Giovedì 7 Giugno 2007
Dpef: ‘per approvarlo serve confronto, trattativa vera’
ROMA, 7 GIU - ‘Nessuna apertura’: cosi’ il leader Cgil su un possibile ammorbidimento dello scalone pensionistico 2008 attraverso i cosiddetti ’scalini’. ‘Abbiamo le nostre priorita’ - ha aggiunto Epifani - poi e’ una trattativa. Vogliamo un accordo per rassicurare i lavoratori e per dare risposte corrette agli interessi del mondo del lavoro e dei pensionati’. Sul Dpef, Epifani sottolinea: ‘bisogna fare un confronto, una trattativa vera’. Il governo ha convocato le parti sociali per il 15 giugno.
(fonte: ANSA)
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Giovedì 7 Giugno 2007
Secondo il Rapporto “Pensions at a glance”, il nuovo sistema italiano andrà a regime solo nel 2017
Bisognerebbe introdurre correttivi equitativi tra chi si ritira in età differenti
Pensioni, per l’Ocse riforme troppo lente. Ma l’Italia non ci sta: “Dati fuorvianti”
Il riferimento è ai parametri di entrata nel mercato del lavoro e di durata della vita lavorativa
ROMA - Troppo lento l’andamento della riforma delle pensioni in Italia: a sostenerlo è ancora una volta l’Ocse, nel suo ultimo rapporto “Pensions at a glance” presentato oggi a Parigi. “Le riforme del 1995 in Italia - si legge nel rapporto - inizieranno a fare effetto solo sulle persone che andranno in pensione a partire dal 2017″. Tuttavia l’Italia ha contestato l’analisi, esprimendo, si legge nella presentazione dello stesso rapporto, “seri dubbi” sull’adeguatezza dei dati e quindi sulla comparabilità dei risultati. (more…)
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Giovedì 7 Giugno 2007
Il costo sul rifinanziamento principale sale al 4%. Trichet: «La nostra politica monetaria resta accomodante»
ROMA - La Banca centrale europea ha deciso una nuova stretta monetaria, alzando di un quarto di punto i tassi d’interesse di Eurolandia nella riunione del Consiglio direttivo di Francoforte. Il tasso di rifinanziamento principale sulle operazioni pronti contro termine sale al 4%, quello marginale al 5% e quello sui depositi overnight al 3%.
TRICHET - La decisione di rialzare i tassi «è stata presa per la prevalenza dei rischi sui prezzi nel medio termine» ha spiegato il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet. «La nostra politica monetaria - ha poi aggiunto - resta accomodante», anche se «agiremo in modo fermo e tempestivo sui rischi legati al rialzo dei prezzi».
MASSIMI - Con il rialzo, il secondo dall’inizio dell’anno, la Bce porta il costo del denaro ai massimi di quasi sei anni e a livelli mai visti dopo gli attacchi alle Torri gemelle. Per trovare un livello dei tassi così alto bisogna infatti risalire all’agosto del 2001, quando il costo del denaro viaggiava al 4,25%, prima che il 17 settembre venisse tagliato di 50 punti base al 3,75% dopo lo scossone sui mercati finanziari dovuto agli attentati terroristici dell’11 settembre.
ULTERIORI RIALZI - Le parole del presidente Trichet, che ha illustrato nel pomeriggio le motivazioni del rialzo dei tassi, lasciano presagire un ulteriore stretta monetaria nei prossimi mesi. Due sono i fattori cruciali. Il primo: il rialzo di mercoledì è stato deciso per i rischi legati a una recrudescenza dell’inflazione. Monitoreremo da vicino il livello dei prezzi, ha spiegato Trichet, « E agiremo in qualsiasi circostanza così da evitare che i rischi sui prezzi si materializzino». E ciò significa che la Bce ha intenzione di lavorare ancora sui tassi per prevenire spirali inflazionistiche. per fronteggiare i rischi d’inflazione». Il secondo motivo è la ripresa dell’economia in Eurolandia: «I dati in arrivo confermano chiaramente che l’economia dell’area euro continua a espandersi a un ritmo significativamente più forte di quanto ci aspettavamo un anno fa», ha affermato Trichet. Nel primo trimestre dell’anno, rispetto ai tre mesi precedenti, l’economia europea è cresciuta dello 0,6%. Un ritmo più alto delle attese. E visto che la «crescita solida è continuata anche nel secondo trimestre» e che l’outlook, secondo Trichet, rimane favorevole ci sono le «condizioni perché la crescita dell’area euro continui a livello sostenuto». Per evitare che la robusta ripresa sfoci in tensioni sul livello dei prezzi, ancora una volta la leva dei tassi potrebbe essere manovrata per evitare di surriscaldare l’economia.
POLITICA ACCOMODANTE - In più ci sono le parole di Trichet che definiscono accomodante la politica monetaria. Eppure dice il presidente dell’istituto di Francoforte i futuri rialzi non sono scontati: «Avete fatto bene a notare – ha detto ai giornalisti - che io ho detto che restiamo su una posizione accomodante e allo stesso tempo che non ho detto che i tassi d’interesse sono moderati. Ho detto che le condizioni di finanziamento sono favorevoli».
CONSUMI BASSI - Unica nota palesemente negativa del quadro economico europeo è pero il livello dei consumi, troppo bassi. Trichet ha sostenuto mercoledì a Francoforte che i consumi, soprattutto delle famiglie, «dovrebbero essere supportati, mentre le condizioni del mercato del lavoro dovrebbero migliorare».
07 giugno 2007
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