Antitrust: «Bene il decreto Bersani, ora resistere alle lobby»
Bene le prime mosse del Governo in tema di liberalizzazioni, il bello tuttavia arriva adesso.
L’Antitrust ha preso atto con «soddisfazione» della riforma Bersani sulla competitività, ma avverte che «gli enti regolatori devono resistere alle pressioni delle lobby, altrimenti potrebbe diffondersi la sensazione dell’inutilità di ogni sforzo». Gli interessi corporativi «cercano spesso la complicità del potere politico», ha ricordato il garante della concorrenza e del mercato Antonio Catricalà nella sua relazione annuale, spiegando che «occorre convincere gli interessati che la concorrenza, seppur riduce in percentuale le fette di mercato, in termini assoluti aumenta la torta e quindi profitti, posti di lavoro e opportunità». La relazione di Catricalà ha spaziato dal tema delle liberalizzazioni, ma ai diritti tv, alle banche, all’energia, ai procuratori sportivi.
Diritti Tv, non serve un nuovo provvedimento. La legge del governo D’Alema per la vendita dei diritti tv del calcio non nega la cessione collettiva e dunque non c’é bisogno di un nuovo provvedimento. È quanto ha chiarito Catricalà, ricordando che in passato l’autorità «si espresse negativamente su un’intesa di vendita collettiva dei diritti tv delle partite di calcio». Le norme europee consentono all’Antitrust di non pronunciarsi sull’accordo ma di «intervenire solo nel caso» in cui dovessero manifestarsi «vizi funzionali tali da comportare effetti restrittivi, escludenti o discriminatori». Catricalà ha rilevato che «molti modelli convenzionali potrebbero dimostrarsi idonei a garantire una più equa distribuzione delle risorse e quindi una maggiore contendibilità nei campionati. Un’impostazione solo legislativa potrebbe però apparire come una svolta dirigistica».
Pubblica amministrazione, privatizzare il back office. Il back office della pubblica amministrazione, e cioè i dipendenti che non sono a contatto con il pubblico, deve essere liberalizzato e privatizzato. Secondo quanto detto da Catricalà il back office «deve essere ridotto» perchè «assorbe il 43% delle risorse». Per il garante «il settore, se necessario, deve essere liberalizzato e privatizzato, sì da creare un nuovo mercato e posti di lavoro, con effettivo snellimento dell’apparato burocratico».
Banche, successi «ancora effimeri». Nel settore bancario l’Antitrust ha avviato un’indagine conoscitiva sui costi dei conti correnti bancari, all’indomani della nuova legge sul risparmio che gli ha affidato nuovi poteri in questo settore. «Si è trattato di un successo ancora effimero perché l’iniziativa annunciata da alcuni istituti di credito di eliminare il costo di chiusura dei conti correnti si inserisce solo ai nuovi e non a quelli già aperti, e inoltre lascia a carico del risparmiatore le spese di liquidazione e amministrative». Il presidente dell’Antitrust ha aggiunto che «sui costi di gestione dei conti stiamo traendo le prime conclusioni, ma già traspare un’articolazione del rapporto talmente complessa da rendere difficile per il correntista medio una consapevole comparazione. Non tutti gli istituti di credito si comportano allo stesso modo con i risparmiatori: c’è chi si comporta meglio, ma per il cittadino è veramente arduo rendersene conto».
Energia, qualcosa si muove. «L’Eni - ha detto Catricalà - ha iniziato finalmente con determinazione le opere necessarie per importare in Italia già dal 2008, 6,5 miliardi di metri cubi di gas algerino. Una misura necessaria ma non sufficiente per il nostro Paese». Resta centrale comunque l’esigenza di un maggior numero di rigassificatori. «Le opere fisiche che ci consentiranno di non dipendere quasi completamente da monopolisti stranieri devono essere al più presto realizzate». Quanto al mercato elettrico esiste «un retaggio del passato che appare oggi in contraddizione con il nuovo contesto di liberalizzazione e determina un costo aggiuntivo nella tariffa». Un costo «che potrebbe essere ridotto».
Procuratori sportivi, ok alla bozza del nuovo regolamento. «La bozza del nuovo regolamento sulla disciplina dei procuratori è stata appena consegnata al Commissario Straordinario» della Figc, Guido Rossi, ha poi annunciato Catricalà. Il calcio professionistico «registra un rinnovato interesse per l’applicazione di regole di trasparenza e di aperta competizione e l’ausilio tecnico di funzionari Antitrust - ha ricordato il Garante - è stato richiesto dalla Figc».
I prezzi del latte in polvere. «Gli impegni assunti con l’Antitrust da importanti aziende produttrici di latte in polvere» per i bambini, «sono stati rispettati ed in meno di un anno i prezzi sono scesi di oltre il 25% a sconti invariati». Una riduzione che - ha spiegato il garante della concorrenza - in alcuni casi è giunta al 27% e per i latti nella fascia di prezzo più bassa, fino al 35%«, con risparmio stimato per le giovani famiglie in oltre 40 milioni di euro» nel corso dell’anno.
Le sanzioni (anche al Pagobancomat): 668 milioni da gennaio. «Dal primo gennaio 2006 a oggi sono state decise sanzioni per un valore complessivo di 668 milioni di euro. Non di meno, sono convinto che la sanzione rappresenti la fase patologica del rapporto con le imprese. Il risultato più importante cui l’autorità deve mirare è un altro. L’effettiva correzione delle storture del mercato». L’Autorità, tra l’altro ha sanzionato per inottemperanza il consorzio bancario Cogeban per un’intesa restrittiva riguardante il sistema pagobancomat e auspica che l’Abi adotti «le misure necessarie ad aprire il settore del Pagobancomat alla competizione tra istituti di credito». L’importo della sanzione non è stato reso noto.
Prodi soddisfatto, plauso da Montezemolo, Tronchetti, Bazoli e Gnudi. «Una spinta verso la concorrenza. Questo è il termine da usare. Mi ha fatto piacere che, tra i passi in avanti, sia stato citato ripetutamente il nostro decreto». Così il presidente del Consiglio, Romano Prodi, al termine della relazione annuale del garante dell’Antitrust, Antonio Catricalà, ha commentato i passaggi salienti dell’intervento. Plauso dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo: «Siamo contenti che la concorrenza sia finalmente diventata un tema centrale per il Paese e per la crescita». Montezemolo ha definito «totalmente condivisibile» la relazione di Catricalà. Secondo il presidente di Telecom, Marco Tronchetti Provera la relazione del presidente dell’Antitrust, è stata «molto chiara. Dà conto dell’operato serio di un’istituzione che sta lavorando bene». E per il presidente dell’Enel Piero Gnudi, la relazione, applaudita anche dal presidente di Banca Intesa Giovanni Bazoli per la «concisione», è stata perfino «ottima» perché «la principale attenzione è puntata sul consumatore».
(fonte: Il Sole 24 Ore.com)




