Nuova frenata dei mutui: da gennaio un calo del 4%
Micidiale uno-due al mercato dei mutui condito da un’imprevisto rialzo dei tassi: in aprile lo stock scivola di altri 3,5 miliardi dopo gli 8,5 di marzo. In tutto fanno 12 miliardi in meno in due mesi e 9 dall’inizio dell’anno. Le consistenze sono scese a 256,4 miliardi, dal picco di febbraio di 268 miliardi. Boccata d’ossigeno invece per il credito al consumo: in aprile s’impennano le erogazioni fino a sfiorare il 15%. Marzo si era invece chiuso con una retromarcia del 4,5%. Hanno tirato i prestiti personali (+29%), le carte di credito revolving (+8,5%) e il quinto dello stipendio (+54%). Fermi ai box auto e moto, quasi immobili i prestiti finalizzati a beni e servizi.
Preoccupa l’inversione di trend dei tassi d’interesse che ha preceduto l’impennata dell’Euribor: in aprile, secondo le rilevazioni di Banca d’Italia, il tasso medio applicato al credito al consumo è salito per i finanziamenti fino a un anno da 8,62 a 8,69%, e per i prestiti da 1 a 5 anni dal 7,97 a 8,01%. Mentre quello applicato ai mutui, oltre i cinque anni, è passato dal 5,67% al 5,73%. I dati sui mutui rilevati da Banca d’Italia si riferiscono a quelli accesi da famiglie consumatrici e produttrici (microaziende familiari). «Il dato è “sporcato” dalle famiglie produttrici – osserva Giuseppe Piano Mortari, d irettore operativo di Assofin, l’Associazione del credito al consumo e immobiliare – ma indubbiamente indica un trend preciso». Assofin calcola che per le sole famiglie consumatrici la flessione nel primo trimestre 2008 è quantificabile nel 7/8%».
Più difficile da interpretare il trend del credito al consumo, molto diverso dal mercato dei mutui. «Aprile – secondo Piano Mortari - potrebbe segnare il risveglio del settore. Dopo le elezioni sembra sia tornata la fiducia nelle famiglie e con questa anche la voglia di chiedere finanziamenti per l’acquisto di beni di consumo».
Tuttavia il risveglio dei tassi, a maggior ragione dopo l’annuncio della Bce del ritocco a luglio, sembra un ostacolo alla ripresa dei consumi. «È piuttosto – osserva Piano Mortari – un mutamento di rotta degli operatori: finora con l’ipercompetizione puntavano sulla crescita delle quote a discapito dei margini. E i risultati si sono visti nei bilanci delle banche del 2007 (-9,9% dell’utile, al netto delle entrate straordinarie ndr). Oggi invece gli operatori hanno in corso un repricing dei servizi che privilegia non solo i costi della raccolta, ma anche il margine d’interesse».
Nel primo quadrimestre si è consolidato il boom dei prestiti personali che difatto “cannibalizza” i finanziamenti finalizzati. Il motivo? Gli operatori preferiscono erogare direttamente il prestito, facendo a meno dell’intermediazione del punto vendita e non pagando la commissione. Ne fanno le spese i finanziamenti finalizzati all’acquisto di elettrodomestici, arredamento, scooter fino a 50 cc, palestre, centri benessere e viaggi: negli 11 mesi compresi nel periodo giugno 2007-aprile 2008 si sono registrati nove segni negativi. «In questo canale – spiega Piano Mortari – si acquisiscono nuovi clienti, ma i margini sono risicatissimi, anzi a volte si accetta di perdere in nome del marketing».
In apnea anche i finanziamenti finalizzati all’acquisto di auto e moto. E dopo il tonfo delle immatricolazioni a maggio (-17,5%) potrebbe arrivare un altro dato negativo. Nel 2008 le erogazioni dovrebbero superare i 60 miliardi dell’anno prima, con più di 90 milioni di operazioni. Numeri importanti ma ancora lontani da quelli europei. Per esempio, il credito al consumo pro capite dell’Italia è di circa 1.500 euro contro i 2.200 della Spagna, i 2.500 della Francia e i 5.200 della Gran Bretagna. Forse il recepimento della direttiva europea sul credito al consumo, più garanzie sulla trasparenza delle condizioni e comparabilità delle offerte, potrebbe accelerare la crescita. La direttiva entra il vigore il prossimo 12 giugno e dovrà essere recepita entro due anni, ma di questo non c’è traccia nell’agenda parlamentare e non si conosce nemmeno il “veicolo” che verrà utilizzato. «Forse si ricorrerà – conclude Piano Mortari – alla legge Comunitaria, lo strumento con il quale ogni anno vengono recepite le direttive in sospeso».
(fonte: IlSole24Ore.com)




