Pensioni: adeguamento immediato delle minime e superbonus
È la strategia previdenziale del Pdl, già definita, che sarà tradotta in provvedimenti nei primi consigli dei ministri del Governo Berlusconi
Immediato adeguamento delle pensioni fino a mille euro con un nuovo “schema” di indicizzazione. E ripristino del super-bonus per favorire la permanenza in attività di chi è in possesso dei requisiti per il pensionamento di anzianità. La strategia previdenziale del Pdl è già definita. E verrà messa nero su bianco nei primi Consigli dei ministri del nuovo Governo che sarà guidato da Silvio Berlusconi. La rotta è chiara: sostenere i pensionati per ridare potere di acquisto ai loro assegni e incentivare il rinvio dall’uscita dal lavoro.
Per le pensioni basse il Pdl è intenzionato ad attivare una sorta di scala mobile ad hoc, probabilmente facendo diventare più robusta l’indicizzazione già prevista fin dal primo Governo Amato (primi anni ‘90) e magari rendendola più frequente (due volte l’anno). Il super-bonus dovrebbe ricalcare quello già introdotto dal precedente Governo Berlusconi per volontà dell’allora ministro del Welfare Roberto Maroni. Un incentivo che però non ha mai troppo “affascinato” la Ragioneria generale dello Stato.
Quanto alle soglie di accesso alla pensione, “no” a nuovi ritocchi dei requisiti di pensionamento. Nessun ritorno allo scalone della riforma Maroni, dunque, anche per non disorientare i pensionati, come ha detto nei giorni scorsi Berlusconi. Ma la partita previdenziale non è affatto chiusa. Anzitutto perché c’è da sciogliere il nodo della fase attuativa della legge Prodi-Damiano. Il Governo Berlusconi dovrà decidere la sorte del decreto attuativo sull’elenco dei lavori usuranti da esentare dalle nuove regole previdenziali, varato dall’Esecutivo uscente ma non ancora approvato definitivamente perché privo di uno dei pareri (per altro non vincolanti) dei due rami del Parlamento. C’è poi la “patata bollente” del riassetto degli enti previdenziali. Il Pdl non vuole percorrere la strada indicata da un parte del Governo Prodi (super-Inps) ma sembra puntare su una razionalizzazione su tre poli: Inps e Inpdap in cui far confluire gli enti minori (Enpals e via dicendo) e Inail in versione allargata.
Ma la vera novità potrebbe essere rappresentata dal tentativo di alzare la soglia di pensionamento di vecchiaia delle donne da 60 ad almeno 62. Il programma di Berlusconi non lo prevede, ma il progetto è già stato messo a punto da Giuliano Cazzola (eletto per il Pdl alla Camera) e potrebbe essere preso in considerazione nelle prossime settimane. Quando sarà anche valutato il possibile ritorno in toto alla legge Biagi, che comunque, afferma Maurizio Sacconi, non dovrebbe avvenire in uno dei primi Consigli dei ministri.
(fonte: IlSole24ore.com)




