Pensioni, in gennaio arriva un mini aumento
L’inflazione scende e la scala mobile rallenta per 18 milioni di pensionati. Da gennaio, per effetto della cosiddetta perequazione automatica, i trattamenti saliranno appena dello 0,7 per cento.
Come ogni anno per pagare puntualmente gli importi gli enti previdenziali calcolano l’aumento in via provvisoria sull’indice Istat di settembre, salvo poi pareggiare i conti con il dato definitivo del mese di dicembre.
Lo stesso meccanismo ha determinato per il 2009 un conguaglio dello 0,1% a debito dei pensionati, visto che gli aumenti sono stati attribuiti con una percentuale (3,3 %) superiore a quella spettante in base all’inflazione effettiva (3,2%) risultante alla fine del 2008.
TRATTAMENTI MINIMI. Con una rivalutazione dell’0,7%, i trattamenti minimi aumenteranno di 2,77 euro passando da 458,20 a 460,97 euro al mese. Questo è l’importo che si può definire di base.
I meno abbienti potranno contare nel 2010 su 597,85 euro al mese. Si tratta della maggiorazione fino 516,46 euro (il famoso milione al mese) che è stata portata a 580 euro dalla legge 127/2007 con la quale è stata introdotta per determinate fasce di pensionati la quattordicesima mensilità.
È bene chiarire che l’aumento dello 0,7 per cento viene calcolato solo sul trattamento minimo, in quanto la maggiorazione vera e propria resta di 136,44 euro.
LA MAGGIORAZIONE. I pensionati hanno diritto alla maggiorazione se hanno determinati requisiti di età e di reddito. Sono richiesti almeno 70 anni che si possono ridurre fino a 65, in ragione di un anno per ogni cinque di contributi versati. Per gli invalidi totali l’età minima è di 60 anni.
Per quanto riguarda il reddito, quello personale non deve essere superiore a 7.766,33 euro mentre per i coniugati quello della coppia non deve andare oltre 13.115,96 euro.
Si considerano i redditi di qualsiasi natura, compresi quelli esenti, con la sola esclusione della casa di abitazione, delle pensioni di guerra, degli assegni familiari e delle indennità di accompagnamento.
ASSEGNI E PENSIONI SOCIALI. Con la stessa percentuale dello 0,7% verrà aggiornato anche l’importo dell’assegno sociale che salirà da 409,05 a 411,51 euro al mese.
Mentre le vecchie pensioni sociali, di cui beneficiano gli ultrasessantacinquenni che hanno raggiunto l’età prima del dicembre ‘95, aumenteranno da 337,11 a 339,14 euro al mese.
SUPERIORI AL MINIMO. Per le pensioni di importo superiore al minimo l’aliquota di incremento si applica a scalare per fasce di importo.
La legge 127/2007 ha stabilito che per il triennio 2008-2010 è garantita una copertura dall’inflazione del 100% sulle quote di pensione fino a cinque volte il trattamento minimo dell’Inps. Mentre sulla quota eccedente la copertura sarà limitata, al 75 per cento dell’indice Istat.
Tradotto in cifre questo significa che l’aumento pieno nella misura dello 0,7 per cento spetterà sulla fascia di pensione mensile fino a 2.288,80 euro e dello 0,525 per cento sull’importo eccedente.
Per i titolari di più pensioni l’aumento di perequazione automatica si calcola sull’importo complessivo e non sui singoli trattamenti. Ciò comporta l’applicazione di una copertura più bassa (75 per cento dell’ indice Istat) sulla fascia di importo superiore a cinque volte il trattamento minimo dell’Inps.




