Le banche italiane scendono in campo contro l’usura.
Lo fanno attraverso un accordo sottoscritto oggi al Viminale dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato, dal governatore della la Banca d’Italia, Mario Draghi, dall’Abi, dalle associazioni degli imprenditori e dalle varie associazioni anti-racket e anti-usura. “Si tratta — ha spiegato il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, di un accordo fondamentale per sostenere le vittime dell’usura. Le banche, insomma, apriranno la loro attività a beneficio delle vittime erogando prestiti che sono attenti alla condizione di chi ha collaborato alla denuncia degli estortori. La banca non si presenta come indifferente ma concorre nel farsi carico delle situzioni più complesse e anche chi ha subito protesti non è escluso dal gioco ma potrà ottenere un suo spazio”. (more…)
Diliberto: «Sono molto irritato». Capezzone: «Avvilente resa dei riformisti»
Il premier: «Abbiamo anche tenuto i conti a posto». Marini: «Accordo posisitivo, ma è stata una trattativa molto difficile»
BOLOGNA - Il premier Romano Prodi si compiace per l’accordo raggiunto giovedì notte tra governo e sindacati sulla riforma delle pensioni e l’ammorbidimento dello scalone: con l’intesa, ha detto Prodi, a Bologna per il fine settimana, si è «rimediato a un’ingiustizia» e si è provato a «tenere i conti a posto».
DISSENSI? NON MI MERAVIGLIANO - «Credo - ha spiegato il premier - che sia emerso da tutti i commenti che è stata fatta una cosa seria, di giustizia e che allo stesso tempo si sia aiutato un equilibrio di medio e lungo periodo delle finanze pubbliche italiane. «Era quello che volevamo fare - insiste Prodi - rimediare a una ingiustizia e tenere i conti a posto». In mattinata, dopo un giro in bicicletta sui colli bolognesi, il presidente del Consiglio si è fermato qualche minuto davanti alla sua abitazione di via Gerusalemme: «I lavoratori che andranno in pensione - ha detto Prodi - non avranno vantaggi, ma neanche svantaggi». Il presidente del Consiglio ha anche ammesso che i «dissapori» all’interno della maggioranza erano attesi, viste le posizioni molto distanti dei partiti rappresentati: «I contrasti sono evidenti? - ha detto riferendosi alle critiche di Rifondazione comunista - Mi meraviglierei del contrario». E la discussione in Parlamento? «Vedremo a settembre». (more…)
Riunita al direzione del Pdci. Diliberto incontrerà la stampa alle 14
Nuove tensioni sull’accordo sulla previdenza. Dini: emendamenti?
Potrei presentarne anche io. Bini Smaghi: conti pubblici a rischio
ROMA - Accordo fatto sulle pensioni? Non si direbbe, viste le tensioni che ancora accompagnano il dibattito sul nuovo assetto della previdenza deciso nell’incontro governo-sindacati di giovedì scorso. Dopo la riunione della direzione del Partito dei comunisti italiani il segretario Oliviero Diliberto è uscito allo scoperto: «Un governo di centrosinistra - ha detto - avrebbe dovuto avanzare una proposta diversa. Le quote? Sono una finzione». Insomma, c’è un innalzamento mascherato dell’età di pensionamento a 62 anni. «Credo – avverte Diliberto - che la battaglia inizi ora. Già ad agosto». E preannuncia che quando ci sarà il referendum indetto dai sindacati sull’accordo «ai lavoratori diremo di votare no». Ma il Pdci vuole migliorare l’intesa anche in Parlamento: «Presenteremo degli emendamenti per migliorare la “controriforma”». Mentre lunedì a Palazzo Chigi torneranno le parti sociali per completare l’intesa sulle pensioni, con i ministri, i sindacati e Confindustria intorno al tavolo a discutere del nuovo Welfare. Sul tavolo tutele sociali, ammortizzatori e politiche familiari. (more…)
Il premier dopo la difficile trattativa sulle pensioni
«Tolte le ingiustizie dello scalone e non porterà nemmeno un euro in più di tasse. La maggioranza a settembre reggerà»
ROMA- Sono state «tolte le ingiustizie dello scalone» con un’intesa «che non porterà nemmeno un euro in più di tasse» e rappresenta «una svolta». Quanto alla maggioranza «a settembre reggerà». Il premier Romano Prodi, all’indomani dell’intesa con i sindacati, fa il punto sulla riforma delle pensioni che ora passa al Parlamento.
«NON UN ERO DALLE TASSE» - «Con questo accordo non sarà preso un euro dalle tasse» assicura Prodi proseguendo sull’accordo sulla riforma delle pensioni. Il presidente del Consiglio risponde dunque alle obiezioni della Cdl, che assicura che dopo l’accordo sulle pensioni fioccheranno nuove tasse. Il premier ribadisce che i 10 miliardi necessari ad attuare l’accordo raggiunto «saranno presi interamente all’interno del sistema». «Ad esempio - ricorda - un terzo viene preso dall’unificazione degli enti previdenziali, che consente di evitare enormi sprechi. In 10 anni possiamo recuperare 3 miliardi e mezzo di euro e non è una somma indifferente. Altri risparmi - conclude Prodi - forniranno gli altri due terzi della somma necessaria». (more…)
Ma per la sinistra radicale l’accordo è restrittivo e va cambiato
Rizzo: “E’ un vero e proprio tradimento delle ragioni dei lavoratori”
Marini: “Dopo molta attesa raggiunto un punto di approdo positivo”
Bonaiuti accusa il premier: “Non dice la verità sui costi e sulla copertura”
ROMA - Il premier Romano Prodi non si mostra preoccupato per le critiche che continuano ad arrivare sulla riforma delle pensioni varata dal governo: “E’ evidente, mi meraviglierei del contrario”. “Credo che sia emerso da tutti i commenti che sulle pensioni è stata fatta una cosa seria, di giustizia, e che allo stesso tempo è stato aiutato un equilibrio di medio e lungo periodo delle finanze pubbliche italiane. Era quello che noi volevamo fare: rimediare a un’ingiustizia e tenere i conti a posto”.
Un apprezzamento sui contenuti dell’intesa tra governo e sindacati giunge stamane anche dal presidente del Senato Franco Marini: “C’era molta attesa - ricorda Marini - è stata una trattativa difficile, e mi pare che, conclusivamente, dopo molta fatica si sia raggiunto un punto di approdo positivo”. (more…)
Il vicepremier: e con il Pd ci sarà più forza per i riformisti
“Non potevamo farne una telenovelas. Ora le altre priorità”
ROMA - Presidente Rutelli, come giudica l’accordo sulle pensioni? “L’accordo è positivo, e il contenuto è ragionevole. Dopo un anno di lavoro del governo, il quadro degli interventi sulla previdenza è sostanzialmente completo: abbiamo dato il via al “secondo pilastro”, con cui i lavoratori integreranno la pensione, alziamo le pensioni basse, socialmente intollerabili, accresciamo con una contribuzione dignitosa quelle dei precari, correggiamo lo “scalone”, come avevamo promesso. Era rozzo; tra chi va in pensione il 31 dicembre di quest’anno e chi il giorno dopo imponeva tre anni di lavoro in più: sarà giustamente diluito nel tempo. Abbiamo confermato l’allungamento dell’età lavorativa e l’efficacia dei “coefficienti”, ovvero l’unica garanzia che la previdenza sia sostenibile di fronte al forte invecchiamento della popolazione italiana”. (more…)
IL RETROSCENA La cronaca della drammatica nottata delle pensioni. Poi al Consiglio dei ministri la requisitoria del vicepremier.
La resa dei conti tra Prodi e Epifani alle quattro del mattino. E D’Alema incalza ministri: basta con il nostro tafazzismo!
ROMA - “Caro Guglielmo, o sì o no. Se tu dici no io mi dimetto. Così perdete tutto e rimane lo scalone”. Sono le quattro del mattino quando a Palazzo Chigi, nella stanza del sottosegretario Enrico Letta, va in scena il momento più drammatico della notte delle pensioni con il premier Romano Prodi che minaccia di andarsene. Si tratta da quasi sei ore, sul filo del rasoio. Ed è anche il momento della decisione, come in tutti i negoziati: rompere o andare avanti. Scegliere. Ma questa volta rompere significa buttare a mare il governo. Per di più “amico”. (more…)
Sindacati soddisfatti, industriali irritati: “Era doveroso sentirci”
Diliberto e Rifondazione: “Daremo battaglia in Parlamento”
Padoa-Schioppa: “Il costo netto è zero”. Ma le agenzie di rating sono perplesse
ROMA - Giorni convulsi e alla fine una maratona durata otto ore, ma alla fine l’intesa tra governo e sindacati sulla riforma delle pensioni è stata raggiunta e l’accordo è approvato in linea di massima dal Consiglio dei ministri. Ma lo scoglio che ha messo a dura prova la tenuta del governo non è ancora alle spalle, malgrado il premier Romano Prodi abbia espresso grande soddisfazione per il risultato: “E’ la svolta promessa ma anche un punto di arrivo: l’aumento delle pensioni minime, gli aiuti ai giovani in materia di previdenza, il riscatto della laurea. C’è un disegno continuo e questa riforma dà sicurezza al paese”. “Non ho perso di vista l’obiettivo di togliere le ingiustizie che lo scalone aveva messo”, ha rivendicato il premier.
Il faticoso compromesso, infatti, non piace ai partiti della sinistra radicale e nemmeno a molti ambienti della finanza internazionale. Se il commissario Ue agli Affari economici Joaquin Almunia ha fatto per telefono al ministro dell’Economia Tommaso Padoa-Schioppa, c’è da registrare la perplessità delle agenzie di rating Fitch e S&P. Che esprimono preoccupazione per la tenuta dei conti pubblici italiani. (more…)
Abolito lo scalone: nel 2008 in pensione a 58 anni, poi l’età minima salirà
Niente di nuovo per chi fa lavori usuranti. Il cambiamento costerà 10 miliardi in 10 anni
ROMA - Aumento graduale dell’età di pensionamento di anzianità attraverso un mix di scalini e quote dal 2008, nuovi coefficienti a partire dal 2010 ed esclusione dei lavoratori impegnati in attività usuranti dall’inasprimento delle regole: è quanto prevede l’accordo tra governo e sindacati raggiunto questa mattina per la riforma del sistema previdenziale e la modifica dello scalone.
Ecco in sintesi cosa prevede la riforma:
58 anni dal 2008: il prossimo anno si potrà andare in pensione a 58 anni di età e 35 di contributi (con lo scalone Maroni erano richiesti i 60 anni di età). (more…)
A Palazzo Chigi lungo faccia a faccia tra il governo e i sindacati. Confermato lo scalino a 58 anni, “finestre” per le donne sopra i 60 anni
Il pacchetto preparato da Prodi costerebbe 8 miliardi in dieci anni. Alla Camera votata la fiducia sul decreto legge sull’impiego del “Tesoretto”
ROMA - Per le pensioni è la notte decisiva. Dopo una giornata di voci e smentite il presidente del Consiglio Romano Prodi ha convocato i sindacati a Palazzo Chigi, mentre la Camera ha approvato - non senza tensioni - la fiducia al decreto legge sul ‘tesoretto’ con 309 sì e 182 no.
In una pausa della riunione notturna fonti vicine alla trattativa hanno fatto trapelare alcuni dei contenuti della proposta del governo. Sulle quali però non è ancora arrivato il via libera delle organizzazioni sindacali. (more…)