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Pensioni, Sacconi: «Non alzeremo età minima. Tremonti: «Il tesoretto non c’è»

PADOVA (10 maggio) - Il governo non intende alzare nuovamente l’età pensionabile. Intanto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti promette sacrifici per banche e petrolieri e annuncia: non c’è alcun tesoretto. «Non rimetteremo mano alla definizione delle età minime per andare in pensione - ha detto oggi a Padova il neo ministro del Lavoro Maurizio Sacconi -. Anche se riteniamo che sia stato un errore farlo da parte del governo Prodi».

«Ora purtroppo - ha aggiunto Sacconi - dobbiamo incorporare la maggiore spesa previdenziale che così è stata prodotta, ma sarebbe un errore se introducessimo instabilità nella disciplina pensionistica». «Lavoreremo però - ha continuato - per allungare la vita lavorativa».

Detassazione straordinari. Sacconi ha detto poi che il governo lavorerà rapidamente per la detassazione degli straordinari. «Lavoreremo molto rapidamente - ha spiegato - alla risoluzione della questione, come abbiamo promesso». «Questo perché - ha aggiunto - riteniamo sia una misura utile a sostenere la crescita, oltre a sostenere i redditi dei lavoratori, ed attraverso i redditi, i consumi e quindi l’intera economia».

«Posso escludere che abbiamo un tesoretto». «L’andamento delle entrate fiscali non è buono e questo non perché l’evasione da gennaio è ripartita - ha detto Tremonti durante la registrazione della trasmissione tv “In mezz’ora” -. Basta guardare all’andamento dell’Iva sugli scambi interni che è negativo perché l’economia va male. Insomma tesoretto zero». Alla domanda se il governo avvierà una due diligence sui conti pubblici, Tremonti haquindi spiegato che «sui conti c’è un controllo assoluto. Ci sono molti occhi sopra. Chiederemo quindi agli istituti nazionali e internazionali una valutazione aggiornata. Nei documenti dell’Ue c’è la parola “rischio” su tante voci, chiederemo di discutere insieme i numeri di chiusura del 2007 e 2008 che purtroppo non sono buoni».

Ma dove troverete le risorse? «Qualche idea ce l’ho, ma non la dico adesso. Siamo in una stagione non buona, ci saranno problemi e una situazione non facile. Non per colpa del governo Prodi che però ha fatto l’errore di non capire cosa stava succedendo nel mondo. Il governo Prodi è stato imprudente. In una stagione buona ha fatto la cicala e non la formica. Più entrate c’erano e più spese facevano».

Parleremo anche dei mutui. Il titolare dell’Economia ha ribadito poi che ci sarà l’abolizione dell’Ici sulla prima casa e annunciato che si interverrà anche sul caro-mutui che “strangola” le famiglie italiane. «Abbiamo detto che azzeriamo l’Ici sulla prima casa. Seguiremo lo sgravio già ipotizzato e chiaramente castelli e ville non saranno compresi nel provvedimento. Ma poi parleremo anche dei mutui», ha spiegato il neo ministro dell’Economia.

Sacrifici per banche e petrolieri. «Le banche e chi incassa la rendita petrolifera, certo non i poveri», ha poi detto il ministro dell’Economia rispondendo a una domanda su chi deba fare sacrifici ora. «Qualche sacrificio devono iniziare a fare banche e petrolieri - ha spiegato - le banche dovranno pagare qualcosa in più di tasse se non faranno pagare meno i mutui alle famiglie». Mentre per quanto riguarda i petrolieri Tremonti ha spiegato che «prendono più soldi perché è aumentato il prezzo».

Il governo ombra? Una squadretta. Il governo ombra è «una cosa saggia», secondo Tremonti, ma appare anche come una «squadretta di allenamento. Ma serve anche quella», ha agiunto.

La costituzione «va cambiata», ha sottolineato ancora Tremonti perché «come è stata modificata nel 2001 e com’è adesso blocca il Paese». Secondo Tremonti, comunque, «è fondamentale modificarla insieme all’opposizione». L’auspicio del ministro è quello di «non fare più scontri ideologici che sono inutili. Ci sono stati - ha proseguito - litigi eccessivi nel passato». Nell’escludere categoricamente l’ipotesi di qualche accordo sottobanco con l’opposizione («certo non sarà inciucio»), il ministro ha spiegato che «il momento è difficile: evitiamo un eccesso inutile di litigi e contrasti». E nel ricordare che più volte nel corso della campagna elettorale è stata espressa l’intenzione di porre mano alle riforme, Tremonti sottolinea che «avevamo la bozza Violante, che era un testo molto buono». Di certo «il dialogo con l’opposizione -dice- si fa in Parlamento». Inoltre «a partire dall’autunno bisogna mettere in campo il federalismo fiscale», conclude.

Bersani: vedremo presto se il tesoretto c’è o non c’è. «La questione è molto semplice. Se i soldi ci sono, molto presto faranno quello che hanno annunciato e cioè la detassazione degli straordinaria e l’abolizione della metà dell’Ici (visto che l’altra metà l’ abbiamo gia abolita noi). Viceversa - ha commentato l’ex ministro dello Sviluppo economico ed attuale ministro ombra dell’Economia Pierluigi Bersani - se i soldi non ci sono, Tremonti dovrà ridurre di 4 mld la spesa corrente. Quindi - ha concluso Bersani - vedremo molto presto se il tesoretto c’è o non c’e».

(fonte: Il Messaggero)



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