L’ammontare massimo del prestito che può essere concesso dipende
direttamente da:
- anni di anzianità
- TFR cumulato per i lavoratori dipendenti
- importo della retribuzione (al netto di eventuali contributi
straordinari o di premi) o pensione mensile
Infatti, nel caso dei dipendenti, maggiori saranno gli anni di anzianità ed il TFR maturato,
maggiore sarà la capacità di assicurare il pagamento del finanziamento e
quindi l’istituto finanziario sarà disposto a concedere importi più
elevati.
Per i Pensionati l'importo massimo del finanziamento che può essere
concesso non dipende naturalmente dal TFR ma dall'età anagrafica del
richiedente.
Inoltre, poiché il rimborso mensile deve essere inferiore alla quinta
parte dello stipendio o della pensione netta mensile, quanto maggiore sarà la retribuzione/pensione, tanto maggiore sarà la rata mensile ritenuta sostenibile dal
finanziatore.
La normativa relativa al credito al consumo prevede finanziamenti fino a
31000 euro circa. Nel caso della cessione del quinto, tuttavia, gli
istituti finanziari concedono anche importi superiori (in funzione
dell’anzianità, dello stipendio o pensione e del TFR).
In alcuni casi gli istituti finanziari consentono di oltrepassare la
quota del quinto dello stipendio/pensione, purché sia conferita dal cedente apposita delega al finanziatore
per la riscossione di somme anche in esubero al tetto consentito; è
comunque consigliabile valutare con attenzione la reale capacità di
sostenere una certa rata mensile, al fine di non divenire insolvente nei
confronti del finanziatore. La normativa prevede che si dia
immediata comunicazione all’ente finanziatore di un’eventuale diminuzione
della propria retribuzione.
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