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	<title>allFinWeb.com News &#038; Events</title>
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	<description>News &#038; Events allFinWeb.com</description>
	<pubDate>Mon, 05 May 2008 15:46:03 +0000</pubDate>
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		<title>Le banche italiane puntano su immigrati, giovani e internet.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 13:25:56 +0000</pubDate>
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	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[Le banche italiane puntano su immigrati, giovani e internet per incrementare il mercato.
Il dato emerge dal convegno dell’Abi “Dimensione cliente 2008”.
Sono gli immigrati, insieme ai giovani e ai conti on-line, le sfide che attendono le banche italiane. Di questi temi si discute nel convegno organizzato dall’Abi Dimensione cliente 2008. La manifestazione, che vede riuniti i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le banche italiane puntano su immigrati, giovani e internet per incrementare il mercato.<br />
Il dato emerge dal convegno dell’Abi “Dimensione cliente 2008”.</em></p>
<p>Sono gli immigrati, insieme ai giovani e ai conti on-line, le sfide che attendono le banche italiane. Di questi temi si discute nel convegno organizzato dall’Abi Dimensione cliente 2008. La manifestazione, che vede riuniti i banchieri italiani, è iniziata ieri a Roma e proseguirà per tutta la giornata odierna. Si è parlato soprattutto di come sviluppare il mercato “retail”, quello cioè dei clienti comuni, il più diffuso.<br />
Per delineare i nuovi orizzonti d&#8217;azione, l&#8217;Abi, in collaborazione con un gruppo di ricercatori dell&#8217;Università di Parma, ha realizzato un&#8217;indagine che, sulla base di un questionario anonimo rivolto ad un campione di responsabili delle strategie di retail banking rappresentativo del 75% degli sportelli italiani, ha indicato quali saranno le strade da percorrere nell&#8217;immediato futuro. Tra le parole d&#8217;ordine per i prossimi anni: enfasi sull’acquisizione dei nuovi target, innovazione di canale e rivisitazione del listino prodotti. Per l&#8217;80% degli intervistati una forte attenzione va ai giovani, gli immigrati e gli utenti Internet.
</p>
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		<title>Zero spese e alta remunerazione. E&#8217; nata la concorrenza tra banche</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Feb 2008 09:13:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[ROMA - Il 2008 sarà l&#8217;anno del boom dei conti correnti on line. A lanciare la scommessa è Osservatorio Finanziario, l&#8217;istituto che dal 2002 monitora l&#8217;e-banking. &#8220;I conti on line adesso sono un milione e mezzo, ma raddoppieranno in breve tempo&#8221; assicura Francesca Tedeschi, responsabile di OF. Per due ragioni: la prima è costituita dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>ROMA - Il 2008 sarà l&#8217;anno del boom dei conti correnti on line. A lanciare la scommessa è Osservatorio Finanziario, l&#8217;istituto che dal 2002 monitora l&#8217;e-banking. &#8220;I conti on line adesso sono un milione e mezzo, ma raddoppieranno in breve tempo&#8221; assicura Francesca Tedeschi, responsabile di OF. Per due ragioni: la prima è costituita dal pacchetto liberalizzazioni firmato dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, grazie al quale sono state abrogate le spese di chiusura conto, e si è dato il via alla mobilità dei correntisti. La seconda è &#8220;l&#8217;ingresso nell&#8217;attività lavorativa della cosiddetta generazione Internet, che chiede condizioni trasparenti e costo zero&#8221;. In definitiva chi è abituato a operare in Rete non intende pagare costi come quelli ai quali le altre generazioni erano ormai abituate, come i 3-4 euro chiesti ancora oggi allo sportello per un bonifico. E infatti il numero dei conti on line a costo zero, secondo le rilevazioni di OF, è cresciuto nell&#8217;ultimo anno del 150 per cento. <a id="more-171"></a></p>
<p>Costo zero e remunerazione. In definitiva, rilevano gli analisti di Osservatorio Finanziario, tra il 2007 e il 2008 è nata la concorrenza bancaria, quella vera. Allettati da una clientela potenziale sempre più ampia, le banche si sfidano finalmente sulle condizioni di conto, offrendo in modo ormai praticamente generalizzato il &#8216;costo zero&#8217; (non male dopo che persino il governatore della Banca d&#8217;Italia Mario Draghi aveva puntato più volte il dito contro i costi eccessivi dei conti italiani, decisamente esorbitanti se confrontati con quelli degli altri Paesi europei). E poi sulla remunerazione, tanto che quello che per decenni è stato un (costoso) servizio adesso è diventato un piccolo investimento. I tassi d&#8217;interesse attivi sono arrivati fino al 6 per cento lordo, anche se solo in promozione.</p>
<p>La rivoluzione è solo su Internet. Tuttavia la rivoluzione non riguarda, naturalmente, l&#8217;intero mondo bancario. Ad essere competitivi, a sfidarsi a colpi di offerte sempre più vantaggiose sono solo i conti corrente on line, non quelli tradizionali, che sono rimasti nel tempo piuttosto simili a se stessi. Non solo: appena dal conto on line si chiede una qualunque operazione allo sportello, i vantaggi si trasformano in svantaggi. Un&#8217;operazione allo sportello per il titolare di un conto Internet può costare anche cinque euro, anche se si tratta di un semplice prelievo di contante. E ci sono conti, come il BNL Revolution, che oltre al costo dell&#8217;operazione addebitano sul conto del cliente nei mesi in cui si eseguono operazioni allo sportello anche una sorta di &#8216;tassa&#8217; (per questo prodotto il costo è di 6,90 euro al mese).</p>
<p>Il 2008 &#8216;anno della buona banca&#8217;. Ma, in fondo, siamo solo all&#8217;inizio. E&#8217; solo in questi mesi, spiegano gli analisti di Osservatorio Finanziario, che si sta veramente passando da un prodotto di nicchia a un prodotto per la generalità del mercato: &#8220;Sta cambiando la mentalità - osserva Francesca Tedeschi - Le persone vogliono vederci chiaro, pretendono i fogli informativi, utilizzano i call center. La concorrenza è fatta anche di trasparenza, e di rapidità. Finalmente ci sono le banche che adeguano anche il tasso attivo agli aumenti dell&#8217;Euribor, non solo quello passivo&#8221;. E infatti Osservatorio Finanziario ha proclamato il 2008 &#8220;l&#8217;anno della buona banca&#8221;.</p>
<p>Le novità principali. Secondo il Rapporto 2008 di Osservatorio Finanziario (che considera solo i conti correnti on line, stilandone anche una classifica), le spese per tenuta conto nel 2007 sono scese del 68 per cento rispetto al 2005 e del 25 per cento rispetto all&#8217;anno scorso. I tassi creditori sono all&#8217;1,08 per cento mentre il tasso debitore sfiora quota 12,13 per cento. Le spese di chiusura conto sono azzerate, ma in diversi casi ci sono vari costi occulti.</p>
<p>Aumentano i prodotti. Ormai quasi tutti i gruppi bancari, e anche le Poste, si sono lanciate nel business dell&#8217;on line. Nel 2007 sono stati lanciati otto nuovi prodotti, circostanza che ha contribuito a portare le spese di tenuta conto dai 38 euro del novembre 2006 ai 28,5 del gennaio 2008 (nel giugno del 2005 erano 98,5 euro). E i prodotti a canone zero sono aumentati del 150 per cento in un anno.</p>
<p>E i rendimenti. Ai primi posti nella classifica di Osservatorio Finanziario ci sono i conti che offrono i rendimenti migliori: Conto IW (4 per cento) di IW Bank, Conto me di BPM (3,9), Websella.it di Banca Sella (3,75), Conto Fineco (3,75), Conto Santander (3,75), che però, come Conto Arancio di Ing Direct, non è un conto corrente, ma un conto di deposito. Tuttavia osservando la classifica di OF ci si rende conto che la remunerazione è offerta ancora solo da una minoranza dei conti correnti on line. Alcuni conti ne offrono una minima, che si avvicina più a quella dei conti correnti tradizionali: per il Conto BancoPosta è 0,50, per il Conto Ulisse di Mps è 0,2 per cento. E altri ancora, come ZeroTondo di Intesa SanPaolo, non ne offrono alcuna. Ma la tendenza a offrire una remunerazione alta diventa sempre più netta: in questi giorni Barclays e Cariparma hanno lanciato due nuovi prodotti ad alto rendimento, con tasso creditore d&#8217;ingresso rispettivamente al 5 e 4 per cento lordo.</p>
<p>Banche buone e cattive. L&#8217;analisi di Osservatorio Finanziario sui comportamenti delle banche, che vengono divise in &#8216;buone&#8217; e &#8216;cattive&#8217;, è molto accurata. Viene apprezzata per esempio la prontezza di alcune banche, tra le quali la BPM, Fineco, Sella e Santander ad adeguare rapidamente il tasso d&#8217;interesse attivo all&#8217;Euribor. Ma vengono bacchettate quelle che non solo non azzerano i costi, ma li aumentano, come il Conto Stile Concreto di Carige. E che mantengono &#8217;spese occulte&#8217;, come la Banca Popolare di Bari che tra le voci di costo include &#8220;spese annuali di tenuta conto in aggiunta a ogni altra tipologia di spesa: 45 euro&#8221;. Ma ci sono molti altri esempi di questo tipo. Il cliente, insomma, deve ancora stare in guardia, e leggere tutto, fino all&#8217;ultima riga.</p>
<p><em>(fonte: Repubblica.it)</em>
</p>
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		<title>Banche: Abi, sono 1,4 milioni gli immigrati clienti</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 13:47:02 +0000</pubDate>
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	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[Sette nuovi cittadini su dieci sono integrati finanziariamente
Sette immigrati su dieci sono clienti di banca. Sono quasi 1 milione e mezzo gli immigrati che si possono ritenere a pieno titolo integrati finanziariamente in Italia. Solo due anni fa era un milione, circa un terzo in meno. E&#8217; quanto emerge dalla ricerca ABI - CeSPI sull&#8217;Analisi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sette nuovi cittadini su dieci sono integrati finanziariamente</p>
<p>Sette immigrati su dieci sono clienti di banca. Sono quasi 1 milione e mezzo gli immigrati che si possono ritenere a pieno titolo integrati finanziariamente in Italia. Solo due anni fa era un milione, circa un terzo in meno. E&#8217; quanto emerge dalla ricerca ABI - CeSPI sull&#8217;Analisi dei bisogni finanziari e assicurativi degli immigrati in Italia, presentati oggi al Forum sulla Responsabilita&#8217; sociale d&#8217;impresa. Aprendo i lavori Giuseppe Zadra, il direttore generale dell&#8217;ABI, ha sottolineato che &#8216;&#8217;Le banche italiane si sono attivate per rispondere subito alla domanda dei migranti. <a id="more-163"></a></p>
<p>Possiamo contare su una fascia di nuovi clienti affidabili e attivi'&#8217;. I migranti con conto corrente sono passati da 1.058.000 a 1.410.000 in due anni, con un aumento di 352.000, andando dal 60% al 67% del totale delle persone provenienti dai paesi non Ocse. La popolazione di migranti adulti in Italia nel periodo 2005-2007 e&#8217; passata da 1.752.694 residenti non Ocse (dato Dicembre 2004) ai 2.119.188 (dato Dicembre 2006), registrando un aumento del 20,9%. L&#8217;incremento della bancarizzazione e&#8217; nettamente superiore a quello della della popolazione migrante. Il territorio dove si risiede incide sensibilmente. I diversi contesti produttivi, economici e sociali hanno forti ripercussioni nel rapporto degli immigrati con le banche. A Milano ha rapporti con la banca il 71,3%, a Roma il 52,6 ed a Palermo il 38%. Il luogo di residenza influisce trasversalmente anche all&#8217;interno delle stesse comunita&#8217; nazionali. E cosi&#8217; il tasso di bancarizzazione degli immigrati dal Marocco a Milano e&#8217; del 79,2%, mentre a Palermo e&#8217; del 41,3%. I rumeni bancarizzati a Milano sono il 71,2%, rispetto al 51,1% di Perugina e al 45,3% di Roma.</p>
<p>Il Paese di origine ha comunque un suo peso. Tra i piu&#8217; bancarizzati Ecuadoriani (73,1%), Albanesi (67,4%), Egiziani (62,8%), Senegalesi (59,3%), Ghanesi (57,7%) e Marocchini (55,7%). Gli uomini titolari di conto corrente sono il 60,4%, mentre le donne il 50,4, nonostante a livello di presenza numerica i generi quasi si equivalgano. Quando la presenza femminile e&#8217; piu&#8217; numerosa il quadro cambia, come nei casi della comunita&#8217; ecuadoriana e rumena dove la bancarizzazione femminile e&#8217; superiore del 9% e del 4% a quella maschile. Il tempo di permanenza e&#8217; l&#8217;altro fattore che incide decisamente nel processo di bancarizzazione. Piu&#8217; si resta in Italia piu&#8217; si entra in relazione con la banca. L&#8217;aumento si puo&#8217; collegare al miglioramento della posizione lavorativa e alla maggiore stabilita&#8217; contrattuale. L&#8217;indice di bancarizzazione e&#8217; superiore alla media in caso di lavoro dipendente a tempo indeterminato (70,5%), di lavoro autonomo regolare (69,6%) e di contratto a progetto (67,7%). Il lavoro e&#8217; un fattore importante nel percorso di inclusione finanziaria.</p>
<p>La necessita&#8217; di accreditare lo stipendio da parte del datore di lavoro e&#8217; il primo motivo di bancarizzazione (52,3%), seguita dal desiderio di mettere al sicuro il denaro (40,9%) e dall&#8217;opportunita&#8217; di risparmiare (39%). Cresce il flusso di denaro verso le aree di provenienza. Nel 2006 le rimesse dall&#8217;Italia sono state pari a 4,35 miliardi di euro secondo i dati Uic. In media 1.900 euro a migrante. Nel periodo 2004 - 2006 il dato complessivo e&#8217; stato pari a 10,9 miliardi di euro. Nel 2006, la Romania e&#8217; il primo paese di destinazione delle rimesse dall&#8217;Italia con oltre 770 milioni di euro. Seguono la Cina con circa 700 milioni, le Filippine con 500 milioni, il Marocco con circa 290 milioni, il Senegal con 200 milioni. L&#8217;ammontare delle rimesse inviate in Albania e&#8217; pari a 138 milioni di euro, mentre sono stati inviati in Bangladesh ed Ecuador circa 100 milioni di euro.</p>
<p>Secondo l&#8217;indagine ABI - CeSPI il 77,6% invia denaro nel paese d&#8217;origine. Oltre all&#8217;area di provenienza ha il suo peso la zona di residenza. Guidano la classifica delle comunita&#8217; con maggiori volumi d&#8217;invio i marocchini e i cinesi di Milano, i filippini di Roma, i senegalesi e gli ecuadoriani di Milano (attorno al 90% di persone che inviano). Circa l&#8217;ammontare inviato, in piu&#8217; del 51,2% vengono indicate cifre comprese tra i 101 e i 300 euro. La gran parte dei migranti manda denaro almeno una volta ogni 2-3 mesi (il 63,9% del totale), mentre il 38,4 invia almeno una rimessa al mese. Il trasferimento verso i propri paesi di origine e&#8217; quindi estremamente frequente e diffuso. Il volume del danaro inviato non diminuisce in maniera significativa con il prolungarsi della permanenza. L&#8217;80% degli immigrati con un&#8217;anzianita&#8217; migratoria di oltre dieci anni continua ad inviare rimesse. Servizi bancari. Oltre l&#8217;80% dei migranti bancarizzati intervistati usa il conto corrente, il 65% il bancomat e circa il 40% i servizi di accreditamento dello stipendio e addebito sul conto delle utenze. I prodotti collegati al credito (mutui e prestiti personali) sono utilizzati dal 23% dei migranti bancarizzati e circa il 20% fa uso degli assegni bancari e del libretto di risparmio. Le donne utilizzano di piu&#8217; i libretti di risparmio (23% rispetto al 19% degli uomini), le carte di credito pre-pagate (17% rispetto al 14,8%) e le rimesse (13,7% rispetto all&#8217; 11,8%). Le donne generalmente si occupano delle spese ordinarie e del risparmio della famiglia, mentre agli uomini e&#8217; affidata la gestione straordinari, per esempio la richiesta dei mutui casa. Il migrante che chiede credito in prevalenza sottoscrive un mutuo (il 90% di chi ha chiesto un mutuo e&#8217; andato in banca) oppure chiede un prestito personale (il 41% dei prestiti personali e&#8217; stato attivato in banca. L&#8217;acquisto della casa in Italia e dell&#8217;auto o della moto sono le ragioni principali per chiedere un finanziamento.
</p>
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		<title>BANCHE: ABI, SETTE IMMIGRATI SU DIECI SONO CLIENTI</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Jan 2008 13:44:37 +0000</pubDate>
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	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[Roma, 29 gen. - Per quanto riguarda le rimesse, secondo l’indagine Abi-Cespi il 77,6% invia denaro nel Paese d’origine. Nel 2006 la Romania e’ stato il primo Paese di destinazione delle rimesse dall’Italia con oltre 770 milioni di euro. Seguono la Cina con circa 700 milioni, le Filippine con 500 milioni, il Marocco con circa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Roma, 29 gen. - Per quanto riguarda le rimesse, secondo l’indagine Abi-Cespi il 77,6% invia denaro nel Paese d’origine. Nel 2006 la Romania e’ stato il primo Paese di destinazione delle rimesse dall’Italia con oltre 770 milioni di euro. Seguono la Cina con circa 700 milioni, le Filippine con 500 milioni, il Marocco con circa 290 milioni e il Senegal con 200 milioni. A guidare la classifica delle comunita’ con maggiori volumi di invio di denaro sono i marocchini e i cinesi di Milano, i filippini di Roma, i senegalesi e gli ecuadoriani di Milano.<br />
Per quanto riguarda i servizi bancari, oltre l’80% dei migranti usa il conto corrente, il 65% il bancomat e circa il 40% i servizi di accreditamento dello stipendio e addebito sul conto delle utenze. I prodotti collegati al credito (mutui e prestiti personali) sono utilizzati dal 23% degli immigrati e circa il 20% fa uso degli assegni bancari e del libretto di risparmio, utilizzato maggiormente dalle donne (23% rispetto al 19% degli uomini). Il gentil sesso fa maggiormente uso rispetto agli uomini anche delle carte di credito prepagate (17% rispetto al 14,8%) e delle rimesse (13,7% rispetto all11,8%). Riguardo ai servizi di credito, il 54% degli intervistati ha attivato un finanziamento con una banca, il 27% con una finanziaria, il 12% e’ ricorso ad amici e parenti. Il migrante che chiede credito in prevalenza sottoscrive un mutuo oppure chiede un prestito personale.</p>
<p><em>(fonte: AGI)</em>
</p>
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		<title>Frodi online e phishing: ecco come difendersi</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jan 2008 15:26:08 +0000</pubDate>
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	<category>Conti Correnti</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
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		<description><![CDATA[I pirati informatici non vanno mai in vacanza. Anzi, nell&#8217;era del web 2.0, in cui il numero dei servizi che vengono gestiti online cresce sempre di più, i periodi festivi sono particolarmente amati dagli hacker. E&#8217; qui, infatti, che vengono effettuati un gran numero di bonifici, vaglia, e incassi. Il pericolo numero uno per i cittadini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I pirati informatici non vanno mai in vacanza. Anzi, nell&#8217;era del web 2.0, in cui il numero dei servizi che vengono gestiti online cresce sempre di più, i periodi festivi sono particolarmente amati dagli hacker. E&#8217; qui, infatti, che vengono effettuati un gran numero di bonifici, vaglia, e incassi. Il pericolo numero uno per i cittadini si chiama phishing, ovvero le migliaia di mail fasulle che girano tra le caselle di posta elettronica con l&#8217;obiettivo di catturare password e codici di bancomat e carte di credito. Le mail sfruttano nomi autorevoli per ingannare meglio il navigatore.<a id="more-138"></a></p>
<p>In questi giorni è toccato alla Polizia postale, che ha subito avvertito i cittadini: «attenzione, è un nuovo tentativo di phishing». La truffa, che sfrutta l&#8217;indirizzo di posta <a href="mailto:polizia@postale.it">polizia@postale.it</a>, mira a prosciugare il conto corrente di chi risponde alla mail inserendo i propri dati o cliccando su un link che indirizza ad un sito web fraudolento. Prima della Polizia postale è stata la volta delle Poste italiane e di alcuni istituti di credito. Il 90% degli italiani ha paura di truffe e frodi dei propri dati personali, mentre per il 74% il loro numero crescerà nel prossimo futuro, rivela una ricerca condotta da Rissc (Centro ricerche e studi su sicurezza e criminalità) e commissionata da Cpp Italia (protezione delle carte di pagamento) e Crif (protezione dati personali). Eppure, nonostante gli intervistati additino Internet come luogo privilegiato per questo genere di truffe, nella maggioranza dei casi -secondo la ricerca- i furti di identità avvengono in operazioni quotidiane nella vita &#8220;reale&#8221;. E&#8217; il caso, per esempio, del furto, smarrimento o clonazione della carta di credito.</p>
<p>Emerge quindi uno scetticismo nei confronti di Internet legato probabilmente ad una sua scarsa conoscenza. In un periodo in cui le transazioni online sono in crescita, infatti, una serie di accortezze possono permettere una navigazione più serena. La prima soluzione è utilizzare browser che siano in grado di difenderci dai rischi principali, come Explorer 7 e Firefox 2. Le falle possono però sempre esserci: un blogger, Raff Aviv, ha recentemente illustrato con un video su Internet come l&#8217;ultima versione di Firefox sia scoperta di fronte ad alcune possibilità di phishing. Anti-phishing Italia consiglia di non navigare mai su Internet in modalità &#8220;amministratore di sistema&#8221;, scegliendo account che abbiano funzionalità limitate per la navigazione online, in modo da evitare l&#8217;installazione di programmi maligni sul pc, o che malintenzionati ne assumano il controllo. E&#8217; inoltre preferibile utilizzare il computer con una password d&#8217;accesso, per ridurne l&#8217;utilizzo da parte di terzi, e aggiornare l&#8217;antivirus ogni volta che viene richiesto.</p>
<p>Non solo. L&#8217;installazione di un firewall, ovvero una barriera di protezione tra il computer e Internet, e il suo continuo aggiornamento, è un&#8217;altra avvertenza da non dimenticare mai. Poi ci sono le precauzioni che dipendono dall&#8217;attenzione dell&#8217;utente. La prima è quella di non aprire tutte le mail e gli allegati, ma di verificarle con l&#8217;antivirus e prestare attenzione alla loro origine. Importante anche evitare di fornire i propri dati personali via e-mail, in particolare se si tratta di informazioni bancarie. Per quanto riguarda le transazioni online, infine, è preferibile non utilizzare carte di credito o bancomat, ma le carte prepagate, senza però caricare cifre superiori a poche centinaia di euro.</p>
<p><em>(fonte: ilSole24Ore.com)</em>
</p>
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		<title>Banche: corrono i prestiti ma anche la raccolta</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Nov 2007 10:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Prestiti Personali</category>
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[Accelerano a ottobre gli impieghi bancari, e la raccolta riesce a tenerne il passo. Nonostante la crisi provocata dai mutui americani e l&#8217;innalzamento dei tassi di mercato, i prestiti a famiglie e imprese continuano a crescere a ritmi molto sostenuti.
Secondo i dati diffusi da Via Nazionale, a ottobre i prestiti erogati dalle banche italiane hanno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Accelerano a ottobre gli impieghi bancari, e la raccolta riesce a tenerne il passo. Nonostante la crisi provocata dai mutui americani e l&#8217;innalzamento dei tassi di mercato, i prestiti a famiglie e imprese continuano a crescere a ritmi molto sostenuti.<br />
Secondo i dati diffusi da Via Nazionale, a ottobre i prestiti erogati dalle banche italiane hanno registrato un balzo del 24,8% rispetto al mese precedente mentre su base annua la crescita evidenzia un +11,1%, rispetto al +9,8% di settembre.<br />
Si tratta del tasso di espansione dei prestiti piu&#8217; alto da aprile.<br />
Per effetto della crescita sostenuta a ottobre, la consistenza totale dei prestiti sale cosi&#8217; a 1.643 miliardi di euro rispetto ai 1.463 del mese precedente.<a id="more-131"></a><br />
L&#8217;analisi per tipologia di scadenza, continua a evidenziare un tasso di crescita piu&#8217; sostenuto per i prestiti con durata oltre 5 anni che a ottobre mettono a segno un balzo del 13,1% con un ammontare complessivo a 815 miliardi di euro mentre la scadenza fino a un anno registra un +8,5%. Dinamica molto sostenuta per le scadenze tra 1 e 5 anni con una crescita a ottobre del 10,5%, rispetto a un +6,3% di settembre. Negli ultimi 12 mesi l&#8217;incremento piu&#8217; sostenuto risale all&#8217;ottobre del 2006 con un aumento dell&#8217;8,5%.<br />
A ottobre torna ad accelerare anche la raccolta bancaria con un aumento del 5,7% su base annua e un +13,7% rispetto al mese precedente. Da segnalare il balzo della raccolta con durata prestabilita (+15,7% annuale), l&#8217;incremento dell&#8217;11,9% per le obbligazioni e il +12,2% per pronti contro termine.</p>
<p><strong>GARANTE PRIVACY DETTA LA GUIDA PER USO DATI CLIENTI<br />
</strong>Informazioni sempre esatte ed aggiornate, richiesta di documenti di riconoscimento solo nei casi indispensabili, distanze di cortesia, adeguate misure di sicurezza a protezione dei dati personali, rigoroso rispetto dei casi nei quali e&#8217; lecito comunicare a terzi informazioni bancarie.<br />
Sono queste alcune delle indicazioni fornite dal Garante della Privacy nelle Linee guida sul &#8216;&#8217;trattamento dei dati personali della clientela in ambito bancario'&#8217;, adottate anche tenendo anche conto delle segnalazioni e dei reclami presentati all&#8217;Autorita&#8217; da parte di numerosi clienti insoddisfatti di come venivano tutelati i loro dati personali.<br />
Il provvedimento a carattere generale fissa le garanzie per il corretto uso dei dati personali dei clienti da parte degli istituti bancari e degli operatori postali, quando operano nell&#8217;ambito bancario e finanziario. E affronta diversi aspetti che regolano il rapporto tra banca e cliente: i casi specifici nei quali e&#8217; lecito comunicare a terzi informazioni bancarie, gli obblighi di riservatezza da rispettare, le modalita&#8217; con le quali le banche devono soddisfare le richieste di accesso dei clienti ai propri dati personali o quelle per informarli sull&#8217;uso che viene fatto di questi dati.<br />
In dettaglio il Garante ha stabilito che le comunicazioni di informazioni bancarie a terzi devono essere effettuate solo nei casi espressamente previsti dalla legge, dal Codice della privacy o nel caso in cui sia l&#8217;interessato ad autorizzare terzi (familiari, coniuge, professionisti legati da una rapporto di lavoro) ad effettuare operazioni per suo conto o a conoscere il tipo di rapporto intrattenuto con la banca.<br />
Inoltre le banche possono registrare le telefonate effettuate dalla clientela per dare particolari ordini e istruzioni o nei servizi di &#8216;&#8217;telephone banking'&#8217;, ma devono informare gli interessati. E&#8217; necessario adottate misure di sicurezza contro alterazione o uso indebito del contenuto delle conversazioni. La guida del Garante poi prevede che il personale deve evitare le telefonate e i colloqui ad alta voce con la clientela e occorre predisporre distanze di cortesia agli sportelli. Le informazioni dei clienti trattati dalle banche devono essere sempre esatte ed aggiornate e il cliente ha diritto a ottenere la comunicazione in forma intelligibile dei dati che lo riguardano (comprese operazioni effettuate, registrazioni telefoniche, ordini di investimento), ma non quelli riferiti ad altre persone (se presenti, nella copia dei documenti da consegnare al cliente devono essere oscurati).<br />
Infine il Garante ha stabilito che nel caso in cui dare l&#8217;informativa singolarmente a ciascun cliente comporti un impiego sproporzionato di mezzi (es. operazioni di cessione di sportelli), la banca puo&#8217; assolvere tale obbligo pubblicando l&#8217;informativa sulla Gazzetta Ufficiale. &#8216;&#8217;Il Garante prosegue cosi&#8217; la sua opera di chiarificazione in un altro importante settore - dichiara Giuseppe Fortunato, relatore del provvedimento - dopo la sanita&#8217;, il recupero crediti, la vita condominiale, il rapporto di lavoro, le imprese, anche per le banche, dove molteplici sono state le segnalazioni da parte dei cittadini, l&#8217;Autorita&#8217; ha emanato una &#8216;Guida&#8217; per garantire i principi di correttezza, liceita&#8217; e proporzionalita&#8217; nell&#8217;uso dei dati personali. Evitare richieste ad alta voce, assicurare distanze di cortesia, poter conoscere tutto cio&#8217; che riguarda le proprie operazioni, pretendere la piu&#8217; assoluta riservatezza, sapere se le telefonate sono registrate, sono diritti sul cui pieno rispetto il Garante vigilera&#8217; con rigore&#8217;.</p>
<p><strong>PINZA, SISTEMA BANCARIO PRONTO PER INTENSIFICARE PRESENZA ALL&#8217;ESTERO<br />
</strong>&#8220;Siamo pronti per intensificare la presenza all&#8217;estero&#8221;. Il viceministro per l&#8217;Economia, Roberto Pinza, risponde cosi&#8217; indirettamente all&#8217;invito del governatore della Banca d&#8217;Italia, Mario Draghi, che in uno dei suoi piu&#8217; recenti interventi aveva esortato le banche a guardare di piu&#8217; fuori dai confini nazionali. A margine di un convegno dell&#8217;Unioncamere, Pinza ha detto che &#8216;&#8217;il sistema bancario ha fatto grandi aggregazioni, c&#8217;e&#8217; ancora qualcosa da fare, ma il sistema e&#8217; pronto per fare il grande balzo. Ormai - ha ribadito - si e&#8217; verso la fine delle grandi concentrazioni in Italia, siamo gia&#8217; improntati a una forte proiezione verso l&#8217;estero'&#8217;, ha concluso.
</p>
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		<title>Un terzo dei conti correnti è on line nel 2006 19 milioni di bonifici via Web</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Nov 2007 09:46:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Banche</category>
	<category>Carte di Credito</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Presentata dall&#8217;Abi l&#8217;indagine dell&#8217;Osservatorio dell&#8217;e-Committee. Oltre undici milioni e mezzo i correntisti abilitati via Internet, telefono o Mobile.
L&#8217;operazione maggiormente effettuata dal computer è però l&#8217;estretto conto. In crescita l&#8217;operatività via cellulare: abilitati 4,6 milioni di utenti.
ROMA - La paura della pirateria informatica non ferma la crescita dei conti correnti on line: nel 2006 sono aumentati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Presentata dall&#8217;Abi l&#8217;indagine dell&#8217;Osservatorio dell&#8217;e-Committee. Oltre undici milioni e mezzo i correntisti abilitati via Internet, telefono o Mobile.<br />
L&#8217;operazione maggiormente effettuata dal computer è però l&#8217;estretto conto. In crescita l&#8217;operatività via cellulare: abilitati 4,6 milioni di utenti.</em></p>
<p><strong>ROMA</strong> - La paura della pirateria informatica non ferma la crescita dei conti correnti on line: nel 2006 sono aumentati del 26 per cento rispetto all&#8217;anno precedente, arrivando a quasi dieci milioni e mezzo. Il 34 per cento dei conti bancari delle famiglie, dunque, viaggia via Internet: a favorire il boom dell&#8217;on line la comodità di uso (niente più file agli sportelli della propria filiale) e la convenienza, che va dalla riduzione dei costi a una remunerazione che, per i primi mesi, può arrivare anche al 6 per cento. Secondo le previsioni di KPMG i conti correnti on line si attesteranno alla fine di quest&#8217;anno a oltre 11 milioni (tra 11,3 e 11,7 milioni) e alla fine del 2008 avranno varcato quota 13 milioni. <a id="more-126"></a></p>
<p>Il quarto rapporto sulla multicanalità delle banche, presentato stamane dall&#8217;Osservatorio e-Committee dell&#8217;Abi, rileva inoltre l&#8217;esistenza di oltre 11 milioni e mezzo di conti, con un incremento del 25 per cento nel 2006, abilitati ad almeno un canale alternativo allo sportello tradizionale, e cioè, oltre a quello Internet, il Phone e il Mobile Banking.</p>
<p>&#8220;Internet, Mobile Banking e carte di pagamento - sostiene il direttore generale dell&#8217;Abi, Giuseppe Zadra - hanno un denominatore comune importante, che è quello della modernità. Utilizzare strumenti di pagamento moderni, dal bonifico online alla carta PagoBancomat, significa non solo più efficienza, velocità e sicurezza per le famiglie e le imprese, ma anche contribuire in modo significativo all&#8217;opera più generale di ammodernamento del Paese&#8221;.</p>
<p><strong>Nove anni fa il primo conto on line.</strong> Una diffusione così massiccia dei conti on line non era certo prevedibile 9 anni fa, quando venne aperto il primo conto abilitato a operare su Internet in Italia, Winconto di Banca Sella. Poi ne sono arrivati molti altri, da quelli di Fineco a quelli di We il conto on line non è una forma d&#8217;investimento, non è soggetto ai rischi di mercato. Per mantenere a livello appetibile i tassi d&#8217;interesse le banche impiegano i depositi in operazioni a loro volta non rischiose come i fidi, i mutui immobiliari o l&#8217;acquisto di titoli di Stato.</p>
<p><strong>L&#8217;incubo sicurezza.</strong> Naturalmente c&#8217;è anche l&#8217;altra faccia della medaglia, l&#8217;incubo del conto svuotato sotto gli occhi in pochi secondi. E&#8217; successo per esempio alcuni giorni fa a un ventinovenne di Roma: nel giro di pochissimo si è visto sottrarre dal proprio conto on line 24.000 euro. I responsabili, una banda italo-romena che aveva creato due società e un programma informatico perfetto per il phishing, sono stati individuati e arrestati dalla Guardia di Finanza. Però non sempre va così bene, non sempre si riesce a dimostrare di essere estranei alle somme sottratte dal proprio conto. Le banche assicurano, i siti sono sicuri: l&#8217;importante è fare attenzione e seguire le istruzioni. Controllare che il sito sia davvero quello della banca, non lasciare incustoditi i propri codici di accesso e cambiarli spesso, soprattutto non rispondere alle email che chiedono aggiornamenti, controlli o altre indicazioni personali, senza essersi accertati che provengano davvero dalla propria banca.</p>
<p><strong>L&#8217;estratto conto l&#8217;operazione più cliccata.</strong> Tutti i conti on line, a eccezione di Conto Arancio, che è in realtà un deposito remunerato, ma privo di operatività bancaria, offrono a costo zero qualunque tipo di operazione. Di contro, se con un conto on line si intende fare un&#8217;operazione allo sportello, i costi possono anche raddoppiare o triplicarsi (ma dipende dal conto, se la banca intende privilegiare la strategia multicanale piuttosto che l&#8217;on line puro).</p>
<p>L&#8217;operazione più frequente via Web, secondo le rilevazioni dell&#8217;Abi, nel 2006 è stato l&#8217;estratto conto, effettuato da tutti i correntisti almeno una volta alla settimana. Al secondo posto i bonifici: l&#8217;anno scorso ne sono stati effettuati via Internet oltre 19 milioni, pari a un quarto del totale, per un valore complessivo di oltre 30 miliardi di euro (contro i 14 milioni del 2005). Sul fronte dei pagamenti, i numeri sono abbastanza in linea invece con il 2005: oltre 5 milioni di operazioni, pari al 2 per cento del totale. Il pagamento più frequente via Internet è il pagamento delle tasse con F24, seguito dai pagamenti Riba per le bollette e le ricariche sul cellulare.</p>
<p><strong>Avanza il mobile banking.</strong> Sta crescendo anche il mobile banking: i conti attivi su questo canale sono 1,2 milioni, contro un milione dell&#8217;anno precedente (i conti abilitati sono molti di più, 46 milioni). I servizi più diffusi via cellulare sono quelli di &#8220;allerta&#8221; (45,6 milioni) e le richieste di informazioni (circa 40,7 milioni). Le operazioni effettuate più spesso con il cellulare sono invece le ricariche telefoniche (186.000 nel 2006) e i bonifici (1.600).</p>
<p><strong>Il futuro degli sportelli: la consulenza.</strong> I conti on line costano di meno all&#8217;utente perché sono meno costosi per le banche. In futuro le filiali dovrebbero essere riservate esclusivamente ai servizi di consulenza, non più alle operazioni spicciole, di sportello, più comode ed economiche da casa, o dall&#8217;ufficio. E in effetti, da una recente indagine di MarketLab emerge un&#8217;orientamento delle banche verso un miglioramento di aspetti quale la consulenza, l&#8217;accoglienza, la comunicazione. <em> </em></p>
<p><em>(fonte La Repubblica.it Economia e Finanza) </em>
</p>
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		<item>
		<title>Banche, un conto su tre corre su web e telefono</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2007/banche-un-conto-su-tre-corre-su-web-e-telefono/</link>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2007 09:02:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[I dati dell'&#8217;Osservatorio e-Committee dell&#8217;Abi: oltre 11,5 milioni i c/c abilitati a Internet, Phone banking e Mobile Banking. On line anche per bonifici e pagamenti. Zadra: &#8216;&#8217;Più efficienza, velocità e sicurezza per famiglie e mprese'&#8217;
Roma, 26 nov. - Sono oltre 11,5 milioni, con un incremento del 25% nel 2006 rispetto all&#8217;anno precedente, i conti correnti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>I dati dell'&#8217;Osservatorio e-Committee dell&#8217;Abi: oltre 11,5 milioni i c/c abilitati a Internet, Phone banking e Mobile Banking. On line anche per bonifici e pagamenti. Zadra: &#8216;&#8217;Più efficienza, velocità e sicurezza per famiglie e mprese'&#8217;</em></p>
<p>Roma, 26 nov. - Sono oltre 11,5 milioni, con un incremento del 25% nel 2006 rispetto all&#8217;anno precedente, i conti correnti abilitati ad almeno uno dei canali alternativi allo sportello tradizionale, e cioè Internet, il Phone ed il Mobile Banking. In pratica, è abilitato più di un conto corrente su tre (il 37%) e nel 58% dei casi (circa 6,7 milioni, con un incremento del 19% rispetto al 2005) questi conti sono effettivamente attivi ed utilizzati più di una volta alla settimana. E&#8217; quanto emerge dal quarto rapporto &#8216;La multicanalità delle banche&#8217; condotto dall&#8217;Osservatorio e-Committee dell&#8217;Abi e presentato oggi a Roma in occasione del Convegno &#8216;Carte 2007&#8242;. <a id="more-123"></a></p>
<p>&#8216;&#8217;Internet, Mobile Banking e carte di pagamento - ha spiegato il direttore generale dell&#8217;Abi, Giuseppe Zadra, commentando i risultati del rapporto e-Committee - hanno un denominatore comune importante, che è quello della modernità. Utilizzare strumenti di pagamento moderni, dal bonifico on line alla carta PagoBancomat - ha aggiunto il numero uno di palazzo Altieri - significa non solo più efficienza, velocità e sicurezza per le famiglie e le imprese, ma anche contribuire in modo significativo all&#8217;opera più generale di ammodernamento del Paese'&#8217;.</p>
<p>Ma qual è il canale &#8216;preferito&#8217; dalle famiglie italiane e quali le operazioni più frequenti via internet o via telefono? Ecco, in sintesi, la fotografia che emerge dall&#8217;indagine dell&#8217;e-Committee, svolta su di un campione di 271 banche, pari al 73% del settore in termini di numero di conti correnti per le famiglie.</p>
<p>Internet banking: un terzo dei conti correnti è già on line. Con quasi 10,5 milioni di conti correnti abilitati a operare su internet (il 34% del totale dei conti correnti delle famiglie) e un incremento del 26% rispetto al 2005, il web si conferma anche per il 2006 il canale alternativo allo sportello &#8216;preferito&#8217; dai clienti delle banche italiane.</p>
<p>Anche quest&#8217;anno - con oltre 462 milioni di informazioni su saldo, movimenti e condizioni di conto corrente richieste alle banche, contro i 262 milioni dell&#8217;anno passato - l&#8217;operazione più &#8216;&#8217;cliccata'&#8217; è la consultazione dell&#8217;estratto conto, che mediamente avviene una volta a settimana. Al secondo posto, invece, si confermano i bonifici: nel 2006 ne sono stati fatti oltre 19 milioni via internet, per un valore complessivo di oltre 30 miliardi di euro (contro i 14 milioni del 2005).</p>
<p>Sul fronte dei pagamenti, invece, quelli on line si mantengono sostanzialmente invariati rispetto al 2005, con oltre 5 milioni di operazioni pari al 2% del totale, per un ammontare complessivo di quasi 3,3 miliardi di euro. In particolare, tra i più frequenti via internet si confermano il pagamento delle tasse con F24 (quasi 1,6 milioni), i pagamenti Riba per le bollette (oltre 721 mila) e le ricariche del cellulare (quasi 11 milioni).</p>
<p>Quanto al &#8216;Phone banking&#8217; l&#8217;Abi rileva che in un anno si è raddoppiata la compravendita di azioni al telefono. I conti correnti abilitati al Phone Banking raggiungono quota 9,1 milioni, pari al 30% del totale dei conti correnti delle famiglie e con un incremento del 28% rispetto al 2005.</p>
<p>Riguardo al Mobile banking, per 4,6 milioni di famiglie la banca risponde anche al cellulare. Aumentano infatti le famiglie italiane che &#8216;&#8217;preferiscono'&#8217; il cellulare per fare un bonifico o verificare il proprio estratto conto. Nel 2006 i conti attivi su questo canale, infatti, sono 1,2 milioni contro il milione dell&#8217;anno precedente. Le ricariche telefoniche (186 mila) e i bonifici (1.600) tra le operazioni effettuate più spesso con il cellulare.</p>
<p><em>(fonte: Adnkronos/Ign)</em>
</p>
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		<item>
		<title>Mutui, le banche riaprono ai consumatori</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2007 08:23:25 +0000</pubDate>
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	<category>Mutui</category>
	<category>Banche</category>
	<category>Economia e Finanza</category>
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		<description><![CDATA[Portabilità e rinegoziazione: Interviene il ministero, riparte il negoziato
Le associazioni chiedono l’azzeramento dei costi. Timida apertura dell&#8217;Abi: richieste all’attenzione dell&#8217;esecutivo 
ROMA - L&#8217;Abi porterà all&#8217;attenzione del prossimo esecutivo dell&#8217;associazione - previsto per il 21 novembre - le proposte dei consumatori sui costi di portabilità dei mutui. La novità è emersa dall&#8217;incontro tra i rappresentanti dell&#8217;associazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Portabilità e rinegoziazione: Interviene il ministero, riparte il negoziato<br />
Le associazioni chiedono l’azzeramento dei costi. Timida apertura dell&#8217;Abi: richieste all’attenzione dell&#8217;esecutivo </em></p>
<p><strong>ROMA</strong> - L&#8217;Abi porterà all&#8217;attenzione del prossimo esecutivo dell&#8217;associazione - previsto per il 21 novembre - le proposte dei consumatori sui costi di portabilità dei mutui. La novità è emersa dall&#8217;incontro tra i rappresentanti dell&#8217;associazione delle banche italiane e i consumatori al ministero dello Sviluppo economico. L’incontro è stato favorito dall’intervento del ministero dopo la rottura della trattativa, annunciata la scorsa settimana. All&#8217;incontro erano presenti anche i rappresentati dei notai e del ministero. <a id="more-120"></a></p>
<p><strong>AZZERAMENTO COSTI</strong> - I consumatori, in base a quanto stabilito dalla legge Bersani, chiedono l&#8217;azzeramento dei costi di portabilità. Dalle banche arriva una timida apertura: visto che l’associazione delle banche ha ammesso di valutare «con attenzione» le posizioni dei consumatori riguardo ai costi e, nel corso della riunione promossa dal ministero, si è impegnata a portarle all&#8217;attenzione del comitato esecutivo. Le associazioni dei consumatori chiedono che, spostando il mutuo da una banca all&#8217;altra, ma anche per la rinegoziazione dello stesso con la propria banca, non ci sia alcun tipo di costo a carico dei clienti. «A dieci mesi dalla legge Bersani - commentano il presidente dell&#8217;Adusbef, Elio Lannutti e di Federconsumatori, Rosario Trefiletti - continua la melina dell&#8217;Abi per prendere tempo. Speriamo sia la volta buona. La legge parla chiaro - continua - non ci deve essere neanche un centesimo a carico dei consumatori».</p>
<p><strong>LE RICHIESTE</strong> - «Abbiamo fatto un importante passo avanti: l&#8217;Abi ha abbandonato le posizioni pregiudizialmente negative tenute in precedenza e la delegazione si è impegnata formalmente a presentare le nostre proposte al prossimo comitato direttivo». commenta Antonio Longo, presidente del Movimento difesa del cittadino (Mdc). Le richieste delle associazioni dei consumatori, precisa, sono state: «premettere il riconoscimento che, ai sensi della legge 2 aprile 2007, n. 40 - articolo 8, le procedure di portabilità devono essere realizzate senza nessun onere economico di qualsiasi natura per il debitore; aggiungere all&#8217;accordo sulla portabilità il chiarimento che l&#8217;eventuale rinegoziazione del mutuo con la propria banca deve essere perfezionata anch&#8217;essa senza alcun costo per il debitore; eventuali costi sostenuti da mutuatari in questi mesi (dall&#8217;approvazione della legge fino alla data di stipula dell&#8217;accordo) per realizzare la portabilità, dovranno essere risarciti».</p>
<p><strong>RINEGOZIAZIONE</strong> - Riguardo alla questione della rinegoziazione dei mutui le associazioni hanno confermato la loro posizione, ovvero: costo zero per i mutuatari; conguaglio, nel caso di approvazione dell’emendamento bipartisan sull’assenza di penali, per i mutuatari che avessero già pagato somme alla propria banca; semplicità e chiarezza delle procedure da applicare sia da parte della banca che da parte del notaio (punto condiviso anche dal Consiglio nazionale del Notariato).</p>
<p>(fonte: Corriere della Sera | Economia)
</p>
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		</item>
		<item>
		<title>BANKITALIA: in aumento in Calabria i prestiti bancari</title>
		<link>http://www.allfinweb.com/ne/2007/bankitalia-in-aumento-in-calabria-i-prestiti-bancari/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Nov 2007 09:58:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>FG</dc:creator>
		
	<category>Banche</category>
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		<description><![CDATA[Catanzaro. - “Piu’ intensa - si legge nello studio - e’ stata la crescita del tasso d’interesse attivo sui prestiti alle famiglie consumatrici per l’acquisto di abitazioni, attestatosi al 5,74 per cento (0,61 punti percentuali in piu’ rispetto a dicembre 2006). I prestiti divenuti inesigibili nell’anno terminante a giugno 2007 sono aumentati del 4,6 per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Catanzaro</strong>. - “Piu’ intensa - si legge nello studio - e’ stata la crescita del tasso d’interesse attivo sui prestiti alle famiglie consumatrici per l’acquisto di abitazioni, attestatosi al 5,74 per cento (0,61 punti percentuali in piu’ rispetto a dicembre 2006). I prestiti divenuti inesigibili nell’anno terminante a giugno 2007 sono aumentati del 4,6 per cento (2,8 per cento a dicembre 2006); la loro consistenza in rapporto ai prestiti vivi si e’ attestata all’1,7 per cento, in diminuzione rispetto a dicembre 2006 (1,9 per cento), ma pari a circa 2,4 volte il dato medio nazionale”. <a id="more-117"></a></p>
<p>Il rapporto tra le sofferenze e i prestiti e’ sceso al 6,7 per cento, 0,3 punti percentuali in meno rispetto al valore rilevato a fine 2006. La raccolta bancaria e la gestione del risparmio A giugno 2007 la raccolta bancaria e’ aumentata del 3,2 per cento, stabile rispetto a dicembre 2006. I depositi in conto corrente sono cresciuti del 3,1 per cento mentre le obbligazioni bancarie sono rimaste sostanzialmente stabili. La raccolta presso le famiglie consumatrici ha decelerato all’1,7 per cento (da 3,2 a dicembre 2006).</p>
<p>Il valore dei titoli detenuti in custodia nelle banche ha accelerato al 14,8 per cento , a seguito dell’incremento della crescita di tutte le componenti ad eccezione dei titoli di Stato, le cui consistenze sono aumentate sugli stessi elevati ritmi registrati a dicembre. Il tasso passivo sui conti correnti rilevato nel mese di giugno e’ stato pari all’1,04 per cento (0,19 punti percentuali in piu’ rispetto a dicembre 2006 e 0,57 punti percentuali al di sotto del dato nazionale).</p>
<p><em>(font: Economia-Oggi)</em>
</p>
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