Zero spese e alta remunerazione. E’ nata la concorrenza tra banche
ROMA - Il 2008 sarà l’anno del boom dei conti correnti on line. A lanciare la scommessa è Osservatorio Finanziario, l’istituto che dal 2002 monitora l’e-banking. “I conti on line adesso sono un milione e mezzo, ma raddoppieranno in breve tempo” assicura Francesca Tedeschi, responsabile di OF. Per due ragioni: la prima è costituita dal pacchetto liberalizzazioni firmato dal ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani, grazie al quale sono state abrogate le spese di chiusura conto, e si è dato il via alla mobilità dei correntisti. La seconda è “l’ingresso nell’attività lavorativa della cosiddetta generazione Internet, che chiede condizioni trasparenti e costo zero”. In definitiva chi è abituato a operare in Rete non intende pagare costi come quelli ai quali le altre generazioni erano ormai abituate, come i 3-4 euro chiesti ancora oggi allo sportello per un bonifico. E infatti il numero dei conti on line a costo zero, secondo le rilevazioni di OF, è cresciuto nell’ultimo anno del 150 per cento.
Costo zero e remunerazione. In definitiva, rilevano gli analisti di Osservatorio Finanziario, tra il 2007 e il 2008 è nata la concorrenza bancaria, quella vera. Allettati da una clientela potenziale sempre più ampia, le banche si sfidano finalmente sulle condizioni di conto, offrendo in modo ormai praticamente generalizzato il ‘costo zero’ (non male dopo che persino il governatore della Banca d’Italia Mario Draghi aveva puntato più volte il dito contro i costi eccessivi dei conti italiani, decisamente esorbitanti se confrontati con quelli degli altri Paesi europei). E poi sulla remunerazione, tanto che quello che per decenni è stato un (costoso) servizio adesso è diventato un piccolo investimento. I tassi d’interesse attivi sono arrivati fino al 6 per cento lordo, anche se solo in promozione.
La rivoluzione è solo su Internet. Tuttavia la rivoluzione non riguarda, naturalmente, l’intero mondo bancario. Ad essere competitivi, a sfidarsi a colpi di offerte sempre più vantaggiose sono solo i conti corrente on line, non quelli tradizionali, che sono rimasti nel tempo piuttosto simili a se stessi. Non solo: appena dal conto on line si chiede una qualunque operazione allo sportello, i vantaggi si trasformano in svantaggi. Un’operazione allo sportello per il titolare di un conto Internet può costare anche cinque euro, anche se si tratta di un semplice prelievo di contante. E ci sono conti, come il BNL Revolution, che oltre al costo dell’operazione addebitano sul conto del cliente nei mesi in cui si eseguono operazioni allo sportello anche una sorta di ‘tassa’ (per questo prodotto il costo è di 6,90 euro al mese).
Il 2008 ‘anno della buona banca’. Ma, in fondo, siamo solo all’inizio. E’ solo in questi mesi, spiegano gli analisti di Osservatorio Finanziario, che si sta veramente passando da un prodotto di nicchia a un prodotto per la generalità del mercato: “Sta cambiando la mentalità - osserva Francesca Tedeschi - Le persone vogliono vederci chiaro, pretendono i fogli informativi, utilizzano i call center. La concorrenza è fatta anche di trasparenza, e di rapidità. Finalmente ci sono le banche che adeguano anche il tasso attivo agli aumenti dell’Euribor, non solo quello passivo”. E infatti Osservatorio Finanziario ha proclamato il 2008 “l’anno della buona banca”.
Le novità principali. Secondo il Rapporto 2008 di Osservatorio Finanziario (che considera solo i conti correnti on line, stilandone anche una classifica), le spese per tenuta conto nel 2007 sono scese del 68 per cento rispetto al 2005 e del 25 per cento rispetto all’anno scorso. I tassi creditori sono all’1,08 per cento mentre il tasso debitore sfiora quota 12,13 per cento. Le spese di chiusura conto sono azzerate, ma in diversi casi ci sono vari costi occulti.
Aumentano i prodotti. Ormai quasi tutti i gruppi bancari, e anche le Poste, si sono lanciate nel business dell’on line. Nel 2007 sono stati lanciati otto nuovi prodotti, circostanza che ha contribuito a portare le spese di tenuta conto dai 38 euro del novembre 2006 ai 28,5 del gennaio 2008 (nel giugno del 2005 erano 98,5 euro). E i prodotti a canone zero sono aumentati del 150 per cento in un anno.
E i rendimenti. Ai primi posti nella classifica di Osservatorio Finanziario ci sono i conti che offrono i rendimenti migliori: Conto IW (4 per cento) di IW Bank, Conto me di BPM (3,9), Websella.it di Banca Sella (3,75), Conto Fineco (3,75), Conto Santander (3,75), che però, come Conto Arancio di Ing Direct, non è un conto corrente, ma un conto di deposito. Tuttavia osservando la classifica di OF ci si rende conto che la remunerazione è offerta ancora solo da una minoranza dei conti correnti on line. Alcuni conti ne offrono una minima, che si avvicina più a quella dei conti correnti tradizionali: per il Conto BancoPosta è 0,50, per il Conto Ulisse di Mps è 0,2 per cento. E altri ancora, come ZeroTondo di Intesa SanPaolo, non ne offrono alcuna. Ma la tendenza a offrire una remunerazione alta diventa sempre più netta: in questi giorni Barclays e Cariparma hanno lanciato due nuovi prodotti ad alto rendimento, con tasso creditore d’ingresso rispettivamente al 5 e 4 per cento lordo.
Banche buone e cattive. L’analisi di Osservatorio Finanziario sui comportamenti delle banche, che vengono divise in ‘buone’ e ‘cattive’, è molto accurata. Viene apprezzata per esempio la prontezza di alcune banche, tra le quali la BPM, Fineco, Sella e Santander ad adeguare rapidamente il tasso d’interesse attivo all’Euribor. Ma vengono bacchettate quelle che non solo non azzerano i costi, ma li aumentano, come il Conto Stile Concreto di Carige. E che mantengono ’spese occulte’, come la Banca Popolare di Bari che tra le voci di costo include “spese annuali di tenuta conto in aggiunta a ogni altra tipologia di spesa: 45 euro”. Ma ci sono molti altri esempi di questo tipo. Il cliente, insomma, deve ancora stare in guardia, e leggere tutto, fino all’ultima riga.
(fonte: Repubblica.it)




