Segnali di stabilità per il mercato dei mutui
Nessuna drammatica crisi per il mercato dei mutui italiani. Nel 2007 il credito destinato alle famiglie per l’acquisto di abitazioni presenta un volume di erogazioni in linea con quello dell’anno precedente. Una differenza negativa di soli 150 milioni di euro che in termini percentuali (-0,23%) conferma la stabilità del mercato con un valore di flussi erogati che ha raggiunto complessivamente 62,7 miliardi di Euro.
È quanto emerge dall’ultimo studio effettuato dal gruppo Kiron-Tecnocasa sul segmento dei mutui in Italia. Secondo i dati dell’ultimo trimestre, si evidenzia una crescita del volume dell’erogato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (+3%).
In crescita le macro aree dell’Italia Nord-Occidentale (+3%) e quella insulare (+1,9%), che conferma l’andamento positivo registrato già nei primi tre trimestri del 2007 (+1,7%). Il calo maggiore invece si registra nell’area Nord-Orientale (-2,8%).
Per quanto riguarda il valore dell’entità dei finanziamenti richiesti in Italia al gruppo Kiron per l’acquisto della prima casa si evidenzia addirittura una crescita.
Dopo le tre battute di arresto, l’importo mostra un aumento nei primi mesi del 2008 e se consideriamo un periodo di tempo di un anno, rispetto all’ultimo dato pubblicato da Banca d’Italia, otterremo una crescita dell’8% delle consistenze.
Andando ad analizzare l’importo medio erogato, osserviamo come continui la diminuzione di tale valore. Il mutuo medio, che nel corso del 2007 era pari a 123.000 euro, si è ridotto ancora per arrivare a quota 121.000 euro. Questo si deve soprattutto ad una diminuzione della capacità di spesa delle famiglie, ma anche dalla fase riflessiva del mercato immobiliare.
Bisogna considerare poi che da regione a regione la media dei valori erogati cambia in modo significativo. In Toscana, l’area in cui l’entità dei mutui è più alta, il finanziamento medio è di 145.000 euro, mentre in Basilicata con 86.000 euro è la regione con la cifra media concessa più bassa d’Italia. Un dato che evidenzia ancora una volta la differenza dei valori immobiliari nel Paese.
L’incremento del costo del denaro, dovuto alle recenti tensioni dei mercati finanziari, ha portato i mutuatari a preferire il tasso fisso, scelto al momento da 7 famiglie su 10. La forbice tra i due tassi si è infatti assottigliata nel corso degli anni e se fino a poco tempo fa si pensava ad un taglio del costo del denaro, oggi l’inflazione, che corre ben oltre il 2% a causa dei prezzi delle materie prime, rende molto difficile prevedere come si comporterà la Banca Centrale Europea.
In sostanza, non c’è stata la frenata dei mutui che ci si aspettava e nel prossimo futuro giocheranno un ruolo fondamentale i provvedimenti della Banca Centrale Europea in merito ai tassi d’interesse.
(fonte: solocasenews.it)




