Il nuovo sistema di welfare: sanità e pensioni pesano di più
Con il libro verde “la vita buona nella società attiva” il Ministro del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, Maurizio Sacconi, ha avviato, a fine Luglio, un dibattito pubblico, con scadenza il 25 ottobre, sul futuro del Welfare in Italia, allo scopo di pervenire a soluzioni il più possibile condivise dalle forze politiche e sociali. Il libro verde del welfare parte da una considerazione ineludibile : ” le tendenze demografiche, i grandi cambiamenti nella coscienza dei bisogni e nella struttura delle risposte, la globalizzazione sregolata e una crescita dell’economia che rimane al di sotto del potenziale stanno progressivamente sgretolando la rete delle vecchie certezze”.
E’ necessario, perciò, ricostruire un nuovo welfare capace di riproporre la centralità della persona e dalla sua salute significa ridurre la povertà, l’emarginazione ed il disagio sociale, incrementando la produttività del lavoro, i tassi di occupazione e la crescita complessiva dell’economia.
Per passare dall’attuale modello di welfare a quello ipotizzato da Sacconi bisogna preliminarmente esaminare le disfunzioni, gli sprechi ed i costi del sistema vigente. L’attuale spesa sociale complessiva nazionale è leggermente superiore alla media dei Paesi Ocse, ma la sua composizione è molto squilibrata, perché la spesa pensionistica assorbe il 66,7 per cento della spesa sociale al netto dell’istruzione, seguita dalla Sanità che assorbe il 24 per cento, e dall’assistenza sociali che è pari all’8,1 per cento. La spesa per la salute è oggettivamente penalizzata dal peso eccessivo della spesa pensionistica ed assorbe il 6,8 per cento del Pil, inferiore a quello di Germania (8,6%), Francia (7,4%) e Svezia(7,9%), mentre la media europea è del 7%. La spesa sanitaria ha avuto un tasso di crescita annuale, nel periodo 1996-2005, pari al 6,9% , quasi doppio al tasso di crescita del PIL dello stesso periodo. Nel 2050, senza adeguati correttivi, la spesa sanitaria è destinata più che a raddoppiare, anche per il progressivo invecchiamento della popolazione, perché il consumo di risorse sanitarie per le persone oltre i 75 anni è 11 volte superiore a quello della classe 25-34 anni.
L’85% del disavanzo complessivo si concentra in Lazio,Campania e Sicilia, con una spesa pro capite che nel Lazio che è la massima del Paese e che supera i 1700 Euro, con una qualità di prestazioni nettamente inferiore a quello della Lombardia dove il costo pro-capite è di circa 1475 Euro, inferiore a quello della Campania ( 1500 Euro pro capite), che è al terzo ultimo posto per qualità di servizio, seguita soltanto da Calabria e Sicilia, che occupa il fanalino di coda. La percentuale della popolazione in Italia con oltre 65 anni è del 19,9 per cento (1970), destinata nel 2030 a raggiungere la quota del 26,5 per cento e nel 2045 supererà il 30 per cento.
Aumenteranno gli ultraottantenni che dall’1 per cento della popolazione (1951) sono destinati ad arrivare oltre il 12 peer cento nel 2045. Queste proiezioni demografiche costituiscono un’autentica miscela esplosiva per il sistema pensionistico pubblico del Paese, nonostante le riforme fin qui attuate, che hanno procurato benefici solo limitati, mentre deve essere perseguito l’obiettivo di un progressivo innalzamento dell’età pensionabile di uomini e donne, con forti incentivazioni per la prosecuzione, su base volontaria, dell’attività lavorativa fino a 67 anni, che è l’obiettivo, che, in questa fase, si persegue con tenacia a livello comunitario e già realizzato in altri importanti Paesi nostri concorrenti.
E’ evidente che per ogni ultra sessantenne, che prosegua, in modo volontario, la propria attività fino a sessantasette anni, il nostro Ente pensionistico nazionale ne trae notevoli benefici. Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al termine della sua vittoriosa campagna elettorale aveva annunciato che il suo Governo avrebbe reintrodotto il superbonus per ottenere l’allungamento, su base volontaria, della permanenza al lavoro di uomini e donne. Sacconi nel suo libro verde va oltre ed ipotizza testualmente ” potrebbe essere non ancora risolto il nodo della specifica sostenibilità del sistema pensionistico pubblico, per il quale dovrebbe valutarsi la necessità di promuovere un ulteriore innalzamento dell’età di pensione una volta completata la fase di graduale elevazione dell’età minima a 62 anni”.
Il coro di proteste che si è sollevato al riguardo ha convinto Sacconi che per un aumento, su base obbligatoria, oltre i 62 anni non vi è consenso nel Paese, mentre si moltiplicano, in tutto il Paese, le richieste di ripristino del Superbonus Maroni, che riesce a realizzare anche, su base volontaria, l’allungamento della permanenza al lavoro fino a 67 anni.





8 Settembre 2008 alle 13:33
IL Presidente del Consiglio dei Ministri On. Silvio Berlusconi, nel periodo elettorale, ha dichiarato più volte l’intenzione di ripristinare il Superbonus pensioni.
Dopo l’elezione non ha più considerato prioritaria la promessa del ripristino del Superbonus, tanto è vero che siamo già a settembre 2008 e il Sig. Presidente non ne fà più cenno.
Sicuramente è pieno di notevoli e grandi impegni non è il tipo che non mantiene le promesse fatte ai cittadini, ho fiducia nelle Sue capacità, ma se si potesse fare arrivare un rispettoso sollecito non sarebbe male.
Aspettiamo il ripristino del superbonus, idea eccellente che necessita al più presto possibile di una risposta certa e definitiva, appunto per poter organizzare la propria vita con certezza e nel migliore dei modi, non si può aspettare all’infinito.
Altra idea eccellente per invogliare il dipendente a continuare il lavoro volontario fino a 67 anni, potrebbe essere quella di dare il superbonus ed al compimento del 67 mo anno di età assumere un figlio del dipendente, la cosidetta staffetta padre figlio come continuità professionale e per meriti sociali. Distinti Saluti -
22 Settembre 2008 alle 11:14
SONO PERFETTAMENTE D’ACCORDO PER IL SUPERBONUS, CHE SOPRATUTTO E UN GRANDE AIUTO PER RISOLVERE IL PROBLEMA DI CHI HA ANCORA DEI DEBBITI DA PAGARE.
E QUANDO UNO SI TROVA CON UN PO’ DI OSSIGENO IN PIU’ DI CERTO FA BENE ANCHE ALLA SALUTE……………
BEN VENGA IL RIPRISTINO CHE AIUTA TANTE FAMIGLIE A NAVIGARE IN QUESTO MARE SEMPRE IN TEMPESTA.
LA VITA E SEMPRE PIU’ CARA, ED I STIPENDI SEMPRE PIU’ BASSI.
GRAZIE.