Allarme spese, tesoretto ridotto un decreto per le pensioni basse
Il governo prepara le misure di giugno. Monito Ue sui conti
Manovra per ministeri e infrastrutture. Il grosso dei 5 miliardi a esborsi inderogabili
ROMA - Pensioni basse e infrastrutture: ceti deboli e sviluppo. Sarà questa con tutta probabilità la destinazione del “tesoretto” effettivamente spendibile a favore dell’economia e ridotto ormai a soli 2,5 miliardi (quelli annunciati dalla Trimestrale di cassa nei mesi scorsi). A dare il via libera alla manovra, dopo la due giorni di incontri del premier Prodi che comincia oggi con un vertice di maggioranza e prosegue domani con le parti sociali, sarà entro fine mese il varo di un decreto e del bilancio di assestamento contenente le nuove stime sull’extragettito (stimato intorno ai 5 miliardi).
La manovra - oggetto di un pranzo a Palazzo Chigi tra Prodi e i ministri economici - si concretizzerà in un decreto legge e prevederà la spesa di 700-900 milioni per le pensioni minime e di circa 1-1,5 miliardi per gli investimenti in opere pubbliche dalle strade , alla Tav alle Ferrovie. Il resto dell’extragettito e cioè gli altri 2-2,5 miliardi sarà sacrificato invece al ripiano dei conti pubblici 2007: una mini-manovra correttiva che attingerà al surplus fiscale infatti rappresenterà l’altra parte del decreto legge. Nel menù dovranno trovare spazio le risorse per i ministeri, quelle per i debiti pregressi di alcune amministrazione (ad esempio, le scuole che devono pagare la Tarsu), probabilmente un minor gettito previsto dagli studi di settore, oltre al finanziamento dell’intervento sul cuneo fiscale per banche e assicurazioni.
Non resteranno tuttavia a bocca asciutta i pensionati: il governo è intenzionato ad andare avanti sull’aumento, a partire da metà anno, delle pensioni basse intorno ai 500 euro con un aumento di 50-70 euro dal costo inferiore al miliardo, a varare qualche misura per gli ammortizzatori sociali e a disporre 200 milioni per la detassazione degli straordinari.
Sulla due giorni del governo e sul ministro dell’Economia Padoa-Schioppa intanto si esercita la doppia pressione dell’ala sinistra della maggioranza e degli organismi internazionali. Prc, Verdi, Pdci e Sinistra democratica ieri hanno riunito i capigruppo per chiedere l’abbattimento dello scalone di Maroni per il quale, secondo alcune voci, ci sarebbe una disponibilità a reperire le risorse necessarie. Su fronte opposto ieri a sostegno del rigore sono giunte le parole del commissario Ue Almunia.
L’Italia, secondo Bruxelles, deve “rapidamente consolidare i conti pubblici” tagliando al più presto il suo enorme livello di debito e mettendo in atto la riforma delle pensioni. Nel Rapporto sulle Finanze Ue 2007, pubblicato ieri, si spiega che l’Italia sul fronte pensioni “non preoccupa”, grazie alle riforme già avviate, ma deve “attuarle pienamente, compresa la revisione dei coefficienti di trasformazione per evitare significativi aumenti della spesa previdenziale”. La commissione Ue esprime anche incertezze sulla riforma del Tfr, la quale “riduce il deficit” ma “non migliora la sostenibilità finanziaria poiché implica future spese addizionali”. Anche sul “tesoretto” l’Europa invita alla prudenza e spiega che destinarlo alle spese costituirebbe un rischio per le finanze pubbliche.
L’atteggiamento di Padoa-Schioppa è di grande prudenza. Dopo aver imposto il restringimento dell’area spendibile del “tesoretto” ieri in Parlamento ha annunciato che domani in consiglio dei ministri porterà un provvedimento di chiusura di 40 uffici del ministero del Tesoro altrettante città italiane. Il ministro ha definito un “cambiamento straordinario” la riforma in corso della legge di bilancio e ha indicato nella “riqualificazione delle spesa pubblica” la strada da percorrere che non dovrà prevedere né un aumento di tasse né del deficit.
(fonte: la Repubblica.it Economia e Finanza)




