Pensioni, il Governo cerca di stringere
Una semplice nota del governo, per spiegare che il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha ribadito ai sindacati la necessità di raggiungere un accordo “complessivo” su stato sociale, pensioni e statali “nel più breve tempo possibile” e comunque prima del Dpef.
Ieri Prodi ha incontrato i sindacati per trovare una via di uscita alla scontro duro che si è creato nei giorni scorsi sulla revisione della previdenza. Al centro delle polemiche, il progetto di tagliare i coefficienti (ovvero la rendita delle pensioni) come anche l’allungamento dell’età pensionabile.
Settimana scorsa il momento più duro, quando il ministro dell’Economia, Padoa Schioppa, lanciava quello che veniva interpretato come un ultimatum: o si trova un accordo o si applicano le riforme senza tante storie.
Ieri è stata così l’occasione per ricomporre la frattura. “Il Presidente Prodi - si legge nel comunicato - ha sottolineato la priorità per il Governo dell’applicazione del memorandum d’intesa, con le riforme in esso contenute”.
L’accelerazione è arrivata anche perché nel frattempo i sindacati hanno iniziato ad agitare lo spettro di una grande manifestazione, ancora non accantonata. Ieri al PalaLottomatica di Roma un’assemblea di pensionati è stata scaldata dai sindacalisti, che hanno rilanciato la partita, puntando sulla annosa questione dei mancati adeguamenti delle pensioni.
“Una cosa deve essere chiara - ha detto il segretario generale della Uil, Luigi Angeletti - non si può trasformare in concessione qualcosa che è un diritto sancito da una legge. Quindi, se chiediamo la rivalutazione delle pensioni non ci state regalando nulla”.
Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, detto e ribadito che le pensioni più basse vanno decisamente rivalutate e che c’è necessità di riconoscere il loro valore sociale, è indispensabile che il governo faccia chiarezza e trasparenza sul tesoretto ossia che abbia una linea univoca.
La palla torna al governo, con il ministro del Lavoro, Cesare Damiano, che butta acqua sul fuoco: trovare un accordo è “obiettivo comune”, dice Damiano, esprimendo l’augurio che il confronto “si concluda entro giugno”.
Quanto alle pensioni che in questi anni sono rimaste ferme, Damiano precisa che “non è un caso che la rivalutazioni delle pensioni sia uno degli obiettivi fondamentali ai quali destinare una quota dell’extragettito”.
Parole dolci per i sindacati, per molti il segnale che lo scontro non è destinato a durare.




