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Pensione, stop a 80 anni per la cessione del quinto

ROMA (10 ottobre) - Sulla cessione del quinto della pensione, autorizzata per pagare un debito personale, non ci sono limiti di età in quanto la norma non ne parla. Ma il limite massimo - a 80 anni - sbuca fuori dalla convenzione quadro che l’Inps propone a banche e intermediari finanziari che hanno finanziato il pensionato. La convenzione Inps con le banche permette ai pensionati di accedere ai prestiti a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle offerte come media dal mercato.

Sotto gli 80 anni. In realtà l’età, che il pensionato deve avere all’atto del prestito, deve essere inferiore a 80 anni in quanto tale soglia anagrafica non deve essere superata alla data di scadenza del piano di ammortamento. Perciò, è un esempio, se il pensionato chiede di estinguere il debito in tre anni, al momento del prestito non può avere più di 77 anni.

Il tasso di interessi. Le condizioni da applicare ai pensionati devono stare sotto i limiti indicati dalla convenzione. Il tasso di interesse effettivo globale (Taeg) ha il limite dell’8,45% annuo per i prestiti sotto i 5 mila euro e del 7,55% per prestiti di importo superiore. Il tasso dell’eventuale mora non può superare di quattro punti tali percentuali. E’ previsto che le variazioni dei tassi possano avvenire in concomitanza e in pari percentuale delle variazioni del tasso ufficiale di riferimento (tur) fissato dalla Banca centrale europea (attualmente è del 4% annuo). Il rimborso avviene in rate mensili costanti.

Un rischio in più. Le banche e gli intermediari finanziari potranno coprire il rischio assicurativo della premorienza del pensionato rivolgendosi a primarie compagnie assicuratrici, a meno che si tratti di pensionati pubblici che sono assicurati presso il fondo credito dell’Inpdap. In ogni caso le condizioni da proporre ai pensionati Inps per questo specifico rischio devono essere analoghe a quelle praticate dal fondo Inpdap.

Certificato Inps. Il pensionato, prima di stipulare un contratto di prestito, deve chiedere all’Inps il rilascio della “comunicazione di cedibilità”, con la quale gli uffici mettono per iscritto se la pensione è o meno cedibile e, in caso positivo, la quota disponibile che può essere trattenuta ogni mese dall’ente per essere riversata al creditore. Analoga procedura va seguita con l’Inpdap nel campo del pubblico impiego. Questo documento va essere allegato alla domanda di prestito, che il pensionato presenterà in banca o all’intermediario finanziario, i quali in tal modo sono messi in condizione di stabilire il numero delle rate e il completo piano di ammortamento.

Entro il terzo mese. L’Inps si impegna a iniziare le trattenute del quinto entro il terzo mese successivo alla notifica del contratto e a recuperare le rate già scadute con una trattenuta aggiuntiva per i primi mesi.

(fonte: Il Messaggero)



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