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Credito: le famiglie chiedono meno prestiti, banche più prudenti

L’indagine della Banca d’Italia

Nove mesi di turbolenza finanziaria internazionale hanno finito con il determinare un atteggiamento più prudente anche da parte delle banche italiane nella concessione del credito. E a questo irrigidimento delle condizioni di offerta del credito fa riscontro anche una domanda di credito da parte delle famiglie italiane che tende a contrarsi sia sul versante specifico della richiesta di mutui per la casa sia su quello degli altri prestiti .
E’ la diagnosi che si ricava dall’ultima indagine trimestrale sul credito bancario in Italia e in Eurolandia, condotta dalla Banca d’Italia in collaborazione con la Banca centrale europea e realizzata, per quel che riguarda il nostro paese, presso nove gruppi creditizi. Alle aziende di credito dell’intera zona dell’euro viene infatti sotto posto ogni tre mesi un questionario con ben diciassette domande a risposta multipla che serve per scandagliare a fondo le loro valutazioni rispetto al clima prevalente nel mercato di prestiti e mutui. Il termometro del “rischio-stretta creditizia” è dato dall’indice di diffusione, che varia da -1 (condizioni di notevole allentamento) a +1 (notevole irrigidimento). Ebbene, per quel che riguarda le imprese, nel complesso l’indice nell’ultimo trimestre ha fatto segnare +0,17, in lievissima ascesa rispetto ai tre mesi precedenti; l’irrigidimento maggiore delle condizioni d’offerta riguarda le grandi imprese (0,28) molto più che le piccole (0,06) e interessa soprattutto il comparto dei prestiti a lungo termine. In risposta a domande specifiche, le banche indicano che anche nel primo trimestre del 2008 la crisi sui mercati finanziari ha contribuito a una restrizione dei criteri nell’erogazione del credito. Le difficoltà dal lato del passivo delle banche sono perdurate nei primi mesi dell’anno, intensificandosi rispetto al trimestre precedente per le cartolarizzazioni. Secondo le aspettative degli intermediari intervistati, queste difficoltà persisteranno nel secondo trimestre del 2008. In generale, il sondaggio indica una restrizione dei criteri di offerta, e la lente di chi indaga in questo caso ingrandisce un fenomeno che non emerge ancora nei dati statistici relativi all’andamento dei prestiti.
Quanto alle famiglie, le aziende di credito citano tra i fattori che hanno contribuito all’irrigidimento delle condizioni le attese riguardo all’attività economica in generale e le prospettive del mercato degli immobili residenziali. Su quest’ultimo versante, del resto, la domanda di prestiti per l’acquisto di abitazioni da parte delle famiglie sembra aver subito negli ultimi tre mesi una discreta contrazione: l’indice di diffusione, che per la domanda va da +1 (espansione) a -1 (flessione) segna (-0,33).



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