Pensioni: Montezemolo, inevitabile innalzamento eta’
L’Italia e’ il paese europeo con l’eta’ media piu’ alta e con l’eta’ di pensionamento piu’ bassa: e’ necessario un innalzamento dell’eta’ pensionabile per evitare che i giovani di domani debbano pagare una pensione per ogni salario. E’ quanto ha affermato il presidente della Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo, nella sua relazione all’assemblea annuale degli industriali.
“Siamo il paese del vecchio continente con l’eta’ media piu’ alta e con l’eta’ di pensionamento piu’ bassa - ha ricordato il presidente della Confindustria - in tutti i grandi paesi europei si va in pensione ormai a 65 anni e c’e’ chi - come la Germania - ha gia fissato un obiettivo piu’ ambizioso. Non si tratta nemmeno di fare riforme difficili, ma solo di applicare le leggi esistenti, a partire dalla legge Dini che e’ stata approvata con le firme di tutti i sindacati, e dalla riforma Maroni”. “E pensare che l’adeguamento del nostro sistema pensionistico e’ necessario - ha detto ancora Montezemolo - perche’ i lavoratori possano avere in tarda eta’ una pensione piu’ consistente. O davvero si pensa che i giovani di domani siano disposti - si chiede Montezemolo - a pagare una pensione per ogni salario? Perche’ questo avverra’ se non interveniamo oggi”.
L’intervento sul sistema previdenziale non dovra’ coincidere con una riduzione della spesa sociale viste le necessita’ di ammortizzatori sociali in grado di tutelare i lavoratori. “Non si tratta nemmeno - sono parole di Montezemolo - di ridurre la spesa sociale, perche’ in Italia all’alta spesa per pensioni corrisponde una spesa insufficiente per gli aiuti in chi si trova in situazioni di forte disagio. Noi abbiamo bisogno di ammortizzatori sociali moderni, a tutela degli stessi lavoratori. Cosi’ potremo ampliare gli spazi di flessibilita’ contrattata”.




