Lunedì 31 Marzo 2008
Euro uguale debito. Dall’entrata in vigore della moneta unica a oggi, l’indebitamento medio delle famiglie italiane è aumentato del 91%, fino ad arrivare all’impressionante cifra di 15.578 euro per nucleo familiare. Solo nell’ultimo anno, poi, le «sofferenze» sono cresciute del 9,2 per cento.
Buona parte dipende certamente dai mutui per la casa, «gonfiati» dal costante aumento dei tassi, e dai finanziamenti per le ristrutturazioni: ma a spingere gli italiani a ricorrere sempre più ai prestiti ci sono anche i cosiddetti «crediti al consumo», gli acquisti a rate praticamente di ogni cosa, dall’auto al divano di casa. O più drammaticamente le conseguenze della crisi economica e degli aumenti generalizzati, dalla benzina agli alimentari, dalla luce al gas, a fronte di retribuzioni rimaste praticamente invariate nel corso dell’ultimo anno: lo stipendio non basta più a far fronte alle spese quotidiane e si è costretti a indebitarsi. È la fotografia scattata dall’ufficio studi della Cgia - l’associazione artigiani - di Mestre in un’indagine sulle difficoltà economiche delle famiglie italiane. (more…)
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Lunedì 31 Marzo 2008
Impensabile la reintroduzione della scala mobile, ma per i pensionati serve un paniere ad hoc e trattamenti al riparo dal carovita. Il voto utile, le pensioni, la vicenda Alitalia, sono alcuni dei temi affrontati da Gianfranco Fini ai microfoni di Radio 24, nel corso della trasmissione Viva voce. «Ritengo impensabile – dice Fini parlando delle pensioni – ripresentare un meccanismo quale la scala mobile, perché torneremmo indietro di venti anni. Tuttavia, occorre prevedere un paniere per i pensionati e adeguare le pensioni al costo della vita, ponendo i pensionati al riparo dagli sbalzi dei prezzi». Per Fini è necessario individuare i generi di prima necessità dei pensionati e porre le pensioni al riparo dagli aumenti del carovita. «Occorre prevedere un meccanismo di copertura, totale o parziale», dice il leader di An, per mettere al riparo le pensioni in modo che «non siano così leggere». (more…)
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Venerdì 28 Marzo 2008
Continuano a salire i tassi interbancari e svanisce la speranza di vedere a breve una riduzione degli interessi sulle rate dei mutui. L’Euribor a tre mesi ha toccato il 4,728%, il massimo da due mesi, dal 4.718% registrato mercoledì, nettamente al di sopra del 4% previsto dalla Bce. Quello a una settimana è sceso invece al 4.334% dal 4.338 per cento. Lo scorso 17 dicembre, in piena crisi subprime, L’Euribor a tre mesi aveva segnato un picco del 4,94% per poi ripiegare fino a un minimo del 4,29% il 22 gennaio scorso. L’impennata di oltre lo 0,30%, in meno di due mesi, è un segnale della crisi di liquidità in corso sui mercati ma soprattutto di quello che gli operatori definiscono «stress finanziario» del sistema. (more…)
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Venerdì 28 Marzo 2008
Marzo pesante per le tasche dei consumatori alle prese con il mutuo della casa: la rata del prestito di questo mese sarà più salata. È, infatti, tornato a salire l’indice Euribor, il paramentro che le banche utilizzano per indicizzare i mutui, arrivando al livello massimo dal 27 dicembre scorso a quota 4,72%.
Vane le speranze di quanti speravano di vedere a stretto giro di posta una riduzione degli interessi sulle rate dei mutui.
Non sono bastate le forte immissioni di liquidità da parte della Banca centrale europea, che aveva fatto scendere a gennaio l’Euribor su livelli che potremmo definire normali. (more…)
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Domenica 23 Marzo 2008
Cgia, a Benevento ci sono piu’ pensionati che occupati
(ANSA) - VENEZIA, 22 MAR - In Italia solo la Lombardia presenta un saldo previdenziale positivo, con piu’ contributi versati che prestazioni pensionistiche erogate. Lo rileva uno studio della Cgia di Mestre in cui si rileva che la situazione va male per la Liguria e tutte le Regioni del Sud. A Benevento ci sono piu’ pensioni che occupati. ‘Per equilibrare i conti - rileva in una nota il segretario della Cgia di Mestre, Giuselle Bortolussi - bisogna combattere il lavoro nero e l’assistenzialismo presente nel Sud’.
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Sabato 22 Marzo 2008
Nel 2008 scenderanno sia i prezzi delle abitazione che il numero delle compravendite immobiliari. La previsione arriva da Nomisma, che per la prima volta parla di un calo piuttosto che di stabilità. Nel primo Rapporto sul mercato immobiliare 2008, l’istituto di ricerca preannuncia una diminuzione delle quantità scambiate nell’ordine del 5-7%, con riduzione ulteriore del 10% per le grandi città, a prezzi stabili.
Ci si attende per l’anno in corso una flessione rispetto all’andamento del 2007, quando le compravendite hanno fatto registrare un calo del 5%, a fronte di un aumento del 5,1% del costo delle case nelle grandi città (5,9% nelle città intermedie). Parallelamente sono aumentati anche i tempi medi di vendita, pari a 5 mesi per le abitazioni.
Alla base di questa situazione vi sono “la diminuzione del potere di acquisto, la crescita dei tassi di interesse, la quota delle famiglie proprietarie”, si legge nella nota dell’istituto.
Le famiglie italiane hanno visto scendere il loro potere d’acquisto, misurato sulla base dei metri quadri acquistabili con una annualità di reddito, diminuito del 24% rispetto a 10 anni fa.
Si è registrata una diminuzione delle erogazioni di mutui (-10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente). Il 28% dei nuovi mutui è stato destinato alla sostituzione di un finanziamento acceso in precedenza.
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Sabato 22 Marzo 2008
Gli italiani corrono in banca a cambiare il vecchio mutuo. Nei primi due mesi del 2008 tre prestiti ipotecari su dieci hanno avuto, infatti, la finalità di sostituire il precedente contratto con uno nuovo, a condizioni più favorevoli. Un dato - quello elaborato dall’Osservatorio MutuiOnline.it - che segna una netta crescita rispetto alle rilevazioni di fine 2007 quando le erogazioni di mutui di sostituzione rappresentava il 19,6% del totale.
Tassi e durate. «Le principali motivazioni che spingono verso il cambio-mutuo sono la ricerca di un tasso migliore o la variazione della durata», sottolinea Roberto Anedda, vicepresidente di MutuiOnline.it. A voler cambiare non è soltanto chi ha visto aumentare le proprie rate variabili negli ultimi anni ma anche chi, guardando le nuove proposte, scopre che il tasso fisso precedentemente pattuito è troppo alto rispetto ai livelli attuali di mercato. Come, ad esempio, chi ha sottoscritto un prestito ipotecario nel 2000 al tasso dell’8 per cento. In casi come questi, la tentazione di alleggerire la rata è forte. (more…)
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Giovedì 20 Marzo 2008
(AGI) - Roma, 19 mar. - Tassi in calo per i mutui immobiliari a febbraio in particolare, segnala il bollettino mensile dell’Abi, il dato medio si e’ attestato al 5,62%, tornando sui livelli di agosto 2007, quando scoppio’ la crisi dei mutui subprime. Il tasso resta comunque notevolmente piu’ alto rispetto a febbraio 2007, quando si attestava al 5,15%. La riduzione rispetto a gennaio 2008 e’ invece di 7 punti base. A scendere e’ anche il tasso medio ponderato sul totale dei prestiti a famiglie e imprese.
A febbraio si e’ posizionato al 6,15%, contro il 6,22% di gennaio. Il dato e’ tuttavia 60 punti base al di sopra del 5,55% di febbraio 2007. Il bollettino dell’Abi segnala anche una lieve accelerazione degli impieghi complessivi. Le prime stime indicano che i prestiti totali concessi dalle banche italiane a febbraio hanno segnato un tasso di crescita tendenziale pari al 9,6%, che si raffronta al 9,5% del gennaio 2008 e all’11,5% di febbraio 2007. In termini assoluti l’ammontare dei finanziamenti e’ risultato pari a 1.464,7 mld di euro, con un flusso netto positivo pari a 127,3 mld rispetto ad un anno prima. (more…)
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Lunedì 17 Marzo 2008
Secondo una ricerca del Centro Studi Sintesi di Venezia si è assistito ad una diminuzione dei crediti inesigibili, ad una minore densità dei protesti, ad un aumento della moneta elettronica e ad una maggiore capillarità nell’offerta bancaria. Nel 2007, però, le peggiori performance bancarie si registrano nel Mezzogiorno. E ultime in qualità (ovvero per la bassa presenza di sportelli bancari, alti tassi di sofferenza dei prestiti elargiti, un risparmio medio per famiglia ridotto e per la quantità di protesti) sono Basilicata, Puglia e Calabria (more…)
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Lunedì 17 Marzo 2008
Avere la certezza di pagare sempre la stessa rata di mutuo, ancorché salata? Oppure affrontare il rischio della volatilità dell’euribor e rischiare piuttosto di pagare ogni mese una cifra diversa? Il dilemma amletico tra tasso fisso o variabile è stato sciolto senza troppe esitazioni shakespeariane dalla maggior parte dei risparmiatori italiani che nel corso del 2007 ha deciso di accendere un mutuo: per il tasso fisso è stato un vero e proprio boom.
Testimoniato dalla fotografia sul mercato dei mutui italiani del 2007 scattata dal bollettino di marzo di Assofin, l’associazione italiana del credito al consumo e immobiliare. Oltre la metà dei mutui erogati l’anno scorso sono a tasso fisso, il 56%, contro il 26% del 2006; e in termini di flussi erogati, si è passati dal 21% al 52% a tasso fisso, riducendo i prestiti a tasso variabile dal 64% del 2006 al 39% del 2007, pur comprendendo in quest’ultima categoria i sempre più diffusi mutui a rata costante, che spalmano le oscillazioni dei tassi di interesse sul numero di rate. (more…)
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