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	<title>allFinWeb.com News &#038; Events</title>
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	<description>News &#038; Events allFinWeb.com</description>
	<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:46:03 +0000</pubDate>
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		<title>Acquisti sicuri online</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Apr 2008 11:47:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Usare la carta di credito sul web non è pericoloso: ecco come evitare ogni rischio
Uno dei maggiori ostacoli alla diffusione degli acqusti online è la diffidenza degli italiani nell&#8217;utilizzo su internet delle carte di credito, il metodo di pagamento più comodo e più utilizzato dai siti di e-commerce. In realtà, se si ha l&#8217;accortezza di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Usare la carta di credito sul web non è pericoloso: ecco come evitare ogni rischio</em></p>
<p>Uno dei maggiori ostacoli alla diffusione degli acqusti online è la diffidenza degli italiani nell&#8217;utilizzo su internet delle carte di credito, il metodo di pagamento più comodo e più utilizzato dai siti di e-commerce. In realtà, se si ha l&#8217;accortezza di rivolgersi solo a operatori &#8220;seri&#8221;, che affidano i pagamenti a piattaforme sicure gestite da banche e società specializzate, il rischio di truffa è decisamente inferiore a quello che si corre consegnando la carta di credito al cameriere di una pizzeria.<a id="more-203"></a></p>
<p>Riconoscere una piattaforma di pagamento sicura è semplice: l&#8217;indirizzo web della pagina nella quale viene richiesta l&#8217;immissione dei dati della propria carta inizia con &#8220;https&#8221; anziché &#8220;http&#8221;, e sulla barra degli indirizzi (o su quella di stato) del browser appare il simbolo di un lucchetto, che &#8220;certifica&#8221; il fatto di trovarsi su un sito che utilizza il protocollo SSL che rende impossibile a eventuali malintenzionati di intercettare e decifrare i dati &#8220;sensibili&#8221;.<br />
Per chi ancora nutre dei dubbi, comunque, alcune banche offrono sistemi prepagati da utilizzare per gli acquisti online, che sottraggono la propria carta di credito al rischio di clonazione.<br />
Ovviamente è importante anche non farsi &#8220;accalappiare&#8221; nelle reti tese dai truffatori online ai navigatori più sprovveduti. E&#8217; il caso ad esempio del diffusissimo &#8220;phishing&#8221;: se ti arriva una email dalla tua banca o da un sito di vendite online (soprattutto eBay) che ti chiede informazioni sulla carta di credito e/o la password per accedere al tuo conto corrente, magari con la scusa di un aggiornamento apportato al sistema o dell&#8217;attivazione di una speciale &#8220;promozione&#8221;, cancellala ed evita accuratamente di fornire i tuoi dati. E&#8217; solo un &#8220;trucco&#8221; per ottenere l&#8217;accesso al tuo conto corrente.
</p>
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		<title>Rate senza trappole, nuove regole europee</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jan 2008 10:58:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
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		<description><![CDATA[Più concorrenza e più trasparenza mercato unico nel credito al consumo
Comprare un&#8217;auto a Berlino o un cellulare a Oslo, piuttosto che un computer a Madrid o un frigorifero nuovo a Varsavia, e pagarli a rate, con regole uguali per tutti, tassi di interesse trasparenti e comprensibili e diritto di recesso entro 14 giorni dall&#8217;acquisto. Se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Più concorrenza e più trasparenza mercato unico nel credito al consumo</em></p>
<p>Comprare un&#8217;auto a Berlino o un cellulare a Oslo, piuttosto che un computer a Madrid o un frigorifero nuovo a Varsavia, e pagarli a rate, con regole uguali per tutti, tassi di interesse trasparenti e comprensibili e diritto di recesso entro 14 giorni dall&#8217;acquisto. Se poi si decide di estinguere il debito senza aspettare la rata mensile, nessun divieto, solo il pagamento di un indennizzo fissato in partenza. I cittadini europei potranno scegliere se e da chi farsi prestare i soldi per i loro acquisti senza paura di rimanere fregati, o almeno avendo a disposizione tutte le informazioni per una decisione consapevole, e sfruttare così i vantaggi del mercato unico europeo. Questo il senso della nuova direttiva sull&#8217;uniformazione del credito al consumo che dopo una gestazione durata qualche anno - la prima proposta di regolamentazione uniforme era stata presentata nel 2004 - ha visto la luce a Strasburgo pochi giorni fa.<a id="more-148"></a></p>
<p>Dopo i negoziati portati avanti dal relatore Kurt Lechner, l&#8217;Europarlamento ha adottato un testo frutto di numerosi compromessi raggiunti tra i gruppi politici e i rappresentanti del Consiglio. La direttiva sarà pubblicata i prossimi giorni nella Gazzetta ufficiale europea e scatterà il termine di due anni entro il quale gli Stati membri dovranno recepire e applicare le sue disposizioni.</p>
<p>Obiettivi del testo normativo sono quelli di stimolare il mercato europeo del credito al consumo, rafforzare i diritti dei consumatori e favorire un vero mercato unico del credito. Oggi ci sono 27 mercati nazionali che di fatto impediscono ai consumatori e ai creditori europei di usufruire o di effettuare offerte sui contratti transfrontalieri e quindi di beneficiare dei vantaggi del mercato unico. I crediti al consumo transfrontalieri costituiscono solo l&#8217;1% del volume totale.</p>
<p>La direttiva dovrebbe assicurare un alto livello di protezione e una corretta informazione dei consumatori, oltre che migliorare la chiarezza della legislazione comunitaria (uniformando le tre direttive precedenti) in materia. Alla luce dei dati nazionali Istat pubblicati in questi giorni - secondo i quali la metà delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese - si capisce l&#8217;importanza che riveste il credito al consumo. Più della metà degli italiani ha conti in sospeso con banche e finanziarie, rileva Altroconsumo, mentre Assofin fa sapere che le formule preferite dagli italiani sono i prestiti personali e la cessione del quinto dello stipendio.</p>
<p>Il volume d&#8217;affari di questo mercato - che in Europa ammonta a più di 800 miliardi di euro - è particolarmente consistente nel Regno Unito, in Irlanda, in Germania e in Austria. Mediamente rappresenta il 18% dei ricavi lordi delle banche (al dettaglio), con una crescita annua media dell&#8217;8%. Secondo dati della BCE citati dalla Commissione, i tassi di interesse della zona euro variano da un minimo del 6% in Finlandia un massimo del 12% in Portogallo. In Italia siamo al 9,4%.</p>
<p>La direttiva appena approvata dovrà essere applicata a tutti i contratti di credito compresi tra i 200 e i 75.000 euro, che prevedano il pagamento di interessi (esclusi quelli garantiti da un&#8217;ipoteca sui beni immobili e terreni). Sono contemplate nella direttiva anche le classiche carte di credito, mentre sono escluse le carte di debito differito, che prevedono il rimborso del credito entro tre mesi e le cui spese sono irrilevanti, cioè le cosiddette carte revolving.</p>
<p>Passo fondamentale del testo è rappresentato dalle disposizioni dettagliate riguardo all&#8217;informazione di base che deve essere fornita ai consumatori prima della conclusione di un contratto di credito: devono essere presentate «in forma chiara, concisa e graficamente evidenziata con l&#8217;impiego di un esempio». Devono essere messi in evidenza: il tasso debitore (fisso o variabile, corredato delle spese addebitate), l&#8217;importo totale del credito, il tasso annuo effettivo globale, la durata del contratto e - se del caso - l&#8217;importo totale che il consumatore è tenuto a pagare e l&#8217;importo delle rate. Il tutto prima che il contratto venga stipulato, così da fornire al consumatore tutte le informazioni necessarie per raffrontare le varie offerte, e prendere poi una decisione con cognizione di causa. I dati devono essere forniti mediante un modulo standard uguale per tutta l&#8217;UE.</p>
<p>Ma non è tutto: le informazioni devono comprendere anche le eventuali conseguenze in caso di mancati pagamenti, le garanzie richieste, il diritto di recesso - che può avvenire anche senza un giustificato motivo - e il diritto al rimborso anticipato. Quest&#8217;ultimo rappresenta uno dei punti più controversi della direttiva. In caso di rimborso anticipato, si attribuisce al creditore il diritto a un indennizzo che dovrà essere «equo e oggettivamente giustificato» per eventuali maggiori costi sostenuti. La cifra non potrà comunque superare l&#8217;1% dell&#8217;importo del credito rimborsato in anticipo.</p>
<p>Secondo Monique Goyens, dell&#8217;Ufficio europeo delle Unioni dei consumatori, «oggi in alcuni Stati c&#8217;è il rischio che al momento del rimborso anticipato l&#8217;organismo finanziario vi faccia pagare la totalità degli interessi. E questo è assolutamente inaccettabile. Nella versione attuale la proposta presentata al Parlamento europeo vuole armonizzare al massimo le legislazioni. Anche in negativo. Per esempio in Francia c&#8217;è il divieto di imporre una penale per il rimborso anticipato. Con la direttiva questo divieto verrebbe a cadere, sfavorendo i consumatori».</p>
<p>In generale comunque c&#8217;è soddisfazione per la novità che arriva da Strasburgo. Helen Kearns portavoce della commissaria europea alla protezione dei consumatori, afferma che «la nuova direttiva mette in piedi 5 o 6 elementi chiave che renderanno più facile per i cittadini europei comparare le offerte di credito, in maniera trasparente e competitiva. In particolare per quanto riguarda la pubblicità che dovrà riportare dati standard e confrontabili». Il relatore tedesco Kurt Lechner rassicura poi quelli che si sono mostrati preoccupati per le eventuali spinte consumistiche che potrebbero essere favorite dal provvedimento: «Non si può prevenire per legge che la gente si indebiti». Lechner si dichiara soddisfatto anche perché fino ad ora la mole di informazioni sull&#8217;argomento ha generato paradossalmente disinformazione fra i consumatori.</p>
<p>Soddisfazione anche dalle associazioni di tutela dei consumatori italiane: secondo l&#8217;Adiconsum, «i tempi sono maturi perché anche il nostro Parlamento approvi al più presto il disegno di legge sul credito al consumo. La sua approvazione è importante per portare più trasparenza e più concorrenza anche in questo settore del sistema bancario».
</p>
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		<title>Frodi online e phishing: ecco come difendersi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 15:26:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[I pirati informatici non vanno mai in vacanza. Anzi, nell&#8217;era del web 2.0, in cui il numero dei servizi che vengono gestiti online cresce sempre di più, i periodi festivi sono particolarmente amati dagli hacker. E&#8217; qui, infatti, che vengono effettuati un gran numero di bonifici, vaglia, e incassi. Il pericolo numero uno per i cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pirati informatici non vanno mai in vacanza. Anzi, nell&#8217;era del web 2.0, in cui il numero dei servizi che vengono gestiti online cresce sempre di più, i periodi festivi sono particolarmente amati dagli hacker. E&#8217; qui, infatti, che vengono effettuati un gran numero di bonifici, vaglia, e incassi. Il pericolo numero uno per i cittadini si chiama phishing, ovvero le migliaia di mail fasulle che girano tra le caselle di posta elettronica con l&#8217;obiettivo di catturare password e codici di bancomat e carte di credito. Le mail sfruttano nomi autorevoli per ingannare meglio il navigatore.<a id="more-138"></a></p>
<p>In questi giorni è toccato alla Polizia postale, che ha subito avvertito i cittadini: «attenzione, è un nuovo tentativo di phishing». La truffa, che sfrutta l&#8217;indirizzo di posta <a href="mailto:polizia@postale.it">polizia@postale.it</a>, mira a prosciugare il conto corrente di chi risponde alla mail inserendo i propri dati o cliccando su un link che indirizza ad un sito web fraudolento. Prima della Polizia postale è stata la volta delle Poste italiane e di alcuni istituti di credito. Il 90% degli italiani ha paura di truffe e frodi dei propri dati personali, mentre per il 74% il loro numero crescerà nel prossimo futuro, rivela una ricerca condotta da Rissc (Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità) e commissionata da Cpp Italia (protezione delle carte di pagamento) e Crif (protezione dati personali). Eppure, nonostante gli intervistati additino Internet come luogo privilegiato per questo genere di truffe, nella maggioranza dei casi -secondo la ricerca- i furti di identità avvengono in operazioni quotidiane nella vita &#8220;reale&#8221;. E&#8217; il caso, per esempio, del furto, smarrimento o clonazione della carta di credito.</p>
<p>Emerge quindi uno scetticismo nei confronti di Internet legato probabilmente ad una sua scarsa conoscenza. In un periodo in cui le transazioni online sono in crescita, infatti, una serie di accortezze possono permettere una navigazione più serena. La prima soluzione è utilizzare browser che siano in grado di difenderci dai rischi principali, come Explorer 7 e Firefox 2. Le falle possono però sempre esserci: un blogger, Raff Aviv, ha recentemente illustrato con un video su Internet come l&#8217;ultima versione di Firefox sia scoperta di fronte ad alcune possibilità di phishing. Anti-phishing Italia consiglia di non navigare mai su Internet in modalità &#8220;amministratore di sistema&#8221;, scegliendo account che abbiano funzionalità limitate per la navigazione online, in modo da evitare l&#8217;installazione di programmi maligni sul pc, o che malintenzionati ne assumano il controllo. E&#8217; inoltre preferibile utilizzare il computer con una password d&#8217;accesso, per ridurne l&#8217;utilizzo da parte di terzi, e aggiornare l&#8217;antivirus ogni volta che viene richiesto.</p>
<p>Non solo. L&#8217;installazione di un firewall, ovvero una barriera di protezione tra il computer e Internet, e il suo continuo aggiornamento, è un&#8217;altra avvertenza da non dimenticare mai. Poi ci sono le precauzioni che dipendono dall&#8217;attenzione dell&#8217;utente. La prima è quella di non aprire tutte le mail e gli allegati, ma di verificarle con l&#8217;antivirus e prestare attenzione alla loro origine. Importante anche evitare di fornire i propri dati personali via e-mail, in particolare se si tratta di informazioni bancarie. Per quanto riguarda le transazioni online, infine, è preferibile non utilizzare carte di credito o bancomat, ma le carte prepagate, senza però caricare cifre superiori a poche centinaia di euro.</p>
<p><em>(fonte: ilSole24Ore.com)</em>
</p>
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		<title>Un terzo dei conti correnti è on line nel 2006 19 milioni di bonifici via Web</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 09:46:14 +0000</pubDate>
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	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Presentata dall&#8217;Abi l&#8217;indagine dell&#8217;Osservatorio dell&#8217;e-Committee. Oltre undici milioni e mezzo i correntisti abilitati via Internet, telefono o Mobile.
L&#8217;operazione maggiormente effettuata dal computer è però l&#8217;estretto conto. In crescita l&#8217;operatività via cellulare: abilitati 4,6 milioni di utenti.
ROMA - La paura della pirateria informatica non ferma la crescita dei conti correnti on line: nel 2006 sono aumentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentata dall&#8217;Abi l&#8217;indagine dell&#8217;Osservatorio dell&#8217;e-Committee. Oltre undici milioni e mezzo i correntisti abilitati via Internet, telefono o Mobile.<br />
L&#8217;operazione maggiormente effettuata dal computer è però l&#8217;estretto conto. In crescita l&#8217;operatività via cellulare: abilitati 4,6 milioni di utenti.</em></p>
<p><strong>ROMA</strong> - La paura della pirateria informatica non ferma la crescita dei conti correnti on line: nel 2006 sono aumentati del 26 per cento rispetto all&#8217;anno precedente, arrivando a quasi dieci milioni e mezzo. Il 34 per cento dei conti bancari delle famiglie, dunque, viaggia via Internet: a favorire il boom dell&#8217;on line la comodità di uso (niente più file agli sportelli della propria filiale) e la convenienza, che va dalla riduzione dei costi a una remunerazione che, per i primi mesi, può arrivare anche al 6 per cento. Secondo le previsioni di KPMG i conti correnti on line si attesteranno alla fine di quest&#8217;anno a oltre 11 milioni (tra 11,3 e 11,7 milioni) e alla fine del 2008 avranno varcato quota 13 milioni. <a id="more-126"></a></p>
<p>Il quarto rapporto sulla multicanalità delle banche, presentato stamane dall&#8217;Osservatorio e-Committee dell&#8217;Abi, rileva inoltre l&#8217;esistenza di oltre 11 milioni e mezzo di conti, con un incremento del 25 per cento nel 2006, abilitati ad almeno un canale alternativo allo sportello tradizionale, e cioè, oltre a quello Internet, il Phone e il Mobile Banking.</p>
<p>&#8220;Internet, Mobile Banking e carte di pagamento - sostiene il direttore generale dell&#8217;Abi, Giuseppe Zadra - hanno un denominatore comune importante, che è quello della modernità. Utilizzare strumenti di pagamento moderni, dal bonifico online alla carta PagoBancomat, significa non solo più efficienza, velocità e sicurezza per le famiglie e le imprese, ma anche contribuire in modo significativo all&#8217;opera più generale di ammodernamento del Paese&#8221;.</p>
<p><strong>Nove anni fa il primo conto on line.</strong> Una diffusione così massiccia dei conti on line non era certo prevedibile 9 anni fa, quando venne aperto il primo conto abilitato a operare su Internet in Italia, Winconto di Banca Sella. Poi ne sono arrivati molti altri, da quelli di Fineco a quelli di We il conto on line non è una forma d&#8217;investimento, non è soggetto ai rischi di mercato. Per mantenere a livello appetibile i tassi d&#8217;interesse le banche impiegano i depositi in operazioni a loro volta non rischiose come i fidi, i mutui immobiliari o l&#8217;acquisto di titoli di Stato.</p>
<p><strong>L&#8217;incubo sicurezza.</strong> Naturalmente c&#8217;è anche l&#8217;altra faccia della medaglia, l&#8217;incubo del conto svuotato sotto gli occhi in pochi secondi. E&#8217; successo per esempio alcuni giorni fa a un ventinovenne di Roma: nel giro di pochissimo si è visto sottrarre dal proprio conto on line 24.000 euro. I responsabili, una banda italo-romena che aveva creato due società e un programma informatico perfetto per il phishing, sono stati individuati e arrestati dalla Guardia di Finanza. Però non sempre va così bene, non sempre si riesce a dimostrare di essere estranei alle somme sottratte dal proprio conto. Le banche assicurano, i siti sono sicuri: l&#8217;importante è fare attenzione e seguire le istruzioni. Controllare che il sito sia davvero quello della banca, non lasciare incustoditi i propri codici di accesso e cambiarli spesso, soprattutto non rispondere alle email che chiedono aggiornamenti, controlli o altre indicazioni personali, senza essersi accertati che provengano davvero dalla propria banca.</p>
<p><strong>L&#8217;estratto conto l&#8217;operazione più cliccata.</strong> Tutti i conti on line, a eccezione di Conto Arancio, che è in realtà un deposito remunerato, ma privo di operatività bancaria, offrono a costo zero qualunque tipo di operazione. Di contro, se con un conto on line si intende fare un&#8217;operazione allo sportello, i costi possono anche raddoppiare o triplicarsi (ma dipende dal conto, se la banca intende privilegiare la strategia multicanale piuttosto che l&#8217;on line puro).</p>
<p>L&#8217;operazione più frequente via Web, secondo le rilevazioni dell&#8217;Abi, nel 2006 è stato l&#8217;estratto conto, effettuato da tutti i correntisti almeno una volta alla settimana. Al secondo posto i bonifici: l&#8217;anno scorso ne sono stati effettuati via Internet oltre 19 milioni, pari a un quarto del totale, per un valore complessivo di oltre 30 miliardi di euro (contro i 14 milioni del 2005). Sul fronte dei pagamenti, i numeri sono abbastanza in linea invece con il 2005: oltre 5 milioni di operazioni, pari al 2 per cento del totale. Il pagamento più frequente via Internet è il pagamento delle tasse con F24, seguito dai pagamenti Riba per le bollette e le ricariche sul cellulare.</p>
<p><strong>Avanza il mobile banking.</strong> Sta crescendo anche il mobile banking: i conti attivi su questo canale sono 1,2 milioni, contro un milione dell&#8217;anno precedente (i conti abilitati sono molti di più, 46 milioni). I servizi più diffusi via cellulare sono quelli di &#8220;allerta&#8221; (45,6 milioni) e le richieste di informazioni (circa 40,7 milioni). Le operazioni effettuate più spesso con il cellulare sono invece le ricariche telefoniche (186.000 nel 2006) e i bonifici (1.600).</p>
<p><strong>Il futuro degli sportelli: la consulenza.</strong> I conti on line costano di meno all&#8217;utente perché sono meno costosi per le banche. In futuro le filiali dovrebbero essere riservate esclusivamente ai servizi di consulenza, non più alle operazioni spicciole, di sportello, più comode ed economiche da casa, o dall&#8217;ufficio. E in effetti, da una recente indagine di MarketLab emerge un&#8217;orientamento delle banche verso un miglioramento di aspetti quale la consulenza, l&#8217;accoglienza, la comunicazione. <em> </em></p>
<p><em>(fonte La Repubblica.it Economia e Finanza) </em>
</p>
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		<title>In crescita gli acquisti online con carte di credito e prepagate</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Aug 2007 18:55:41 +0000</pubDate>
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	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[Aumentano gli acquisti on line con carte di credito e prepagate. Si acquista soprattutto su portali esteri, che raccolgono il 55% delle operazioni e il 68% dell&#8217;ammontare complessivo speso online. Sono sempre più, infatti, i consumatori che acquistano viaggi, libri e biglietti per i concerti nella grande rete utilizzando denaro di plastica. Lo segnala il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano gli acquisti on line con <a class="lkcorpo2" title="Carte di Credito Online" href="http://www.allfinweb.com/fin/carte_credito/">carte di credito e prepagate</a>. Si acquista soprattutto su portali esteri, che raccolgono il 55% delle operazioni e il 68% dell&#8217;ammontare complessivo speso online. Sono sempre più, infatti, i consumatori che acquistano viaggi, libri e biglietti per i concerti nella grande rete utilizzando denaro di plastica. Lo segnala il monitoraggio dell&#8217;e-commerce e dell&#8217;e-payment dell&#8217;Abi.</p>
<p>Negli ultimi sei mesi del 2006 sono stati 11 milioni gli acquisti con carta di credito, con una crescita del 4,8% rispetto al semestre precedente e del 18,7% rispetto allo stesso periodo del 2005. Per questi acquisti sono state utilizzate 2,4 milioni di carte di credito, pari al 21% delle carte attive. In aumento anche il numero dei navigatori che utilizza in rete la carta prepagata: le transazioni online, infatti, sono state il 14,5% dei pagamenti fatti con le cosiddette ricaricabili, mentre negli ultimi sei mesi del 2006 una prepagata su tre ha concluso almeno un acquisto virtuale (33,8 per cento). In media con ogni carta di credito sono state effettuate 21,3 transazioni, di cui 4,7 online, mentre per le prepagate in media gli acquisti online sono 4,1, circa la metà del numero complessivo di transazioni.<a id="more-113"></a></p>
<p>In generale con le carte di credito si fanno acquisti per 24 miliardi di euro, di cui il 4,8% per acquisti su Internet (un miliardo di euro). In media ogni carta effettua pagamenti online per 481 euro, che rappresentano circa il 30% dell&#8217;ammontare complessivo speso nello stesso periodo (2.103 euro). In media le transazioni online sono di 103 euro. Sul fronte delle ricaricabili, invece, la media degli acquisti in rete è di 274 euro, che rappresentano circa la metà di quanto viene speso in generale (516 euro), con una crescita del 37,1 per cento. Invariato il valore medio di ogni acquisto in rete con ricaricabile, fermo a 67 euro.</p>
<p><em>(fonte: ilSole24Ore.com)</em>
</p>
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		<item>
		<title>Ue: troppo alti i costi dei cc e poca concorrenza nel mercato delle carte di pagamento</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Jan 2007 16:10:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[«La Commissione europea farà pieno uso dei propri poteri per contrastare le barriere alla concorrenza nel mercato delle carte di pagamento e là dove sono dovute a comportamenti anticoncorrenziali». Presentando il rapporto finale sul settore retail bancario, la commissaria all&#8217;Antitrust europeo Neelie Kroes ha confermato di non avere alcuna intenzione di procedere con il guanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>«La Commissione europea farà pieno uso dei propri poteri per contrastare le barriere alla concorrenza nel mercato delle carte di pagamento e là dove sono dovute a comportamenti anticoncorrenziali». Presentando il rapporto finale sul settore retail bancario, la commissaria all&#8217;Antitrust europeo Neelie Kroes ha confermato di non avere alcuna intenzione di procedere con il guanto di velluto nel comparto. L&#8217;inchiesta ha confermato che «esistono barriere alla concorrenza diffuse con un aumento non necessario dei costi dei servizi al dettaglio per le imprese europee e i consumatori», ha aggiunto Kroes.<a id="more-52"></a></p>
<p>Diversi i rilievi dell&#8217;Antitrust contenuti nel rapporto: l&#8217;alta concentrazione dei mercati in molti stati particolarmente per le carte di pagamento può permettere alle banche &#8220;incumbent&#8221;(che detengono posizioni forti nel mercato) di ostacolare i nuovi entranti e caricare alte tariffe; preoccupano l&#8217;ampia variazione delle tariffe nella Ue, le ampie variazioni nelle tariffe di interscambio tra banche cross-border che non si traducono pienamente i tariffe più basse per chi possiede le carte. Bruxelles, in ogni caso, «non chiede tariffe zero» di interscambio. Inoltre nel mirino sono l&#8217;elevata e sostenuta profittabilità particolarmente nell&#8217;emissione di carte: «Ciò indica che le banche in alcuni stati godono in misura significativa di un potere di mercato e possono imporre alte tariffe alle imprese e ai consumatori»; le regole e le pratiche che indeboliscono la concorrenza a livello del dettaglio e la divergenza degli standard tecnici che impedisce a molti fornitori di servizi di agire con efficacia su scala paneuropea.</p>
<p>Bruxelles rileva che in Austria, Finlandia e Portogallo le imprese hanno cominciato ad affrontare tali temi sulla base delle preoccupazioni della Commissione europea. «Diverse barriere esistono anche nel settore dei pagamenti»: Bruxelles ritiene che l&#8217;efficienza debba essere migliorata e deve ridursi il costo dei pagamenti al dettaglio per i servizi resi al consumatore. Il mercato retail è frammentato in spazi nazionali, diviso da diversi fattori: barriere alla concorrenza, diversità nella regolazione, nella tradizione legale e culturale. Cinque i motivi di preoccupazione: in alcuni stati la congiunzione di alta profittabilità, alta concentrazione del mercato ed evidenza di barriere alla concorrenza rendono possibile alle banche di influenzare il livello dei prezzi; alcuni registri dei crediti, conservando dati confidenziali, possono essere utilizzati per escludere nuovi entranti; alcuni aspetti della cooperazione tra banche, incluse le casse di risparmio e le banche cooperative, possono ridurre la concorrenza e impedire l&#8217;ingresso di concorrenti; il legame tra prodotti, per esempio forzare un cliente ad acquistare una assicurazione extra o aprire un conto corrente, è largamente diffuso. «Ciò riduce la scelta dei consumatori e aumenta il potere della banca di influenzare i prezzi e ostacola la mobilità del cliente. Tali rischi sono «alti». L&#8217;inchiesta indica chiaramente «che i margini di profitto delle banche sono più bassi se il cliente è più mobile».</p>
<p>La Commissione ritiene che «l&#8217;applicazione della legge di concorrenza può migliorare l&#8217;operatività dei mercati: in alcuni casi raccomanda che sia l&#8217;industria a prendere misure per risolvere i problemi individuati dall&#8217;inchiesta». In ogni caso al momento non ha considerato «se sia necessaria una regolazione ulteriore nel settore retail». Quanto ai livelli di redditività, Bruxelles tiene a precisare che «l&#8217;inchiesta non affronta il problema se nelle banche europee è troppo alta o bassa» limitandosi a rilevare l&#8217;esistenza di una correlazione tra elevata concentrazione dei mercati, alta profittabilità ed evidenza di barriere all&#8217;entrata erette dalle banche &#8220;incumbent&#8221;. Così come Bruxelles conferma la propria «neutralità» rispetto ai modelli di business, alla struttura delle banche e alla proprietà. Né viene proposta l&#8217;abolizione della tariffa di interscambio (la tariffa pagata all&#8217;emittente di carta di pagamento per ogni transazione al punto di vendita): Bruxelles si limita «ad assicurare che sia a un livello equo come risultato di una transazione che avviene in un contesto concorrenziale e sia sufficientemente trasparente per i partecipanti al mercato».</p>
<p><strong>I costi dei conti correnti</strong><br />
Sono in Italia e Lussemburgo i costi più elevati per la clientela rispettivamente per mantenere e chiudere un conto corrente. È una delle indicazioni contenute nel rapporto tecnico finale della Commissione europea sulla concorrenza nel settore bancario retail in Europa. Il costo di gestione del conto in Italia è di 90 euro all&#8217;anno (40 euro in Germania); per chiuderlo 100 euro in Lussemburgo (in Italia 60 euro). In Italia e Germania nota però Bruxelles «la tariffa annuale per la gestione include un pacchetto di servizi gratuiti».<br />
Nel rapporto si segnala che «in conseguenza di una decisione dell&#8217;Autorità nazionale del settembre 2006, i membri dell&#8217;Associazione Bancaria Italiana devono eliminare le<br />
tariffe di chiusura» dei conti correnti. Nel corso di un briefing tecnico sul rapporto presentato oggi, la responsabile dell&#8217;unità servizi finanziari Irmfried Schwimann ha dichiarato che l&#8217;argomento dell&#8217;Abi secondo cui l&#8217;alto costo di mantenimento dei conti correnti in Italia dipende dalla quantità elevata di cointestazioni «va preso con molta prudenza, è ridicolo, perchè si può sostenere che ci sono molte cointestazioni proprio in quanto i costi sono elevati». Nello stesso rapporto tecnico della Commissione europea si afferma che «le caratteristiche dell&#8217;industria bancaria retail rendono difficile comparare prodotti simili e definire indicatori affidabili che permettano una valutazione della struttura competitiva». «Cionostante -prosegue il rapporto - il comportamento di prezzo delle banche fornisce alcune indicazioni iniziali del grado di concorrenza nel mercato».</p>
<p><strong>La reazione delle banche<br />
</strong>La Commissione europea sbaglia analisi, conclusioni e tempi. Pur dichiarandosi disponibile a «un dialogo costruttivo», la Federazione bancaria europea giudica sbagliato nelle conclusioni e nei tempi il rapporto finale sulle barriere alla concorrenza nel settore bancario retail. In un comunicato, la Fbe esprime «molte riserve su molti aspetti del rapporto, sulla metodologia seguita e si alcune delle conclusioni sui conti correnti e sui pagamenti in particolare sulle carte».</p>
<p>(<em>fonte: ilSole24Ore.com</em>)
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Diritti e doveri nella vendita a distanza di servizi e prodotti finanziari</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Jan 2007 11:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
	<category>Prestiti Garantiti</category>
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Credito al Consumo</category>
	<category>Assicurazioni</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Una normazione su misura che tiene conto della complessa natura degli strumenti finanziari e vuole così tutelare i consumatori. Dopo essersi occupata in generale delle vendite a distanza, l’Unione europea ha voluto dedicare a questo tema un’apposita direttiva, la 2002/65/CE. A partire dalla definizione stessa di servizio finanziario con il quale, in base all’articolo 2, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una normazione su misura che tiene conto della complessa natura degli strumenti finanziari e vuole così tutelare i consumatori. Dopo essersi occupata in generale delle vendite a distanza, l’Unione europea ha voluto dedicare a questo tema un’apposita direttiva, la 2002/65/CE. A partire dalla definizione stessa di <a class="lkcorpo2" title="Prodotti e Servizi Finanziari" href="http://www.directafin.it/spol/red.php?frm=aFWnetx&#038;pg=hp" target="_blank">servizio finanziario</a> con il quale, in base all’articolo 2, si intende &#8220;qualsiasi servizio di natura bancaria, creditizia, assicurativa, servizi pensionistici individuali, di investimento e di pagamento&#8221;.<a id="more-48"></a></p>
<p>Il parlamento europeo elenca nel dettaglio le informazioni che il fornitore è tenuto a comunicare. Prima di tutto, deve informare il cliente sulla propria identità e attività principale, fornendo tutti gli indirizzi rilevanti nel suo rapporto con il consumatore. In caso di comunicazione telefonica, inoltre, l’identità e il fine commerciale della chiamata devono essere dichiarati in maniera chiara e inequivocabile sin dall’inizio della conversazione.</p>
<p>Quanto al servizio finanziario, deve essere descritto in tutte le sue caratteristiche e una particolare attenzione è riservata al prezzo, inteso come costo totale a carico del cliente, comprensivo di tutti gli oneri, le spese e le commissioni. Qualora tutti questi aspetti non siano definibili con esattezza, dovrà essere indicata la base di calcolo che permetta al consumatore di risalire al prezzo complessivo. A differenza da quanto previsto per le altre vendite a distanza, inoltre, tali informazioni devono essere fornite prima che l’acquirente sia vincolato da un contratto o da un’offerta.</p>
<p>Una maggiore tutela è prevista anche per il diritto di recesso. A partire dalIa firma del contratto, i consumatori avranno 14 giorni di tempo che diventano 30 in caso di assicurazioni sulla vita o schemi pensionistici individuali: termini che, per di più, non iniziano a decorrere qualora il venditore non abbia fornito tutte le informazioni necessarie.</p>
<p>La richiesta i recesso deve avvenire tramite lettera raccomandata con ricevuta di ritorno. Nel caso in cui si ricorra a un telegramma o a un fax, è necessaria una conferma attraverso raccomandata entro le 48 ore successive. Adempiuti questi obblighi, il diritto di recesso riguarderà anche eventuali contratti aggiuntivi a quello principale. Il fornitore dovrà rimborsare il cliente al massimo entra 30 giorni e non sono previste penali di nessun tipo. I consumatori sono però tenuti pagare l’importo del servizio finanziario eventualmente già prestato.</p>
<p><em>(fonte: miaeconomia.it)</em>
</p>
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		<item>
		<title>Per lo shopping si usa sempre di più il denaro di plastica</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Dec 2006 14:48:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[In Italia per lo shopping si utilizza sempre di più il denaro di plastica: sette italiani su dieci hanno un bancomat nel portafogli, quattro su dieci una carta di credito. Si registra anche un boom delle prepagate ricaricabili, per fare acquisti su Internet con tranquillità. L’analisi è frutto di una ricerca dell’Eurisko per Cogeban, presentata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Italia per lo shopping si utilizza sempre di più il denaro di plastica: sette italiani su dieci hanno un bancomat nel portafogli, quattro su dieci una carta di credito. Si registra anche un boom delle prepagate ricaricabili, per fare acquisti su Internet con tranquillità. L’analisi è frutto di una ricerca dell’Eurisko per Cogeban, presentata oggi nel corso del convegno romano dell’Abi «Carte 2006».<br />
«La sempre maggiore diffusione e utilizzo delle carte di pagamento - sottolinea Giuseppe Zadra, direttore generale dell’Abi - rappresenta un tassello di un’opera più generale di ammodernamento e informatizzazione del nostro Paese, per essere al passo con i tempi e con il resto dell’Unione». È stato anche annunciato che le banche italiane lanceranno presto un&#8217;iniziativa promozionale per incentivare l&#8217;uso della moneta elettronica da parte dei clienti. L&#8217;obiettivo ultimo del progetto è quello di realizzare un cambiamento culturale che faccia recuperare all&#8217;Italia il gap accumulato rispetto alla media europea.<a id="more-44"></a><br />
Ormai il 74% dei commercianti accetta carte di plastica, perché le ritiene una formula di pagamento più sicura e comoda del contante. Il 17% dei negozi effettua oltre 200 operazioni al mese con Pagobancomat, il 18% fra 100 e 200, un altro 18% tra 50 e 100 operazioni. Per le carte di credito nel 14% dei casi si superano le 200 operazioni mensili, nel 13% la quota è compresa fra 100 e 200, nel 22% fra 50 e 100. Il valore medio delle spese mensili pagate con Pagobancomat è di 104 euro, mentre per la carta di credito la media è di 147 euro.</p>
<p><strong>Bancomat</strong>. Il 70% degli italiani, dunque, utilizza il bancomat: in circolazione ce ne sono ben 27 milioni, per un totale di 620 milioni di pagamento e 610 milioni di prelievi l’anno. Il 57% dei clienti lo usa per prelevare contante da 2 a 4 volte al mese, il 10% da 5 a 6 volte, l’11% oltre le 6 volte, mentre il Pagobancomat si utilizza nel 41% dei casi da 2 a 4 volte al mese, nell’11% dei casi da 5 a 6 e un altro 11% per più di 6 volte. In molti casi col tesserino si controlla l’estratto conto, si ricarica il cellulare, si pagano le bollette, si fanno versamenti e bonifici.</p>
<p><strong>Carta di credito</strong>. In circolazione ci sono 23 milioni di carte di credito: il 38% degli italiani ha in tasca una carta di credito, di questi un quarto ne ha due o più. Il 10% non supera i 100 euro al mese di spesa, il 15% arriva a quota 200 euro. Il 16% fa spese fino a 400 euro, il 16% va oltre.</p>
<p><strong>Prepagate ricaricabili</strong>. Alto gradimento per le prepagate ricaricabili, ultima generazione della carte di pagamento che ha già raggiunto quota un milione e mezzo di carte in circolazione. Il 60% la ritiene comoda per fare acquisti sicuri su Internet, il 53% la considera sicura. La formula ricaricabile, per altri, consente di tenere sotto controllo le spese, fissando il tetto massimo da non superare.</p>
<p><em> (font: ilSole24ore.com)</em>
</p>
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		<title>Mutui e rate più salate dopo il rialzo della Bce di un quarto di punto</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Aug 2006 16:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Mutui</category>
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	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[ROMA - Stangata in arrivo per chi ha acceso un mutuo e per chi ha acquistato a rate. Il rialzo di un quarto di punto dei tassi di interesse, il quarto in otto mesi, comporterà rincari per i consumatori fino a 656 euro l&#8217;anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce: secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>ROMA</strong> - Stangata in arrivo per chi ha acceso un <a class="lkcorpo2" title="Mutuo OnLine" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">mutuo</a> e per chi ha acquistato a rate. Il rialzo di un quarto di punto dei tassi di interesse, il quarto in otto mesi, comporterà rincari per i consumatori fino a 656 euro l&#8217;anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della <a class="lkcorpo2" title="Banca Centrale Europea" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=bce" target="_blank">Bce</a>: secondo le stime dell&#8217;<a class="lkcorpo2" title="Adusbef" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=adusbef" target="_blank">Adusbef</a>, sarà &#8220;più oneroso rinnovare le scadenze del debito pubblico&#8221;. Il &#8220;vessato popolo dei depositanti ed i &#8216;bot people&#8217;, invece, guadagnano 88 euro ogni 20.000&#8243;.<a id="more-31"></a></p>
<p><a class="lkcorpo2" title="Mutuo OnLine" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">Mutui</a> alle stelle. &#8220;Centinaia di migliaia di famiglie, che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell&#8217;acquisto della casa per abitarci, vedranno così aumentare le rate da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l&#8217;anno, per un <a class="lkcorpo2" title="Mutuo OnLine" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">mutuo</a> di 100.000 euro con il rialzo Bce&#8221;, spiega l&#8217;associazione dei consumatori, sottolineando che &#8220;un <a class="lkcorpo2" title="Mutuo OnLine" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">mutuo</a> di 200.000 euro con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l&#8217;anno, senza contare che la quasi totalità delle <a class="lkcorpo2" title="Servizi Bancari" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/">banche</a>, impongono l&#8217;apertura del <a class="lkcorpo2" title="Conto Corrente" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/">conto corrente</a> per erogare il <a class="lkcorpo2" title="Mutuo OnLine" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">mutuo</a> e che richiedono anche 6-7 euro per pagare le rate di muti, in precedenza gratuite&#8221;.</p>
<p>L&#8217;aumento Bce, colpisce anche coloro che accenderanno nuovi <a class="lkcorpo2" title="Prestiti e Credito al Consumo" href="http://www.allfinweb.com/fin/prestiti_personali/">prestiti</a>, &#8220;visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi. Ma per la prima volta dopo il decreto Bersani, le banche dovranno adeguare anche i tassi di interesse sui depositi bancari e sui libretti di risparmio: un aumento dello 0,25 sulla loro totalità (depositi bancari,postali,certificati di deposito in scadenza pari ad oltre 830 miliardi di euro), porterà circa 2 miliardi di euro su base annua nelle tasche dei depositanti&#8221;.</p>
<p>Colpito il popolo delle rate. Ricorrere a prestiti per l&#8217;acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro. Ripercussioni negative si avranno anche per i titolari di <a class="lkcorpo2" title="Carte di Credito" href="http://www.allfinweb.com/fin/carte_credito/">carte revolving</a>, una sorta di nodo scorsoio al collo dei consumatori, con tassi di crescita intorno al 24%. Costituiscono un costoso succedaneo del <a class="lkcorpo2" title="Prestiti e Credito al Consumo" href="http://www.allfinweb.com/fin/prestiti_personali/">prestito</a> bancario, oltretutto di difficile controllo circa il meccanismo di rimborso. Se possibile, è meglio accedere ad altre forme di credito. Il tasso applicato prima degli aumenti di <a class="lkcorpo2" title="Banca Centrale Europea" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=bce" target="_blank">Bce</a> variava tra il 15 ed il 20%.</p>
<p><a class="lkcorpo2" title="Cessione del Quinto dello Stipendio e della Pensione" href="http://www.allfinweb.com/fin/cessione_quinto_stipendio/">Cessione del quinto dello stipendio</a>. La crescita abnorme della <a class="lkcorpo2" title="Cessione del Quinto dello Stipendio e della Pensione" href="http://www.allfinweb.com/fin/cessione_quinto_stipendio/">cessione del quinto dello stipendio</a> (+265 per cento nel quinquennio 2000-2005, da 753 milioni di euro del 2000 a 2,75 miliardi di euro del 2005) è stata favorita da politiche economiche e da leggi finanziarie, che invece di offrire più redditi per rilanciare i consumi, hanno allargato la platea dei ricorrenti (dai dipendenti pubblici,ai dipendenti privati, atipici, pensionati, ecc.), senza far abbassare tassi di interesse ai limiti dell&#8217;usura. &#8220;Se i tassi dipendono anche dalla rischiosità degli impieghi, far pagare il 20 per cento la cessione del quinto sotto i 5.000 euro, per prestiti super-garantiti che non registrano alcuna sofferenza - precisa l&#8217;<a class="lkcorpo2" title="Adusbef" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=adusbef" target="_blank">Adusbef</a> -, significa effettuare la più odiosa delle speculazioni sulla pelle di milioni di famiglie in difficoltà economiche&#8221;.</p>
<p>Stato penalizzato. Ma problemi ci saranno anche per lo Stato. Con l&#8217;aumento dei tassi (il quarto in otto mesi per un rincaro del saggio dell&#8217;1%) e nuovi rincari che si profilano all&#8217;orizzonte (aumenti previsti ad ottobre e dicembre, dello 0,25 ciascuno,) con un tasso di riferimento a fine 2006 che si attesterà al 3,50 per cento, rifinanziare il debito pubblico italiano costerà, a regime, 19 miliardi di euro (3,3 miliardi di euro ogni aumento di 25 punti base).</p>
<p><em>(fonte: la RepubblicaEconomia.it)</em>
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Dalla nuova stretta stangata sul popolo delle rate e dei mutui</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2006/dalla-nuova-stretta-stangata-sul-popolo-delle-rate-e-dei-mutui/</link>
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		<pubDate>Thu, 03 Aug 2006 15:56:07 +0000</pubDate>
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	<category>Prestiti Personali</category>
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		<description><![CDATA[La nuova stretta monetaria della Bce aggrava il quadro dei consumi stagnanti delle famiglie e assume i controni della stangata per chi ha acceso, ed è la stragrande maggioranza, un mutuo a tasso variabile e per i fedelissimi degli acquisti a rate.
Il rialzo di un quarto di punto dei tassi di interesse fino ai livelli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nuova stretta monetaria della <a class="lkcorpo2" title="Banca Centrale Europea" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=bce" target="_blank">Bce</a> aggrava il quadro dei consumi stagnanti delle famiglie e assume i controni della stangata per chi ha acceso, ed è la stragrande maggioranza, un <a class="lkcorpo2" title="Mutuo" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">mutuo</a> a tasso variabile e per i fedelissimi degli <a class="lkcorpo2" title="Prestiti Personali" href="http://www.allfinweb.com/fin/prestiti_personali/">acquisti a rate</a>.<br />
Il rialzo di un quarto di punto dei tassi di interesse fino ai livelli del 1999, il quarto ritocco in soli otto mesi dopo oltre due anni di calma piatta, comporterà rincari compresi, secondo i calcoli delle associazioni consumeriste <a class="lkcorpo2" title="Adusbef" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=Adusbef" target="_blank">Adusbef</a> e <a class="lkcorpo2" title="Codacons" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=codacons" target="_blank">Codacons</a> tra i 150 e i 656 euro l&#8217;anno. Ma anche lo Stato sarà penalizzato dalla decisione della Bce: secondo le stime dell&#8217;Adusbef, sarà «più oneroso rinnovare le scadenze del debito pubblico».<a id="more-33"></a></p>
<p><strong>Mutui ancora più pesanti.</strong> «Centinaia di migliaia di famiglie, che hanno già tirato la cinghia per coronare il sogno dell&#8217;acquisto della casa per abitarci, vedranno così aumentare le rate mensili e/o semestrali, da un minimo di 150 euro, fino a 163 euro l&#8217;anno,per un <a class="lkcorpo2" title="Mutuo" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">mutuo</a> di 100 mila euro con il rialzo Bce», spiega l&#8217;associazione dei consumatori, sottolineando che »un <a class="lkcorpo2" title="Mutuo" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">mutuo</a> di 200 mila con un piano di rientro ventennale, comporterà rate più salate, da 326 euro a 656 euro l&#8217;anno, senza contare che la quasi totalità delle banche, impongono l&#8217;apertura del conto corrente per erogare il mutuo e che richiedono anche 6-7 euro per pagare le rate di muti, in precedenza gratuite». Il <a class="lkcorpo2" title="Codacons" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=codacons" target="_blank">Codacons</a>, a fronte del nuovo rialzo dei tassi chiede un sostegno per le famiglie eliminando l&#8217;Ici per chi sta pagando il <a class="lkcorpo2" title="Mutuo" href="http://www.allfinweb.com/fin/mutui/">mutuo</a> per la prima casa. «Dopo che i tassi sono rimasti fermi per lungo tempo al 2% - sostiene l&#8217;associazione - e gli italiani si sono fidati di chi, banche in testa, parlava di un periodo di stabilità, si è verificata in poco più di 7 mesi, un&#8217;impennata dei tassi dell&#8217;1%, riportando il costo del denaro ai livelli del novembre 1999. Considerato che più dell&#8217;80% dei mutui attualmente stipulati è a tasso variabile, è evidente il danno che ne deriva per il consumatore». L&#8217;aumento <a class="lkcorpo2" title="Banca Centrale Europea" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=bce" target="_blank">Bce</a>, secondo <a class="lkcorpo2" title="Adusbef" href="http://www.allfinweb.com/dir/index.php?q=Adusbef" target="_blank">Adusbef</a>, colpirà anche i <a class="lkcorpo2" title="Prestiti Personali" href="http://www.allfinweb.com/fin/prestiti_personali/">prestiti</a> «visto che banche e finanziarie adegueranno fulmineamente la generalità degli impieghi». Ma per la prima volta, alla luce del decreto Bersani-Visco, «le banche dovranno adeguare automaticamente anche i tassi di interesse sui <a class="lkcorpo2" title="Servizi Bancari" href="http://www.allfinweb.com/fin/servizi_bancari/">depositi bancari</a> e sui libretti di risparmio: un aumento dello 0,25 sulla loro totalità (depositi bancari,postali,certificati di deposito in scadenza pari ad oltre 830 miliardi di euro), porterà circa 2 miliardi di euro su base annua nelle tasche dei depositanti, 88 euro ogni 20mila».</p>
<p><strong>Rate e carte revolving, amare sorprese.</strong> Ricorrere a prestiti per l&#8217;acquisto di elettrodomestici ed altri prodotti per la casa, comporterà un aumento complessivo della somma rimborsata nei 5 anni di circa 93 euro. Ripercussioni negative si avranno anche per i titolari di <a class="lkcorpo2" title="Carte di Credito" href="http://www.allfinweb.com/fin/carte_credito/">carte revolving</a>, che forniscono un credito rimborsabile a rate (il pagamento delle quali ricostituisce la possibilità di ulteriore scoperto), con tassi di crescita vicini al 20 per cento. Si tratta di una forma di <a class="lkcorpo2" title="Prestiti Personali" href="http://www.allfinweb.com/fin/prestiti_personali/">prestito</a> all&#8217;apparenza più agile, ma certamente più difficile da tenere sotto controllo</p>
<p><strong>Quinto dello stipendio, ai limiti dell&#8217;usura.</strong> La crescita abnorme della <a class="lkcorpo2" title="Cessione del Quinto dello Stipendio e della Pensione" href="http://www.allfinweb.com/fin/cessione_quinto_stipendio/">cessione del quinto dello stipendio</a> (+265 per cento nel quinquennio 2000-2005, da 753 milioni di euro del 2000 a 2,75 miliardi del 2005) è stata favorita da politiche economiche e da leggi finanziarie, che invece di offrire più redditi per rilanciare i consumi, hanno allargato la platea dei ricorrenti (dai dipendenti pubblici, la fetta più consistente,ai dipendenti privati, atipici, pensionati, ecc.), senza far abbassare tassi di interesse ai limiti dell&#8217;usura. «Se i tassi dipendono anche dalla rischiosità degli impieghi - precisa l&#8217;Adusbef - far pagare il 20% la <a class="lkcorpo2" title="Cessione del Quinto dello Stipendio e della Pensione" href="http://www.allfinweb.com/fin/cessione_quinto_stipendio/">cessione del quinto</a> sotto i 5 mila euro, per <a class="lkcorpo2" title="Prestiti Garantiti" href="http://www.allfinweb.com/fin/prestiti_garantiti/">prestiti super-garantiti</a> che non registrano alcuna sofferenza significa effettuare la più odiosa delle speculazioni sulla pelle di milioni di famiglie in difficoltà economiche».</p>
<p><strong>Dolori anche per lo Stato.</strong> Con i tassi aumentati dell&#8217;1% in meno di un anno e i nuovi rincari che si profilano all&#8217;orizzonte (sono previsti altri due ritocchi dello 0,25% a ottobre e dicembre) con un tasso di riferimento che si attesterà al 3,50% entro la fine dell&#8217;anno, rifinanziare il debito pubblico italiano costerà a regime, 19 miliardi di euro (3,3 miliardi di euro ogni aumento di 25 punti base).</p>
<p><em>(fonte: Il Sole 24 Ore.com) </em>
</p>
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