recesso. A partire dalIa firma del contratto, i consumatori avranno 14 giorni di tempo che diventano 30 in caso di assicurazioni sulla vita o schemi pensionistici individuali: termini che, per di più, non iniziano a decorrere qualora il venditore non abbia fornito tutte le informazioni necessarie.</p>
<p>La richiesta i recesso deve avvenire tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Nel caso in cui si ricorra a un telegramma o a un fax, è necessaria una conferma attraverso raccomandata entro le 48 ore successive. Adempiuti questi obblighi, il diritto di recesso riguarderà anche eventuali contratti aggiuntivi a quello principale. Il fornitore dovrà rimborsare il cliente al massimo entra 30 giorni e non sono previste penali di nessun tipo. I consumatori sono però tenuti pagare l’importo del servizio finanziario eventualmente già prestato.</p>
<p><em>(fonte: miaeconomia.it)</em>
</p>
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		<item>
		<title>Antitrust blocca la circolare Abi sui conti correnti</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2006/antitrust-blocca-la-circolare-abi-sui-conti-correnti/</link>
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		<pubDate>Tue, 19 Sep 2006 11:54:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[L’Antitrust applica per la prima volta le misure cautelari previste dalla legge Bersani.
E lo fa nei confronti di una circolare diffusa dall’Abi proprio su una norma introdotta dalla legge Bersani riguardante la «Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali dei conti correnti». In particolare l’Autorità, che ha avviato una istruttoria, ha imposto all’Abi l’immediata sospensione della circolare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Antitrust applica per la prima volta le misure cautelari previste dalla legge Bersani.<br />
E lo fa nei confronti di una circolare diffusa dall’Abi proprio su una norma introdotta dalla legge Bersani riguardante la «Modifica unilaterale delle condizioni contrattuali dei conti correnti». In particolare l’Autorità, che ha avviato una istruttoria, ha imposto all’Abi l’immediata sospensione della circolare in quanto la stessa può costituire «una intesa restrittiva della concorrenza, con il rischio di un grave ed irreparabile danno alla concorrenza».<a id="more-37"></a></p>
<p>L’Authority guidata da Antonio Catricalà ha agito in base ai nuovi poteri previsti dalla legge 248 del 4 agosto 2006 grazie ai quali l’Antitrust può, d’ufficio, deliberare l’adozione di misure cautelari se ravvisa la sussistenza di un’infrazione.</p>
<p>E proprio sulla prima applicazione della norma è intervenuto ieri il ministro dello Sviluppo economico Pier Luigi Bersani: «Non posso che compiacermi per la tempestività con cui l’Antitrust ha voluto avvalersi delle nuove possibilità di intervento che le sono state conferite». Tornando al caso specifico, e dunque alla Circolare Abi, secondo l’Antitrust il provvedimento non è finalizzato soltanto alla informazione sul contenuto delle recenti innovazioni normative, ma fornisce anche una chiave interpretativa «in grado di orientare in modo uniforme l’attività delle imprese associate». Sotto la lente dell’Authority, in particolare, finiscono tre questioni: le circostanze che potrebbero individuare il giustificato motivo nello ius variandi delle condizioni contrattuali; il diritto di recesso e la determinazione delle voci da ricomprendere o meno nella nozione di spese di chiusura; la variazione dei tassi di interesse.</p>
<p>Sul primo punto, l’Authority contesta l’interpretazione dell’Abi che fa rientrare nel «giustificato motivo» per modificare le condizioni contrattuali «gli aumenti generali dei costi industriali». Questo, a suo avviso, può rappresentare una forma di restrizione concorrenziale. Ma è soprattutto sul nodo legato alle nuove disposizioni sul diritto di recesso del correntista «senza spese di chiusura» che si sofferma l’Autorità. Per l’Abi le spese sono quelle strettamente inerenti all’attività di chiusura del rapporto e non quelle generate da ulteriori servizi. Dunque, rileva l’Antitrust, secondo la circolare sarebbero applicabili le commissioni relative al trasferimento titoli che, in realtà, hanno spesso una incidenza rilevante. Un esempio? Secondo le rilevazioni aggiornate al 31 marzo il costo di chiusura del conto corrente può superare in alcuni casi anche 100 euro e la spesa per il trasferimento dei titoli raggiungere i 75 euro per codice titolo. Si tratta, dunque, di un orientamento restrittivo che limita la mobilità della clientela. Immediata la replica dell’Abi.</p>
<p>L’Associazione, che in tempo reale ha comunicato alle banche associate «di sospendere le indicazioni della circolare nei punti contestati dall’Authority», ha sottolineato la natura della Circolare («non è una delibera» precisa la nota) e l’obiettivo della stessa: un primo tentativo di risposta alle numerose richieste di chiarimenti pervenute dalle banche data l’ambiguità del testo legislativo.</p>
<p>(<em>fonte: IlSole24Ora.com</em>)
</p>
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		<item>
		<title>Banche, niente più spese di chiusura conto corrente</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2006/abrogate-spese-di-chiusura-conto-corrente/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Jul 2006 14:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[La commissione Bilancio del Senato ha approvato gli emendamenti del governo al decreto legge sulla manovra bis in tema di banche
Previsto, anche se non come automatismo, l&#8217;obbligo di adeguare alle decisioni della Bce tutti i tassi di interesse, debitori e creditori
ROMA - Stop al pagamento delle spesso salatissime spese di chiusura dei conti correnti bancari. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>La commissione Bilancio del Senato ha approvato gli emendamenti del governo al decreto legge sulla manovra bis in tema di banche</em><br />
<em>Previsto, anche se non come automatismo, l&#8217;obbligo di adeguare alle decisioni della Bce tutti i tassi di interesse, debitori e creditori</em></p>
<p><strong>ROMA</strong> - Stop al pagamento delle spesso salatissime spese di chiusura dei <a class="lkcorpo2" title="Conti Correnti" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/conti_correnti_online.php">conti correnti bancari</a>. La commissione Bilancio del Senato ha infatti approvato gli emendamenti del governo al decreto legge sulla manovra bis in tema di <a class="lkcorpo2" title="Banche" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/">banche</a> (art.10).<a id="more-26"></a></p>
<p>Le novità principali approvate riguardano dunque l&#8217;eliminazione delle spese di chiusura <a class="lkcorpo2" title="Conti Correnti" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/conti_correnti_online.php">conto corrente</a> e l&#8217;obbligo per gli istituti di credito di modificare i tassi di interesse, in relazione alle decisioni della Banca Centrale Europea, sia per quanto riguarda i tassi debitori che creditori.</p>
<p>Viene però eliminata l&#8217;iniziale condizione che il governo intendeva imporre alle banche di modificare i tassi &#8220;contestualmente e in egual misura&#8221; alle decisioni delle Bce. Quando la Banca centrale modificherà i tassi spetterà alle aziende di credito decidere se e di quanto adeguarsi, nel pieno rispetto dei criteri di libera concorrenza richiamati dall&#8217;Antitrust, con l&#8217;obbligo in ogni caso di darne tempestiva comunicazione all&#8217;utente.</p>
<p>L&#8217;emendamento prevede quindi adesso che &#8220;le variazioni dei tassi d&#8217;interesse conseguenti a decisioni di politica monetaria riguardano contestualmente sia i tassi debitori che quelli creditori e si applicano con modalità tali da non recare pregiudizio al cliente&#8221;.</p>
<p>Su questo punto il governo ha anche recepito un subemendamento dell&#8217;opposizione che ha chiesto che le comunicazioni all&#8217;utente delle modifiche delle condizioni contrattuali vengano comunicate con grande evidenza (in grassetto o con impaginazione adeguata) e che inoltre si informi il cliente che altri istituti di credito possono aver fatto scelte diverse. In pratica che si sollecitino i clienti a verificare i comportamenti, eventualmente più favorevoli, della concorrenza.</p>
<p>In effetti la norma sull&#8217;abolizione delle spese di chiusura dei <a title="Conti Correnti" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/conti_correnti_online.php">conti correnti</a> era già stata applicata spontaneamente da buona parte delle banche soprattutto negli ultimi 12 mesi, in seguito ai richiami del governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi, del presidente dell&#8217;Antitrust Antonio Catricalà, delle associazioni dei consumatori e dell&#8217;Unione europea, anche perché la voce di chiusura conto non esiste in nessun paese europeo.</p>
<p>(fonte: la RepubblicaEconomia.it)
</p>
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		</item>
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		<title>Aspirine, taxi, polizze e banche è la rivoluzione della concorrenza</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2006/polizze-e-banche-la-rivoluzione-della-concorrenza/</link>
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		<pubDate>Sat, 01 Jul 2006 08:52:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Assicurazioni</category>
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		<description><![CDATA[ROMA - Riforme che spesso non costano niente. Eppure capaci di semplificare la vita degli italiani e di far risparmiare qualche euro. Un colpo deciso a vecchi privilegi e a ruggini secolari del nostro Paese.
Erano anni che l&#8217;Autorità Antitrust invocava una simile svolta nelle sue segnalazioni al governo e al Parlamento. Adesso Palazzo Chigi la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA</strong> - Riforme che spesso non costano niente. Eppure capaci di semplificare la vita degli italiani e di far risparmiare qualche euro. Un colpo deciso a vecchi privilegi e a ruggini secolari del nostro Paese.<br />
Erano anni che l&#8217;Autorità Antitrust invocava una simile svolta nelle sue segnalazioni al governo e al Parlamento. Adesso Palazzo Chigi la introduce utilizzando peraltro la corsia preferenziale del decreto. <a id="more-18"></a></p>
<p>Le novità sono &#8220;necessarie e urgenti&#8221;, anche per rispondere agli inviti dell&#8217;Europa. Insomma: valgono da subito, in attesa che le Camere valutino il decreto e lo convertano in legge definitiva. Ma che cosa cambierà, in concreto, da lunedì mattina?</p>
<p>Cambierà, ad esempio, che troveremo l&#8217;aspirina al supermarket, oppure all&#8217;Alimentari sotto casa. La libera vendita riguarderà tutti i farmaci da banco, che non richiedono una prescrizione medica. La decisione è forse un attentato alla vita delle farmacie? Il governo vuole allontanare questo sospetto e precisa che il supermarket dovrà assumere un farmacista, oggi disoccupato, perché guidi e consigli chi compra.</p>
<p>Nella primavera 2005, il sito lavoce. info contò quanti tassisti fossero in servizio a Roma oppure a Milano; e quanti invece nelle principali città del mondo. Il rapporto era avvilente. Barcellona, ad esempio, contava 10 &#8220;auto gialle&#8221; ogni mille abitanti, Roma invece due. Ora il governo prova a moltiplicare i taxi, sanando così il grave disservizio nazionale. Come? Chi ha una licenza potrà comprarne delle altre. In questo modo, il tassista può trasformarsi in imprenditore, qualora decida di assegnare queste nuove licenze ad autisti suoi dipendenti.</p>
<p>Anche in questo caso, il ministro Bersani tenta di parare le critiche della categoria. I Comuni, che venderanno i nuovi permessi di guida, dovranno girare parte dei soldi a quei tassisti che restano con una sola licenza. Altra innovazione sono le licenze con scadenza. C&#8217;è il Giubileo a Roma? Si celebrano le Olimpiadi a Milano? Autisti in servizio temporaneo potranno circolare in città.</p>
<p>Il decreto ribalta, poi, i rapporti di forza tra correntista e <a class="lkcorpo2" title="Servizi Bancari" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/">banca</a>. Oggi tanti istituti bancari cambiano le condizioni del <a class="lkcorpo2" title="Conti Correnti" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/conti_correnti_online.php">conto</a> e il cliente non può che abbassare la testa. Viene informato, certo, ma quando ormai i giochi sono fatti. La riforma Bersani, invece, impone alla banca di preavvisare il correntista vessato. Una lettera, molto chiara, dovrà arrivare un mese prima della variazione. A quel punto, il cliente avrà 2 mesi di tempo per decidere se chiudere il conto. E l&#8217;eventuale addio non dovrà procurargli alcuna spesa.</p>
<p>Finora l&#8217;abbiano vista solo nei film americani. Sono le grandi coalizioni dei consumatori, che si uniscono per fronteggiare i colossi dell&#8217;industria o le istituzioni prive di scrupoli. Ora queste cause collettive vengono introdotte anche in Italia. Gli italiani sotto schiaffo potranno affidarsi, ad esempio, alle associazioni di consumatori riconosciute, I costi della causa si riducono, mentre la forza politica dei &#8220;contestatori&#8221; aumenta in modo esponenziale.</p>
<p><em>(fonte: la Repubblica Economia.it) </em>
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Chiusura conto, in 7 banche su 10 ora è gratuita</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2006/chiusura-conto-in-7-banche-su-10-ora-e-gratuita/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jun 2006 09:27:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[Banche più propense a dare un taglio ai costi dopo le bacchettate ricevute negli ultimi mesi da Unione Europea, Bankitalia, Antitrust, e associazioni dei consumatori sui costi dei conti correnti.
Ancora il 31 maggio nelle sue Considerazioni finali il governatore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi, aveva ricordato che resta ancora molto da fare in fatto di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Banche più propense a dare un taglio ai costi dopo le bacchettate ricevute negli ultimi mesi da Unione Europea, Bankitalia, Antitrust, e associazioni dei consumatori sui costi dei <a class="lkcorpo2" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/">conti correnti</a>.</p>
<p>Ancora il 31 maggio nelle sue Considerazioni finali il governatore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi, aveva ricordato che resta ancora molto da fare in fatto di spese per la chiusura.<a id="more-19"></a> Eppure nel corso degli ultimi dodici mesi qualcosa è cambiato, secondo l&#8217;ultima rilevazione del consorzio <a class="lkcorpo2" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=pattichiari" target="_blank">PattiChiari</a>. Il 71% dei 465 conti correnti offerti sulla piattaforma di confronto del sito web (465 le offerte disponibili in oltre i 20 mila sportelli delle 76 banche che aderiscono all’iniziativa) aperto tre anni fa dall&#8217;associazione bancaria italiana, ha ormai spese di estinzione nulle.</p>
<p>La percentuale di prodotti con spese di estinzione nulle, ovvero incluse già nel canone, è compreso tra il 79% dei prodotti offerti per il profilo “giovani da 18 a 30 anni senza reddito” e il 66% per il profilo “pensionati con esigenze medie”. Il dato medio del 71% rilevato a maggio 2006 è più che raddoppiato se si confronta con il 32% rilevato dall’Osservatorio PattiChiari nel maggio 2005. Per spese di chiusura, si intendono i costi che il cliente sostiene per effettuare le operazioni di estinzione del rapporto di conto corrente escluso il trasferimento titoli. Per questo servizio, infatti le spese da sostenere riguardano il trasferimento di ciascun tipo di titolo in portafoglio e quelle per la chiusura della posizione cliente, il cosiddetto ”dossier titoli”.</p>
<p>I dati diffusi da PattiChiari seguono il lancio della nuova iniziativa approvata a fine maggio dal comitato direttivo del consorzio, al via da ottobre, prevede tempi e costi di chiusura dei conti correnti più chiari e comprensibili. Tra i principali vantaggi: i clienti avranno a disposizione presso tutti gli sportelli aderenti una Guida che descrive in modo chiaro e completo tutte le azioni da effettuare per la chiusura del conto corrente e di tutti i servizi ad esso associati; i clienti riceveranno la rendicontazione completa di ogni singolo servizio regolato sul proprio conto corrente (dagli addebiti delle utenze, alle carte, agli abbonamenti); le banche forniranno, su richiesta del cliente allo sportello, i costi di chiusura dello specifico conto corrente, nonché i costi di trasferimento titoli e chiusura dossier. Quindi tempi e costi chiari per ciascun cliente; per i tempi di chiusura, la banca monitorerà, attraverso un sistema elettronico, il tempo medio impiegato per la chiusura di 4 conti correnti tipo e lo pubblicherà sul sito <a href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=pattichiari" target="_blank">PattiChiari</a>.</p>
<p>Tre le fasi dell&#8217;iniziativa: il 15 ottobre 2006, la realizzazione della guida sulla mobilità e l’informativa standard sui costi di chiusura; il 15 dicembre 2006 la rendicontazione specifica dei servizi regolati sul conti coorenti, la misurazione dei tempi di chiusura e l’informativa sui costi di chiusura; il 12 febbraio 2007 la trasferibilità automatica dei RID bancari.</p>
<p><em>(font: Il Sole 24 Ore.com)</em>
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