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	<title>allFinWeb.com News &#038; Events</title>
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	<description>News &#038; Events allFinWeb.com</description>
	<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 08:15:06 +0000</pubDate>
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		<title>Banche, ABI &#8220;il cliente immigrato è sempre più online&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Aug 2009 14:32:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[(Teleborsa) - Roma, 10 ago - Cresce il numero dei cittadini stranieri che diventano clienti delle banche, e in particolare cresce il numero di chi diventa cliente online. Secondo l&#8217;ultimo monitoraggio Abi sul tasso di sviluppo per tipologia di clientela, il tasso di incidenza dei clienti stranieri che usufruiscono dei prodotti e dei servizi della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(Teleborsa) - Roma, 10 ago - Cresce il numero dei cittadini stranieri che diventano clienti delle banche, e in particolare cresce il numero di chi diventa cliente online. Secondo l&#8217;ultimo monitoraggio Abi sul tasso di sviluppo per tipologia di clientela, il tasso di incidenza dei clienti stranieri che usufruiscono dei prodotti e dei servizi della banca è cresciuto nel 2008 del 9%, portando al 70% circa il livello degli immigrati bancarizzati. Tra i prodotti che hanno registrato un maggiore sviluppo, si distingue l&#8217;home banking con una crescita nell&#8217;anno intorno al 30% rispetto al 2007.<a id="more-482"></a><br />
Secondo l&#8217;indagine Abi dell&#8217;Ufficio Marketing e Customer Satisfaction, il 4,4% dei clienti correntisti delle banche è straniero; lo stesso dato a fine 2007 era pari a circa il 4%. In tale segmento di clientela, i prodotti più diffusi sono i conti correnti a pacchetto, i prestiti personali, i mutui ipotecari e le carte prepagate, segnalando quindi una diffusione marcata dell&#8217;inclusione finanziaria anche nei prodotti di indebitamento, oltre che negli strumenti che rispondono a specifiche esigenze di gestione quotidiana dei pagamenti della clientela immigrata.<br />
Oltre all&#8217;home banking (+28%), tra i prodotti che hanno registrato un maggiore sviluppo tra i correntisti immigrati, si distinguono le carte prepagate (+10%) tra i prodotti di pagamento, le assicurazioni danni e salute (+7%) tra quelli assicurativi, i prestiti personali (+6,5%) tra i prodotti di finanziamento, e l&#8217;accredito di stipendio e pensione in conto corrente (+3%) per quanto riguarda i servizi di pagamento.<br />
Al trend di crescita relativo al fenomeno dell&#8217;immigrazione (quasi 3,5 milioni i cittadini stranieri, il 6% della popolazione in Italia, secondo l&#8217;ultimo rapporto Istat), si accompagna quindi l&#8217;offerta del sistema bancario che ha sviluppato prodotti e servizi allineati ai nuovi bisogni bancari e finanziari di questo segmento di popolazione. L&#8217;analisi Abi-Cespi presentata al Forum CSR 2009, già evidenzia una crescente inclusione finanziaria dei cittadini stranieri, il cui livello di bancarizzazione (pari al 68%) è aumentato del 12% in soli due anni.
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		<title>On line? Per gli italiani il conto corrente è sicuro, la carta di credito no</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 15:51:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[I dati dello studio Online Wellbeing di F-Secure mostrano una diffusa fiducia nella sicurezza dei siti di home banking, mentre la maggioranza dei navigatori ritiene ancora poco sicuro il pagamento con carta di credito in internet
Pagare on line spaventa ancora gli italiani: a guardare i risultati della ricerca Online Wellbeing di F-Secure, realizzata ogni anno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dati dello studio Online Wellbeing di F-Secure mostrano una diffusa fiducia nella sicurezza dei siti di home banking, mentre la maggioranza dei navigatori ritiene ancora poco sicuro il pagamento con carta di credito in internet</em></p>
<p>Pagare on line spaventa ancora gli italiani: a guardare i risultati della ricerca Online Wellbeing di F-Secure, realizzata ogni anno in otto paesi, l’utilizzo della carta di credito in Internet non convince ancora gli italiani, che sono invece più a loro agio nelle operazioni di on line banking.<a id="more-439"></a></p>
<p>Il 50% degli intervistati negli otto paesi oggetto dell’analisi (oltre all’Italia, Gran Bretagna, Francia, Germania, Stati Uniti, Canada, India e Hong Kong) effettua infatti operazioni di on line banking in tutta tranquillità, una percentuale leggermente superiore alla media (53%) in Italia. Opposto il dato relativo all’utilizzo della carta di credito, che rivela come solo il 6% degli utenti si senta sicuro nell’acquisto on line: e il leggero incremento nel campione relativo all’Italia (7%) non fornisce grande consolazione.</p>
<p>Il phishing non sembra preoccupare più di tanto i navigatori dei paesi occidentali: il 54% del campione è abbastanza o molto sicuro di saper riconoscere un’e-mail ingannevole, mentre il 27% non è certo di poter distinguere un messaggio reale da uno di phishing. Gli utenti più consapevoli della minaccia risiedono nel Regno Unito (68%), in Italia (67%) e in Canada (60 per cento).</p>
<p>L’on line banking, invece, sembra godere di una maggiore fiducia da parte degli utenti di Internet: la maggioranza del campione in tutti gli otto paesi si sente al sicuro, con picchi del 63% e del 62% rispettivamente in Stati Uniti e Francia, mentre la percentuale è del 53% per quanto riguarda gli italiani.
</p>
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		<title>Conti correnti e carte prepagate: aumenta richiesta dei giovani, lavoratori atipici e immigrati.</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 12:02:21 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[I risultati di un’indagine condotta dall’Abi su banche e inclusione finanziaria perlano chiaro: sono sempre più i giovani, gli immigrati e i lavoratori anticipi che fanno sempre più richieste di carte prepagate.
La crescente inclusione finanziaria dei giovani è attestata dal fatto che, secondo l’ultimo monitoraggio ABI sul tasso di sviluppo per tipologia di clientela, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I risultati di un’indagine condotta dall’Abi su banche e inclusione finanziaria perlano chiaro: sono sempre più i giovani, gli immigrati e i lavoratori anticipi che fanno sempre più richieste di carte prepagate.</p>
<p>La crescente inclusione finanziaria dei giovani è attestata dal fatto che, secondo l’ultimo monitoraggio ABI sul tasso di sviluppo per tipologia di clientela, in banca i clienti di età fino a 25 anni siano aumentati del 23% nel 2007 (del 17% nel 2006). Rispetto a una media dell’1,5%, la clientela giovane è quella che maggiormente cresce. Carte bancomat e prepagate e conto correnti a pacchetto sono i prodotti più richiesti. <a id="more-434"></a></p>
<p>Tra gli altri servizi bancari richiesti dai giovani, oltre al bancomat, alle prepagate ed ai conti correnti, ci sono anche l’accredito dello stipendio, e l’accesso ai servizi di banca via Internet. Destinati alla clientela immigrata in Italia sono anche altri servizi di conto corrente e di risparmio nuovi nati e che agevolano i primi movimenti bancari.</p>
<p>Si tratta di servizi di microfinanza destinati alla crescente inclusione finanziaria che trova riscontro nell’elevato livello di bancarizzazione (67,9% degli immigrati), aumentato del 12% in soli due anni. Più nel dettaglio, il 37% dei servizi di credito è rivolto ad attività imprenditoriali promosse da donne, immigrati, terzo settore o insediate in aree depresse.
</p>
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		<title>La futura banca è online, crescono le offerte e le agevolazioni.</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 09:01:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[Conti correnti online confronto tassi di interesse, offerte, condizioni. I migliori.
La futura banca è online. Sono sempre più i clienti che scelgono di affidarsi a conti corrente online e i perché sembrano essere semplici. Ora, il più importante è che esistono sono conti correnti come IWBank, We@bank, Websella.it e Fineco Bank-Gruppo Unicredit che sono collegati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Conti correnti online confronto tassi di interesse, offerte, condizioni. I migliori.</em></p>
<p>La futura banca è online. Sono sempre più i clienti che scelgono di affidarsi a conti corrente online e i perché sembrano essere semplici. Ora, il più importante è che esistono sono conti correnti come IWBank, <a href="mailto:We@bank">We@bank</a>, Websella.it e Fineco Bank-Gruppo Unicredit che sono collegati al tasso BCE, diminuito di colpo di 50 punti base tre settimane fa e scenderà ancora e di molto, per cui il rendimento di questi conti si è ridotto e si ridurrà di conseguenza.<a id="more-348"></a></p>
<p>Nell’appena nato panorama dei conti online non poteva certo mancare Banca Mediolanum. La sua nuova offerta consiste nell’offrire il 4,50% netto a chi lascia sul conto almeno 15 mila euro. Si tratta, come nel caso di Barclays 5% netto, di un deposito con pronti contro termine. Il valore netto è relativo quindi a un prodotto finanziario a basso rischio.</p>
<p>C’è poi l’offerta di Allianz Bank, che propone il nuovo Conto Vedo Sunshine, con un tasso attivo lordo pari al 5,01% (3,65% netto), in vigore fino al 31 gennaio 2009, per giacenze inferiori ai 1.500.000 euro. Ing Direct offre ai nuovi clienti di Conto Arancio offre un tasso del 4,75%, lordo per giacenze comprese tra 5.000 e 49.999 euro, 4,90% se i depositi sono compresi tra 50.000 e 99.999 euro e 5,20%, per depositi superiori a 100.000 euro.</p>
<p>Il conto di deposito di Santander Consumer Bank, nel frattempo rilancia il tasso promozionale al 5% lordo (3,65% netto) legato al conto di deposito, ma solo se la giacenza non supera la soglia massima di 50.000 euro, in caso contrario la remunerazione scende alla soglia del tasso a regime, pari al +4% lordo (2,92% netto).
</p>
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		<title>Mutui, finanziamenti, prestiti online su Internet in Italia in forte crescita</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2008 08:37:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Mutui, finanziamenti, prestiti online su Internet in Italia in forte crescita. Confronto offerte e uso banche e servizi in Rete le principali attività svolte.
Con la crisi economica sono fortemente aumentati gli utenti italiani che usano Internet per confrontare finanziamenti, mutui e presiti al consumo valutando al meglio online le offerte e le condizioni.
E&#8217;un trend che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Mutui, finanziamenti, prestiti online su Internet in Italia in forte crescita. Confronto offerte e uso banche e servizi in Rete le principali attività svolte.</em></p>
<p>Con la crisi economica sono fortemente aumentati gli utenti italiani che usano Internet per confrontare finanziamenti, mutui e presiti al consumo valutando al meglio online le offerte e le condizioni.</p>
<p>E&#8217;un trend che da diversi semestri è in costante crescita così come l&#8217;uso delle banche online e che anche nell&#8217;ultima rilevazione fatta da Nielsen Online e CommStrategy si conferma.</p>
<p>Gli italiani che usano i servizi finanziari su Internet sono circa 12 milioni con una crescita vicina al 10%:</p>
<p>1) 4,6 milioni visitano i siti di finanziamenti<br />
2) 3,3 milioni visitano i siti di carte di credito<br />
3) 1,5 i siti visitano i siti di prestiti<br />
4) 1,2 milioni visitano i siti di mutui<a id="more-346"></a></p>
<p>Il finance online raggiunge 12,5 milioni di utenti unici, registrando una crescita sull&#8217;anno del 18% e, in termini assoluti, circa 2 milioni di visitatori in più - commenta Cristina Papini Sales &#038; Project Manager di Nielsen Online -. A fianco a questo andamento positivo, si sta assistendo ad un fenomeno di diversificazione della domanda: inizia infatti a ridursi la concentrazione nel mercato e iprimi tre player passano da una quota di clientela online del 56% ad una del 50%.</p>
<p>MUTUI ONLINE: CONFRONTO E SCELTA</p>
<p>Il mercato dei mutui è anche sul web molto concentrato.</p>
<p>Fra gli specialisti del settore i primi due player coprono quasi l&#8217;intera utenza, più diversificata l&#8217;offerta mutui del banking in generale.<br />
L&#8217;online aiuta nella fase di valutazione e indirizza a un referente qualificato che supporta il processo di apertura. L&#8217;offerta online promette la riduzione delle spese di apertura e gestione, che ancora condizionano pesantemente la possibilità di sostituire un mutuo caro con uno a nuove condizioni.</p>
<p>Le difficoltà economiche spingono a cercare su internet un&#8217;offerta di credito a condizioni più vantaggiose. Così da dicembre 2007 a giugno 2008 gli utenti dei siti dei mutui sono cresciuti del 20% e quelli dei prestiti del 15% - commenta Cristina Papini, Sales &#038; Project Manager di Nielsen Online. - Questo incremento sui siti dei mutui sembra essere autoindotto e non sostenuto dalla spinta in investimenti pubblicitari degli operatori che rispetto al primo semestre 2007 si sono invece fortemente contratti: del 30% su internet e di ben il 39% a totale mezzi.<br />
La caratteristica del mercato dei mutui online, per quanto riguarda i player specializzati, è quella di una grande concentrazione di utenza su pochi player: l&#8217;aggregatore Mutuionline raggiunge il 74% dell&#8217;incidenza sul mercato, seguono poi nell&#8217;ordine i player specializzati veri e propri, Banca per la Casa, Mutuo Arancio, Telemutuo e Woolwich.</p>
<p>(continua sotto la comunicazione pubblicitaria)<br />
In generale l&#8217;aumento dell&#8217;utilizzo degli utenti online del settore mutui è proprio dovuto al fatto che le famiglie in crisi cercano online le soluzioni migliori. Solo online è possibile in ogni momento verificare l&#8217;offerta del mercato, e sono molti i siti nati a questo scopo (mutuionline, migliormutuo, mutuoideale, per citarne alcuni).</p>
<p>BANCHE ONLINE</p>
<p>Anche il banking online mostra segni di crescita consistenti. Nell&#8217;arco dell&#8217;anno è infatti cresciuto del 14%, un milione di utenti in più, con un tasso di crescita mensile dell&#8217;1,7%.</p>
<p>Quel che più impressiona però è il più 24% fatto registrare dalla clientela operativa sul sito, di coloro cioè che effettuano bonifici, pagamenti, ricariche. L&#8217;arena dei fruitori inoltre può rapidamente crescere se pensiamo cheesistono nei 2,6 milioni di persone che visitano i siti senza usufruire dei servizi.</p>
<p>UniCredit è leader con una quota del 6% segue Intesa con il 4%, Fineco e Bancoposta con il 3% e MPS con un reach del 2%.</p>
<p>A livello di crescita delle singole banche online, nell&#8217;anno ottime le performance di Fineco, più 52%, di UniCredit, che presenta un incremento del35%, e di San Paolo, cresciuta del 22%. Mediolanum è la banca che si è dimostrata più capace nell&#8217;acquisizione di clientela non proveniente dall&#8217;online.</p>
<p>Nell&#8217;ambito degli specialisti appare molto elevata l&#8217;incidenza del principale aggregator (mutuionline) sull&#8217;utenza dei 3 top player con quote dell&#8217;82% e del 32%.</p>
<p>&#8220;A metà anno l&#8217;elemento di novità nel mercato dell&#8217;efinance&#8221; commenta Fiamma Petrovich Senior Manager di Commstrategy - è il lancio di CheBanca!. La banca diretta di Mediobanca propone strumenti di deposito, di pagamento e mutui in una logica puramente internettiana. L&#8217;attenzione generata nelle settimane del lancio, che posiziona il nuovo arrivato immediatamente alle spalle dei Top 10 e prima di altre banche internet presenti sul mercato da anni, sembrerebbe indicare una elevata coerenza con le attese dell&#8217;utenza internet. La scelta di questa matricola del banking di rendere disponibile sul web mutui di sostituzione e di rifinanziamento, a zero spese di apertura e gestione, va nella direzione di una risposta tempestiva all&#8217;emergenza caro-mutui.</p>
<p>CHI SONO GLI ITALIANI CHE USANO I SERVIZI FINANZIARI ONLINE</p>
<p>L&#8217;analisi è confermata dai dati riguardanti la suddivisione per generi di utenza; il 73% degli utenti del settore del credito appartiene alla categoria mass, settore ampiamente accresciuto grazie anche alla recessione economica in atto, il 12% dai giovani, categoria meno pressata da incombenze e dunque poco indotta ad accollarsi oneri economici, mentre l&#8217;upper mass raggiunge solo l&#8217;11%.</p>
<p>La metà degli utilizzatori dei siti dei mutui online visita anche i siti dei prestiti e delle carte di credito.
</p>
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		<title>Cinque regole d’oro contro i ladri d’identità</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2008 08:35:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Leggi Norme Circolari</category>
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		<description><![CDATA[Il maresciallo dei carabinieri o l’ispettore del Commissariato di Polizia erano abituati a veder denunciare il furto della nostra carta d’identità. Nessuno di loro, qualche anno fa, avrebbe immaginato che un cittadino si presentasse in caserma per lamentare che qualcuno aveva rubato direttamente la sua identità, sostituendosi al malcapitato, agendo in nome e per conto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il maresciallo dei carabinieri o l’ispettore del Commissariato di Polizia erano abituati a veder denunciare il furto della nostra carta d’identità. Nessuno di loro, qualche anno fa, avrebbe immaginato che un cittadino si presentasse in caserma per lamentare che qualcuno aveva rubato direttamente la sua identità, sostituendosi al malcapitato, agendo in nome e per conto suo combinandone davvero di tutti colori.</p>
<p>Pur incredibili, sono – purtroppo – storie di tutti i giorni, episodi che vedono sventurati protagonisti il vicino di casa o il collega di lavoro, vicende di cui scongiuriamo il verificarsi senza esitare ad incrociare le dita o a far scaramanticamente d’altro. L’ultimo caso a Genova. I “ladri” hanno comprato quattro telefoni cellulari e, utilizzando i dati anagrafici e bancari di una ignara signora, le hanno intestato tutte le utenze, rischiando di svuotarle il conto corrente.<a id="more-301"></a></p>
<p>Chi ci capita si trova dinanzi due avversari: il micidiale operato del malfattore da una parte, l’incredulità e la diffidenza degli interlocutori dall’altra. La novità spiazza le istituzioni ed è comprensibile che si resti spiazzati dinanzi a racconti kafkiani di vite scippate con l’utilizzo fraudolento di dati altrui.</p>
<p>Le conseguenze di questo furto tanto immateriale quanto gravissimo non sono difficili da ipotizzare. Il fenomeno in realtà non è nuovo e il codice penale già prevede il reato di “sostituzione di persona”, ma i moderni strumenti tecnologici a disposizione di tutti e il diffondersi di Internet ne hanno moltiplicato le possibilità di messa in opera.</p>
<p>Quello che gli americani da tempo chiamano “ID-theft” o “identity theft” prende forma quando un malintenzionato viene a conoscenza di una quantità sufficiente di dati personali della potenziale vittima. Possono bastare nome, cognome, data di nascita, un indirizzo e possibilmente qualche informazione bancaria come il numero di conto o quello della carta di credito con relativa scadenza: in Internet sono questi i nostri connotati e bastano per presentarsi, stipulare contratti, comprare, fare.</p>
<p>L’uso criminale delle informazioni personali può mettere nei guai lo sventurato cui tocca in sorte: la scalognata vittima può essere chiamata a rispondere di azioni cui è totalmente estraneo.</p>
<p>Ci sono stati tanti casi anche nella vita “reale” in cui i dati di un ignaro cittadino riportati su documenti contraffatti hanno innescato grattacapi e problemi legali davvero significativi. C’è chi si presenta con una patente falsa (o magari una sua semplice fotocopia abilmente contraffatta) e un piccolo acconto da un concessionario di auto: l’acquisto e il ritiro della vettura sono condizionati da un finanziamento che viene intestato all’inconsapevole capro espiatorio dell’imbroglio: le rate del prestito non vengono pagate e l’istituto che lo ha erogato si rivolge ovviamente al soggetto corrispondente ai dati anagrafici dichiarati dal truffatore e comprovati dal documento falsificato opportunamente acquisito in copia al momento della stipula. Il calvario per dimostrare la propria estraneità alla vicenda è davvero penoso.</p>
<p>Se è molto impegnativo riguadagnare la serenità dopo che si è finiti in questo girone infernale, costa poca fatica adottare una serie di cautele per evitare di cadere in simili situazioni.</p>
<p>La prima cautela da adottare è quella di avere debito rispetto delle informazioni che ci riguardano, cercando di evitarne una inutile diffusione a giro d’orizzonte. Quanti, ad esempio, compilano moduli per ottenere una tessera-sconti oppure rispondono a questionari sperando in un improbabile premio? Se si riflette su queste banali circostanze ci si accorge che è capitato anche a noi di fornire nostri dati personali con una certa leggerezza e ci si rende conto che forse era una cosa che si poteva facilmente evitare. Non sappiamo chi tratterà quelle notizie e, nonostante la legge sulla privacy abbia posto regole rigide e sanzioni severe, è frequente un uso illecito dei dati da parte di un eventuale dipendente infedele o a seguito della violazione degli archivi elettronici per opera di un nemmeno troppo leggendario hacker.</p>
<p>Il secondo consiglio è quello di cercare di ricordare i soggetti cui i dati sono stati affidati o di rammentare i luoghi in cui il nostro documento è stato fotocopiato per accedere ad un determinato ufficio o eseguire una certa operazione. Spesso una fotocopia mal riuscita finisce nel cestino della cartaccia; quando questo viene svuotato ci potrebbe essere qualcuno che – frugando nell’immondizia – potrebbe recuperarla e immaginare subito mille opportunità di collage, fotomontaggio o altro utilizzo truffaldino. L’esemplare storto, troppo scuro o semplicemente non perfetto si deve pretendere che venga sminuzzato con il distruggi-documenti o con altro sistema che dia idonee garanzie. Chi ci chiede di fotocopiare patente o carta di identità deve essere informato (anche se dovrebbe saperlo autonomamente) sulla necessità di custodire quanto riprodotto nel rispetto delle misure di sicurezza stabilite dal decreto legislativo 196/2003 in materia di riservatezza dei dati.</p>
<p>La terza raccomandazione riguarda Internet e i “form” (o moduli elettronici) da compilare per ottenere l’accesso ad un sito web, l’iscrizione ad un forum, l’erogazione di un servizio telematico e così via: se proprio non si può fare a meno di riempire la pagina dei dati personali, ci si limiti all’inserimento delle informazioni “obbligatorie” evitando di regalare dettagli che – apparentemente superflui – possono essere molto interessanti per il malintenzionato di turno.</p>
<p>Quarta, e certamente non ultima, esortazione: occhio ai curriculum pubblicati online, perché c’è chi di mestiere circola in Rete per rastrellare profili di persone da riutilizzare per i più diversi scopi. Se si cerca lavoro, Internet è senza dubbio un’ottima vetrina, ma anche in questo caso molti dettagli è preferibile rinviarli al momento del contatto diretto (magari in posta elettronica) con l’azienda o chi altro sia interessato a darci un’opportunità di occupazione. Il primo banale trucco per sopravvivere al furto di identità è quello di indicare nel curriculum vitae solo l’anno di nascita (evitando dettagli pericolosamente riutilizzabili come giorno e mese e ancor peggio il codice fiscale).</p>
<p>Se ci fosse un “quinto comandamento” è ovviamente “aver fiducia nelle Forze dell’Ordine”: Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza sono a disposizione per entrare in azione facendo scendere in campo investigatori che hanno grande capacità per misurarsi in sfide difficili come questa. Bisogna aver fiducia della “gente in divisa” e, soprattutto, non bisogna tardare a chiederne l’intervento. Spesso si esita a sporgere denuncia e il tempo perso gioca a favore di furbi e delinquenti: non diamogli altro vantaggio!
</p>
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		<title>Conti correnti più salati</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Sep 2008 11:20:22 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[In arrivo la commissione che sostituirà ilmassimo scoperto 

Se siete al mare sotto l’ombrellone o in cima ai monti, fate attenzione, al rientro dalle ferie potreste trovare amare sorprese sul vostro conto in banca.
Le banche stanno lavorando freneticamente per sostituire il massimo scoperto, una delle commissioni più odiate da imprenditori, artigiani e privati che utilizzano i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In arrivo la commissione che sostituirà ilmassimo scoperto <br />
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Se siete al mare sotto l’ombrellone o in cima ai monti, fate attenzione, al rientro dalle ferie potreste trovare amare sorprese sul vostro conto in banca.</p>
<p>Le banche stanno lavorando freneticamente per sostituire il massimo scoperto, una delle commissioni più odiate da imprenditori, artigiani e privati che utilizzano i fidi bancari con un altro marchingegno che, in certi casi, potrebbe essere ancora più costoso del precedente. L’Associazione bancaria italiana (Abi) e la Banca d’Italia hanno dichiarato la fine della commissione di massimo scoperto (Cms) che, come è noto, è applicata sulla punta massima trimestrale dello scoperto di conto, anche se si realizza per brevi periodi ed anche se il debito è contenuto nel limite del fido.<a id="more-290"></a></p>
<p>La decisione è stata presa sotto la pressione non solo delle associazioni di difesa dei consumatori, ma soprattutto sotto i colpi dei Tribunali che, specie negli ultimi mesi, hanno messo sul banco degli accusati (in sede civile - per rimborso di danni - ma addirittura in sede penale - per applicazione di tassi usurari- ) le banche ed i loro direttori. Tuttavia nel mondo del credito nessuno sembra voler rinunciare alla gallina dalle uova d’oro: la Cms è infatti è una fonte di ricche commissioni per il sistema bancario. Secondo un’indagine dell’Antitrust, la media della Cms è pari allo 0,66% dei fidi utilizzati. In pratica, se le banche aumentassero di 0,66% il tasso medio ai clienti otterrebbero lo stesso risultato, ma scatenando reazioni imprevedibili.</p>
<p>Insomma, abolita la commissione di massimo scoperto, se ne introduce un’altra. Ecco quindi uffici studi, uffici legali, uffici marketing al lavoro per trovare una fonte alternativa di reddito. Molte banche si stanno orientando verso una commissione per la concessione del fido, applicata trimestralmente sull’importo del credito concesso. Ma attenzione: la commissione si applica indipendentemente dall’utilizzo effettivo del fido. Vediamone gli effetti considerando un fido di 100 mila euro utilizzato per tre mesi solo al 50% - perché, fortunatamente per lui, il debitore ha un buon equilibrio finanziario - con una commissione «concessione fido» dello 0,2%. Con un tasso del 15% pagherà 1.875 euro d’interessi oltre a 200 euro fissi; costo effettivo circa il 18%; se l’utilizzo avviene solo per un mese, il costo effettivo sale al 22% circa. Un aggravio di costo variabile, a seconda dei casi indicati, dal 20% al 45%.</p>
<p>Insomma, al rientro dalle ferie, sarà bene contattare subito il direttore della propria banca. Innanzitutto per esigere la comunicazione in forma scritta dell’importo del fido in essere - oggi è una prassi non molto diffusa - per giustificare la commissione trimestrale.</p>
<p>In secondo luogo per negoziare la nuova commissione, e magari chiederne l’azzeramento: già oggi ci sono casi di «franco massimo scoperto». Terzo: fare valutazioni approfondite (non certo facili specie per i piccoli affidati) per vedere se conviene continuare a pagare la Cms o la nuova commissione. Già perché almeno per un periodo transitorio resteranno probabilmente in essere entrambe, lasciando la decisione al cliente.</p>
<p>Attenzione a non fare l’errore di ridurre il fido in essere: se per caso il debitore che oggi ha un buon equilibrio finanziario e non utilizza al 100% i limiti concessi puntasse a risparmiare ma poi si trovasse all’improvviso a dover utilizzare di più (per una grossa fornitura insoluta, essante, ecc.) si troverebbe a dover subire altre, pesanti penali per sconfinamento o addirittura a vedersi negata la possibilità di sconfinare, con tutte le conseguenze immaginabili.
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		<title>Banche: i dodici consigli dell&#8217;Abi per l&#8217;home banking sicuro</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 10:33:12 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[Roma, 18 ago (Velino) - Abi Lab, il Consorzio per la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie per la banca promosso dall’Abi, ha realizzato un poster, che da settembre sarà affisso nelle banche di tutta la penisola, con le principali regole per operare online in modo veloce, comodo e soprattutto sicuro. I conti correnti abilitati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 18 ago (Velino) - Abi Lab, il Consorzio per la ricerca e lo sviluppo delle tecnologie per la banca promosso dall’Abi, ha realizzato un poster, che da settembre sarà affisso nelle banche di tutta la penisola, con le principali regole per operare online in modo veloce, comodo e soprattutto sicuro. I conti correnti abilitati ad operare via Internet – spiega una nota di Palazzo Altieri - sono oltre 12 milioni, il 65 per cento dei quali (circa 8 milioni) sono effettivamente attivi ed utilizzati più di una volta a settimana. Ma cosa bisogna sapere e come ci si deve comportare per operare con la propria banca via internet e dormire sonni tranquilli? <a id="more-283"></a></p>
<p>Per difendere il proprio computer da “sguardi” indiscreti gli esperti di Abi Lab consigliano di installare e mantenere aggiornati i software di protezione (antivirus e antispyware), ed effettuare delle scansioni periodiche oltre che aggiornare costantemente il sistema operativo e gli applicativi del computer, installando solo gli aggiornamenti ufficiali disponibili sui siti delle aziende produttrici. Il Consorzio invita inoltre a proteggere il traffico in entrata e in uscita dal computer con programmi di filtraggio del flusso di dati (firewall) e, durante la navigazione sul web, a non permettere attività da remoto non autorizzate ma acconsentire solo all’installazione di programmi di cui puoi verificare la provenienza. Abi Lab chiede infine di prestare attenzione a qualsiasi modifica improvvisa delle impostazioni di sistema o ad eventuali peggioramenti delle prestazioni generali che possono indicare infezioni sospette nonché di verifica l’autenticità della connessione con la banca, controllando con attenzione il nome del sito nella barra di navigazione. Se è presente – sottolinea la nota -, “clicca” due volte sull’icona del lucchetto (o della chiave) in basso a destra nella finestra di navigazione e verifica la correttezza dei dati che vengono visualizzati.</p>
<p>Per evitare le “trappole”, gli esperti di Abi Lab suggeriscono di diffidare di qualunque richiesta di dati relativi a carte di pagamento, chiavi di accesso all’home banking o altre informazioni personali. La banca, infatti, non chiederà mai queste informazioni via e-mail. Per connettersi al sito della banca, è meglio scrivere direttamente l’indirizzo nella barra di navigazione piuttosto che cliccare su link presenti in e-mail sospette: questi potrebbero condurre l’utente a siti contraffatti, molto simili all’originale. Il Consorzio esorta poi a controllare regolarmente le movimentazioni del proprio conto corrente per assicurarsi che le transazioni riportate siano quelle realmente effettuate e a diffidare di qualsiasi messaggio (di posta elettronica, siti web, contatti di instant messaging, chat o peer-to-peer) che inviti a scaricare programmi o documenti dei quali si ignori la provenienza. Abi Lab, consiglia anche di far attenzione ad eventuali anomalie rispetto alle abituali modalità con cui viene richiesto l’inserimento dei dati personali sul sito di home banking e, in via generale, a non consegnare i propri dati senza essere sicuri dell’identità di chi li sta chiedendo.
</p>
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		<item>
		<title>Zero spese e alta remunerazione. E&#8217; nata la concorrenza tra banche</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 09:13:57 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[ROMA - Il 2008 sarà l&#8217;anno del boom dei conti correnti on line. A lanciare la scommessa è Osservatorio Finanziario, l&#8217;istituto che dal 2002 monitora l&#8217;e-banking. &#8220;I conti on line adesso sono un milione e mezzo, ma raddoppieranno in breve tempo&#8221; assicura Francesca Tedeschi, responsabile di OF. Per due ragioni: la prima è costituita dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA - Il 2008 sarà l&#8217;anno del boom dei conti correnti on line. A lanciare la scommessa è Osservatorio Finanziario, l&#8217;istituto che dal 2002 monitora l&#8217;e-banking. &#8220;I conti on line adesso sono un milione e mezzo, ma raddoppieranno in breve tempo&#8221; assicura Francesca Tedeschi, responsabile di OF. Per due ragioni: la prima è costituita dal pacchetto liberalizzazioni firmato dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, grazie al quale sono state abrogate le spese di chiusura conto, e si è dato il via alla mobilità dei correntisti. La seconda è &#8220;l&#8217;ingresso nell&#8217;attività lavorativa della cosiddetta generazione Internet, che chiede condizioni trasparenti e costo zero&#8221;. In definitiva chi è abituato a operare in Rete non intende pagare costi come quelli ai quali le altre generazioni erano ormai abituate, come i 3-4 euro chiesti ancora oggi allo sportello per un bonifico. E infatti il numero dei conti on line a costo zero, secondo le rilevazioni di OF, è cresciuto nell&#8217;ultimo anno del 150 per cento. <a id="more-171"></a></p>
<p>Costo zero e remunerazione. In definitiva, rilevano gli analisti di Osservatorio Finanziario, tra il 2007 e il 2008 è nata la concorrenza bancaria, quella vera. Allettati da una clientela potenziale sempre più ampia, le banche si sfidano finalmente sulle condizioni di conto, offrendo in modo ormai praticamente generalizzato il &#8216;costo zero&#8217; (non male dopo che persino il governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi aveva puntato più volte il dito contro i costi eccessivi dei conti italiani, decisamente esorbitanti se confrontati con quelli degli altri Paesi europei). E poi sulla remunerazione, tanto che quello che per decenni è stato un (costoso) servizio adesso è diventato un piccolo investimento. I tassi d&#8217;interesse attivi sono arrivati fino al 6 per cento lordo, anche se solo in promozione.</p>
<p>La rivoluzione è solo su Internet. Tuttavia la rivoluzione non riguarda, naturalmente, l&#8217;intero mondo bancario. Ad essere competitivi, a sfidarsi a colpi di offerte sempre più vantaggiose sono solo i conti corrente on line, non quelli tradizionali, che sono rimasti nel tempo piuttosto simili a se stessi. Non solo: appena dal conto on line si chiede una qualunque operazione allo sportello, i vantaggi si trasformano in svantaggi. Un&#8217;operazione allo sportello per il titolare di un conto Internet può costare anche cinque euro, anche se si tratta di un semplice prelievo di contante. E ci sono conti, come il BNL Revolution, che oltre al costo dell&#8217;operazione addebitano sul conto del cliente nei mesi in cui si eseguono operazioni allo sportello anche una sorta di &#8216;tassa&#8217; (per questo prodotto il costo è di 6,90 euro al mese).</p>
<p>Il 2008 &#8216;anno della buona banca&#8217;. Ma, in fondo, siamo solo all&#8217;inizio. E&#8217; solo in questi mesi, spiegano gli analisti di Osservatorio Finanziario, che si sta veramente passando da un prodotto di nicchia a un prodotto per la generalità del mercato: &#8220;Sta cambiando la mentalità - osserva Francesca Tedeschi - Le persone vogliono vederci chiaro, pretendono i fogli informativi, utilizzano i call center. La concorrenza è fatta anche di trasparenza, e di rapidità. Finalmente ci sono le banche che adeguano anche il tasso attivo agli aumenti dell&#8217;Euribor, non solo quello passivo&#8221;. E infatti Osservatorio Finanziario ha proclamato il 2008 &#8220;l&#8217;anno della buona banca&#8221;.</p>
<p>Le novità principali. Secondo il Rapporto 2008 di Osservatorio Finanziario (che considera solo i conti correnti on line, stilandone anche una classifica), le spese per tenuta conto nel 2007 sono scese del 68 per cento rispetto al 2005 e del 25 per cento rispetto all&#8217;anno scorso. I tassi creditori sono all&#8217;1,08 per cento mentre il tasso debitore sfiora quota 12,13 per cento. Le spese di chiusura conto sono azzerate, ma in diversi casi ci sono vari costi occulti.</p>
<p>Aumentano i prodotti. Ormai quasi tutti i gruppi bancari, e anche le Poste, si sono lanciate nel business dell&#8217;on line. Nel 2007 sono stati lanciati otto nuovi prodotti, circostanza che ha contribuito a portare le spese di tenuta conto dai 38 euro del novembre 2006 ai 28,5 del gennaio 2008 (nel giugno del 2005 erano 98,5 euro). E i prodotti a canone zero sono aumentati del 150 per cento in un anno.</p>
<p>E i rendimenti. Ai primi posti nella classifica di Osservatorio Finanziario ci sono i conti che offrono i rendimenti migliori: Conto IW (4 per cento) di IW Bank, Conto me di BPM (3,9), Websella.it di Banca Sella (3,75), Conto Fineco (3,75), Conto Santander (3,75), che però, come Conto Arancio di Ing Direct, non è un conto corrente, ma un conto di deposito. Tuttavia osservando la classifica di OF ci si rende conto che la remunerazione è offerta ancora solo da una minoranza dei conti correnti on line. Alcuni conti ne offrono una minima, che si avvicina più a quella dei conti correnti tradizionali: per il Conto BancoPosta è 0,50, per il Conto Ulisse di Mps è 0,2 per cento. E altri ancora, come ZeroTondo di Intesa SanPaolo, non ne offrono alcuna. Ma la tendenza a offrire una remunerazione alta diventa sempre più netta: in questi giorni Barclays e Cariparma hanno lanciato due nuovi prodotti ad alto rendimento, con tasso creditore d&#8217;ingresso rispettivamente al 5 e 4 per cento lordo.</p>
<p>Banche buone e cattive. L&#8217;analisi di Osservatorio Finanziario sui comportamenti delle banche, che vengono divise in &#8216;buone&#8217; e &#8216;cattive&#8217;, è molto accurata. Viene apprezzata per esempio la prontezza di alcune banche, tra le quali la BPM, Fineco, Sella e Santander ad adeguare rapidamente il tasso d&#8217;interesse attivo all&#8217;Euribor. Ma vengono bacchettate quelle che non solo non azzerano i costi, ma li aumentano, come il Conto Stile Concreto di Carige. E che mantengono &#8217;spese occulte&#8217;, come la Banca Popolare di Bari che tra le voci di costo include &#8220;spese annuali di tenuta conto in aggiunta a ogni altra tipologia di spesa: 45 euro&#8221;. Ma ci sono molti altri esempi di questo tipo. Il cliente, insomma, deve ancora stare in guardia, e leggere tutto, fino all&#8217;ultima riga.</p>
<p><em>(fonte: Repubblica.it)</em>
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		<title>Frodi online e phishing: ecco come difendersi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 15:26:08 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[I pirati informatici non vanno mai in vacanza. Anzi, nell&#8217;era del web 2.0, in cui il numero dei servizi che vengono gestiti online cresce sempre di più, i periodi festivi sono particolarmente amati dagli hacker. E&#8217; qui, infatti, che vengono effettuati un gran numero di bonifici, vaglia, e incassi. Il pericolo numero uno per i cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pirati informatici non vanno mai in vacanza. Anzi, nell&#8217;era del web 2.0, in cui il numero dei servizi che vengono gestiti online cresce sempre di più, i periodi festivi sono particolarmente amati dagli hacker. E&#8217; qui, infatti, che vengono effettuati un gran numero di bonifici, vaglia, e incassi. Il pericolo numero uno per i cittadini si chiama phishing, ovvero le migliaia di mail fasulle che girano tra le caselle di posta elettronica con l&#8217;obiettivo di catturare password e codici di bancomat e carte di credito. Le mail sfruttano nomi autorevoli per ingannare meglio il navigatore.<a id="more-138"></a></p>
<p>In questi giorni è toccato alla Polizia postale, che ha subito avvertito i cittadini: «attenzione, è un nuovo tentativo di phishing». La truffa, che sfrutta l&#8217;indirizzo di posta <a href="mailto:polizia@postale.it">polizia@postale.it</a>, mira a prosciugare il conto corrente di chi risponde alla mail inserendo i propri dati o cliccando su un link che indirizza ad un sito web fraudolento. Prima della Polizia postale è stata la volta delle Poste italiane e di alcuni istituti di credito. Il 90% degli italiani ha paura di truffe e frodi dei propri dati personali, mentre per il 74% il loro numero crescerà nel prossimo futuro, rivela una ricerca condotta da Rissc (Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità) e commissionata da Cpp Italia (protezione delle carte di pagamento) e Crif (protezione dati personali). Eppure, nonostante gli intervistati additino Internet come luogo privilegiato per questo genere di truffe, nella maggioranza dei casi -secondo la ricerca- i furti di identità avvengono in operazioni quotidiane nella vita &#8220;reale&#8221;. E&#8217; il caso, per esempio, del furto, smarrimento o clonazione della carta di credito.</p>
<p>Emerge quindi uno scetticismo nei confronti di Internet legato probabilmente ad una sua scarsa conoscenza. In un periodo in cui le transazioni online sono in crescita, infatti, una serie di accortezze possono permettere una navigazione più serena. La prima soluzione è utilizzare browser che siano in grado di difenderci dai rischi principali, come Explorer 7 e Firefox 2. Le falle possono però sempre esserci: un blogger, Raff Aviv, ha recentemente illustrato con un video su Internet come l&#8217;ultima versione di Firefox sia scoperta di fronte ad alcune possibilità di phishing. Anti-phishing Italia consiglia di non navigare mai su Internet in modalità &#8220;amministratore di sistema&#8221;, scegliendo account che abbiano funzionalità limitate per la navigazione online, in modo da evitare l&#8217;installazione di programmi maligni sul pc, o che malintenzionati ne assumano il controllo. E&#8217; inoltre preferibile utilizzare il computer con una password d&#8217;accesso, per ridurne l&#8217;utilizzo da parte di terzi, e aggiornare l&#8217;antivirus ogni volta che viene richiesto.</p>
<p>Non solo. L&#8217;installazione di un firewall, ovvero una barriera di protezione tra il computer e Internet, e il suo continuo aggiornamento, è un&#8217;altra avvertenza da non dimenticare mai. Poi ci sono le precauzioni che dipendono dall&#8217;attenzione dell&#8217;utente. La prima è quella di non aprire tutte le mail e gli allegati, ma di verificarle con l&#8217;antivirus e prestare attenzione alla loro origine. Importante anche evitare di fornire i propri dati personali via e-mail, in particolare se si tratta di informazioni bancarie. Per quanto riguarda le transazioni online, infine, è preferibile non utilizzare carte di credito o bancomat, ma le carte prepagate, senza però caricare cifre superiori a poche centinaia di euro.</p>
<p><em>(fonte: ilSole24Ore.com)</em>
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